Opéra national de Paris con Lifar e Ratmansky in apertura
di // pubblicato il 17 Settembre, 2011
“Rien ne nous emmene plus haut que la musique, rien ne nous fait voyager plus loin.
La danse comme l’opera sont les expressions de son mystere et de sa magie”.
Queste sono le parole con cui Nicolas Joel, direttore dell’Opéra national de Paris, ci invita a scoprire la presente stagione di uno dei massimi templi dedicati alle arti performative.
Sin dalla fondazione nel 1661 come Académie Royale de Danse - primo atto governativo autonomo di Luigi XIV dopo la morte del cardinale Mazzarino – e successivamente ribattezzata più volte con vari nomi, l’Opéra di Parigi ha saputo sempre destreggiarsi nel doppio intento di preservare la tradizione e di introdurre all’interno di essa le poetiche del ‘nuovo’ in linea con il proprio ‘ideale artistico’.
Palais Garnier (1875) e l’Opéra Bastille (1989), due luoghi e due volti della medesima istituzione che ogni anno accolgono migliaia di spettatori per officiare i ‘sacri riti di Apollo e delle Muse’. Anima pulsante della Maison è senza dubbio il suo Ballet, diretto dal 1995 da Brigitte Lefèvre, uno dei più significativi per qualità tecnico e particolarità di stile, culla della danza accademica d’Occidente.

Mercoledì 21 settembre, dopo l’attesissimo Défilé du Ballet - ‘processione di Tersicore’ sulla Marche tratta dall’opera Les Troyens di Berlioz e composta dall’ensemble parigino in ogni suo ordine e grado e dagli allievi dell’École de Danse – sarà l’incontro tra due musicisti francesi e due coreografi russi ad aprire la stagione del massimo parigino.
Accomunati dal soggetto mitologico, Phèdre e Psyché, i titoli scelti a comporre la soirée, presenteranno due diverse tipologie di eroina, incarnate da due étoiles d’eccezione, come Marie-Agnès Gillot e Aurelie Dupond.
Phèdre (1950), su libretto, scene e costumi di Jean Cocteau, musica di Georges Auric e coreografia di Serge Lifar, riapparirà sulla scena del Palais Garnier grazie al lavoro di recupero di Claude Bessy, ex-direttrice dell’École de Danse e già interprete nel titolo firmato dal maître de ballet erede del lascito di Djagilev per Parigi.
Nata dal confronto tra il talento coreografico di Aleksej Ratmansky - ex-direttore artistico del Balletto del Teatro Bol’šoj – e la partitura ‘simbolista’ dell’omonima composizione di César Franck, Psyché, invece, con le atmosfere oniriche create dalle scene di Karen Kilimnik e dai costumi di Adeline André, sarà la prima nuova creazione di quest’anno ad essere presentata.

In ottobre la messa in scena di un titolo di repertorio ottocentesco s’appresta a candidarsi come una vera e propria seconda creazione, più che essere una semplice ripresa.
Si tratta de La Source, balletto ambientato nell’esotica Persia e ideato nel 1866 da Charles Nuittier e Arthur Saint-Léon, prima creazione dell’étoile Jean-Guillome Bart - coadiuvato dal dramaturg Clément Hervieu-Léger - per l’Opéra. Le note di Minkus e Delibes, nella versione di Marc-Olivier Dupin, si concretizzeranno nelle scene evocative di Eric Ruf e nei costumi di una delle grandi firme della moda Christian Lacroix.

Ispirato all’universo hollywoodiano degli anni ’30, Cendrillon di Rudolf Nureyev, creato dal danzatore e coreografo negli anni di direzione dell’ensemble parigino, vero e proprio omaggio brioso e frizzante alla settima arte, in cui la musica di Prokofiev dialoga con le scene di Petrika Ionesco, verrà allestito il prossimo novembre. Altro titolo firmato Nureyev presente per la stagione sarà La Bayadère (marzo-aprile 2012) delle sfarzosissime scene di Ezio Frigerio e dei lussuosissimi costumi di Franca Squarciapino.
Con Onegine (dicembre 2011) di John Cranko, ispirato al romanzo di Puškin su vari estratti čajkovskiani, e L’Histoire de Manon (aprile-maggio 2012) di Kenneth McMillan, su partiture di Massenet, l’Opéra presenterà i capolavori di due coreografi anglosassoni sensibili alla ‘narrazione delle passioni’.
Ovviamente non poteva mancare l’ambito tedesco, dove, le ‘emozioni invece che essere narrate sono mostrate’. Ecco presenti all’appello la tanzoper di Pina Bausch Orphée et Eurydice (febbraio 2012), entrata nel 2005 nel repertorio dell’Opéra, e il Roméo et Juliette (maggio 2012) di Sasha Waltz, creato nel 2007 appositamente per la compagnia parigina. Gluck e Berlioz i compositori messi in campo dalle due coreografe.

In primavera la serata Robbins/Ek (marzo 2012) accosterà due creazioni firmate da Jerome Robbins e Mats Ek, rispettivamente Dance at a gathering e Appartement, mostrandone le differenti ‘situazioni’ e stati emotivi presenti, idillio vs vita concreta. Seguirà in aprile la dimostrazione annuale degli allievi dell’École de Danse diretta da Elisabeth Platel.
Le compagnie ospiti di quest’anno saranno il Balletto Reale di Danimarca e il Tokyo Ballet.
Da Copenaghen con Napoli (gennaio 2012) si porterà al Palais Garnier la solarità e l’effervescenza della città partenopea degli anni ’50, grazie alla rilettura di Nicolaj Hübbe - direttore artistico della compagnia - e Sorella Englund del capolavoro di Bournonville, da lui creato nel 1842 dopo aver visitato quei luoghi e conosciuto le opere di Salvatore Taglioni.
Con Kabuki (maggio 2012), coreografia di Maurice Béjart e musiche appositamente scritte da Toshiro Mayuzumi, invece, saranno le suggestioni ispirate all’antica forma teatrale giapponese a dominare la scena.
Infine chiuderà la stagione La fille mal gardée (giugno-luglio 2012) di Frederick Ashton, balletto dai tratti ironici di ambientazione campagnola che il coreografo inglese ricreò nel 1960 dal celebre titolo settecentesco di Jean Dauberval.
Su un così ricco cartellone non ci resta che concludere con le parole del direttore Nicolas Joel:
“Place donc a la musique, a l’opera et a la danse !”.