Omaggio a Kazuo Ōno
di // pubblicato il 26 Giugno, 2010
Kazuo Ōno, grande maestro e cofondatore, insieme a Tatsumi Hijikata, della danza moderna giapponese Butō si è spento il 1 giugno all’età di 103 anni a Yokohama. Ormai da anni si era fermato in una sorta di limbo, tra la vita e la morte, una danza interiore animava il suo corpo vissuto e segnato da anni di professione artistica, conservando la sua forma inerme come un bimbo appena nato.
Il suo incontro con la danza avviene quasi per caso. Prima, infatti, intraprende gli studi per diventare professore di ginnastica in un collegio femminile e del 1929 è la rivelatrice visione de La Argentina, Antonia Mercé virtuosa della danza spagnola, durante una sua tournée in Giappone. Successivamente, assistendo ad uno spettacolo di Harald Kreutzberg, decide di intraprendere lo studio della danza d’espressione tedesca con Takaya Eguchi, già allievo di Mary Wigman in Germania. Ōno inizierà ad esibirsi in pubblico con brevi lavori all’età di 43 anni nel 1949. Un percorso del tutto inusuale rispetto agli sviluppi di una normale carriera artistica ma questa peculiarità rispecchia del resto le caratteristiche precipue e di forte innovazione apportate dal Butō.
Il 1954 è un anno decisivo per Kazuo Ōno. Infatti, proprio in quell’anno avviene il suo incontro con Tatsumi Hijikata, cofondatore del Butō, giovane coreografo con alle spalle anch’egli studi di danza d’espressione tedesca. Entrambi, animati da un senso di insoddisfazione sia verso le tecniche moderne europee che verso le rigide regole delle danze tradizionali giapponesi, svilupperanno una singolare poetica basata sulla trasgressione e sulla rottura dei tabù, sul modellamento di un corpo pronto ad essere animato da un’energia capace di connetterlo al senso primo della linfa del mondo, plasmandosi di volta in volta in molteplici forme.
Le loro prime performance quali Kinjiki (Colori proibiti) del 1959, dove danza il figlio di Ōno Yoshito, furono segnate da brevità dallo scandalo. La rivolta della carne del 1968 è lo straordinario spettacolo-manifesto col quale Tatsumi Hijikata lancia il nuovo genere da lui sviluppato, “Ankoku Butō” (la danza delle tenebre). Una ricerca corporea che, ribellandosi alle forme di vita colonizzatrici del corpo occidentale, tende a riconnettersi alle strutture ancestrali dei corpi segnati dal lavoro della tradizione, quali i contadini delle risaie giapponesi, pur riconoscendo l’ormai segnata storicità del vissuto e quindi senza utopie olistiche. Kazuo Ōno, dal canto suo, ormai separatosi da Hijikata, continuerà la propria ricerca artistica in maniera appartata, allontanandosi dalle scene e aprendosi a nuovi stimoli. Ne sono un ottimo esempio le collaborazioni degli anni Settanta con il regista Chiaki Nagano, con il quale firma i visionari film: Ritratto di Mr. O (1969), Mandala di Mr. O. (1971), Il libro dei morti di Mr. O.
Ma, il ben radicato amore per la danza non si è del tutto spento. Nel 1976 a settant’anni l’immagine di Antonia Mercé gli appare viva di fronte agli occhi, portandolo nel 1980 a creare il fatidico Omaggio a La Argentina, spettacolo che lo farà conoscere in tutta Europa, grazie ai Festival di Nancy e di Avignone, e che ne consacrerà la fama mondiale. Risvegliatasi la fiaccola della danza lo spingerà ad esibirsi sino alla veneranda età di novantacinque anni.
La danza del maestro Ōno si differenzia nettamente dagli stilemi tipici del Butō, nato sulla scia della ricerca di Hijikata: teste rasate, cornee esposte, corpi ricoperti di biacca bianca, urli muti. Infatti, pur conservando un interesse per il grottesco i suoi soli si colorano di un delicato lirismo dai tocchi surrealistici che, attraverso affascinanti figure en travesti, antiche signore di un epoca passata, riesce ad incarnare lo spirito del mondo. Farsi portavoce dei fantasmi che animano lo spazio, in totale negazione di una propria volontà razionale, il “corpo morto” appunto, per accogliere la vera “libertà” che scaturisce da una totale osmosi e compenetrazione con l’Universo creato.
“Tu sei felice perché sei libero. Sorridi, e un fiore sboccia nella tua bocca”(K. Ōno).
Dal 2001 l’Italia e nello specifico il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna è l’unico luogo in Europa ad ospitare l’Archivio Kazuo Ōno, interamente a lui dedicato e alla danza Butō. L’Archivio, copia gemella di quello del maestro a Yokohama, sotto la direzione della Prof.ssa Elena Cervellati, si evidenzia come importante polo per studiosi, artisti, ricercatori.