Omaggio a Giovanni Testori

di Amici in Visita // pubblicato il 09 Aprile, 2009

di Fabio Giuliani

Giovanni Testori è uno dei personaggi più discussi ma più autentici del ventesimo secolo, rabdomante nell’arte e nelle sue commedie sui tragici destini che hanno travagliato la società del suo tempo ed ancora la travagliano. Ora ben due occasioni inducono a riportarlo alla ribalta.
La città di Novara gli dedica nella Basilica di San Gaudenzio una mostra di capolavori restaurati nel novarese.
Alla fine del Cinquecento, in consonanza con le direttive del Concilio di Trento, nella scia di San Carlo Borromeo, il Vescovo Bascapé promuove un importante rinnovamento estetico nelle chiese della sua diocesi. Punto principe della rinascita artistica è la Basilica di San Gaudenzio.
Questo patrimonio pittorico ha avuto nel poliedrico Giovanni Testori il suo grande indagatore.
Nel 1962 esce infatti il volume voluto dalla Banca Popolare di Novara (per festeggiare il 90o anno della fondazione): ‘Elogio dell’arte novarese’, ed è una vera riscoperta accompagnata dalle sue veementi parole.
Ora, proprio questa basilica, di per sé un’opera d’arte, fa da contenitore per l’esposizione di capolavori salvati o restaurati negli ultimi vent’anni sul territorio.
Le opere esposte sono di Gaudenzio Ferrari (‘Pala di Santa Caterina’), Tanzio da Varallo, Cerano (‘Messa al Sepolcro’), Morazzone, Ortensio Crespi (fratello di Giuseppe Maria, il ‘Cerano’), Gherardini, Cairo, Pianca (‘San Gaudenzio’), oltre ad immagini della storica mostra novarese del 1964 sul Cerano curata da Marco Rosci, fondamentale per lo studio e la divulgazione dell'arte lombarda di allora. (Lo stesso Rosci la ripropose ampliata nel 2005 a Palazzo Reale di Milano, con la novità della nascita del pittore a Romagnano Sesia).
In occasione dell’esposizione attuale (curata da Anna Maria Bava e Francesco Golzales) viene pubblicato, a cura dell’Associazione intestata al critico il volume ‘Testori a Novara’ con saggi di Giovanni Agosti, Marco Rosci, Filippo Maria Ferro, dal quale stralciamo alcuni commenti di Testori.
Da "Tanzio in TV" (1973), ‘La battaglia di Sennacherib’ (telero della Basilica di San Gaudenzio): "Tanzio l'ha dipinta tra il 1627 e il 1829 per la Cappella dell'Angelo Custode ed è veramente tra commovente e atrocemente ironico che questo quadro... dove l'Angelo è un vindice, un vendicatore, è una specie di ribelle, che viene a portare la parola della giustizia e della rivolta - sia il quadro dominante della cappella in cui l'angelo è nominato custode. Credo che si può andare a fondo e dire che probabilmente l’unico modo per custodire la vita è di difenderla e di ribellarsi contro chi la vita cerca di diminuire.”
Per circa due mesi questi dipinti dialogano con le pale nelle Cappelle ed animano i meravigliosi spazi della Basilica.

In simultanea, anche se probabilmente casuale, la Galleria Il Chiostro di Duilio e Marina Affanni di Saronno dedica una mostra a Testori pittore.
Il luogo non può essere più giusto, a pochi passi dal Santuario, meta privilegiata di Testori con la sua cupola affrescata da Gaudenzio Ferrari che il critico chiamava “il mio amato Gaudenzio”, al quale aveva dedicato saggi come, famoso: ‘Il gran teatro montano’ (Varallo) nel 1965.
Il devoto di sempre Stefano Crespi presenta l’esposizione scrivendo: “Le opere in mostra confermano un movimento espressivo riconducibile a tematiche testoriane: il corpo, l’eros, la testa del battista, tramonti…Si possono accostare quadri in relazione alla poesia di Testori nelle raccolte ‘L’amore’, ‘Per sempre’, ‘Alain’, ‘A te’, ‘Nel tuo sangue’. La parola e l’iconologia del dipinto accadono nel gesto, nel suono, nella perdutezza, nel vento, nel silenzio del cielo.”

Sono convinto da sempre, e lo scrissi nel testo ‘Complice Roberto Longhi, cronaca di un’avventura critica, Giovanni Testori (1923-1993) e Oreste Marini (1909-1992)’ che questi temi sono da porsi in relazione con il suo amore per la pittura del Seicento: le scene di martirio, le estasi, le visioni, le Maddalene, le Erodiadi, le teste del Battista, tanto da farmi scrivere allora che Testori avesse già nel nome il suo simbolo e la sua vocazione: “Giovanni come Giovanni, è stata la voce che per tanti anni ha gridato nel deserto di sentimenti di questa popolosissima Milano.
Nel cammino della mostra vediamo ben tre ‘Teste del Battista’ fra le più terribili mai viste in pittura. Carlo Bo, nella presentazione di questo tema al Beaubourg di Parigi, in una manifestazione ‘Pour Giovanni Testori’ scrive: “La testa del Battista è diventato l’oggetto, il simbolo, il mondo dell’infinito dolore e della più disperata disperazione.”.
Catalogo con la riproduzione delle 23 opere esposte, il testo di Stefano Crespi e la testimonianza di Alain Toubas; Patrocinio del Comune di Saronno.

 

Dettagli

Da Gaudenzio a Pianca. Omaggio a Giovanni Testori
Novara, Basilica San Gaudenzio
fino al 17 maggio 2009
Orari: dal martedì al venerdì 15.30-18.30
sabato 10.00-12.30 e 15.30-18.30
domenica 15.30-18.30

Giovanni Testori
Saronno, Galleria Il Chiostro di Duilio e Marina Affanni
fino al 30 aprile 2009
Orari: da martedì a venerdì e domenica 10-12.30 e 16.00-19.00
sabato 10-12.30 p.m. su appuntamento

didascalie immagini

  • Basilica San Gaudenzio
  • Gaudenzio Ferrari
    Pala di Santa Caterina
    Duomo, Novara 
  • Giuseppe Antonio Pianca
    San Gaudenzio
    Musei della Canonica del Duomo, Novara
  • Tanzio da Varallo - Battaglia di Sennacherib (part)
    Museo Civico, Novara
  • Giovanni Testori
    Testa del Battista
    collezione privata