Oltre le regole - The Messenger

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 23 Aprile, 2010

In un paese come gli Stati Uniti d’America in cui il silenzio dei mass media sui soldati vittime di guerra è stato sempre fortissimo, al punto che alcuni anni fa in piena era Bush Jr una donna perse il lavoro per aver documentato in una serie di fotografie il rientro in patria delle salme dei caduti in Iraq, un film come The messenger (il messaggero) distribuito in Italia con il titolo Oltre le regole, rappresenta la rottura di un tabù fino ad ora consolidato.

Non è un caso che la sceneggiatura originale, che si è guadagnata una candidatura agli Oscar insieme a quella per il miglior attore non protagonista per Woody Harrelson, sia stata scritta a quattro mani dall’israeliano Oren Moverman, che con questo film fa il suo esordio alla regia, insieme all’italiano Alessandro Camon, due non americani che attraverso il loro sguardo straniero hanno gettato sulla società a stelle e strisce una luce impietosa e immune dalla retorica patriottica con cui è nutrito ogni individuo americano fin dalla nascita.

Il Sergente Will Montgomery è un eroe di guerra decorato al valore appena rientrato negli States dopo esser saltato su una mina in Iraq, nonostante una ferita all’occhio sinistro è di nuovo in servizio e viene affiancato al Capitano Tony Stone nella squadra di Notifica Ufficiale delle Vittime, cioè il reparto incaricato di notificare la notizia della morte dei soldati ai parenti indicati come i più prossimi dagli stessi soldati caduti nell’apposito modulo compilato alla loro partenza per la guerra.

Starai pensando: che cazzo, sono un fottuto eroe di guerra, decorato, a tre mesi dal congedo e mi sbattono nella squadra degli Angeli della Morte, con un cercapersone, un discorso precotto e un ufficiale pazzo con cui fare surf in un cazzo di Oceano del Dolore” incalza senza mezzi termini il Capitano Stone rivolto al nuovo arrivato e dando voce ai dubbi di un giovane senza prospettive. Il Sergente Montgomery sopravvissuto al conflitto iracheno è un uomo sospeso, alla ricerca di un nuovo motivo per continuare a vivere dopo aver visto l’inferno e alla ricerca di un’identità da ricostruire.

Il nuovo incarico di andare a portare la morte nelle case dei soldati caduti rappresenta per Will un confronto quotidiano con il fatto di dover ricominciare a vivere, affrontare le reazioni più imprevedibili dei familiari distrutti dal dolore, che spesso cacciano in malo modo i messaggeri con sputi e disperate percosse, costretti da una serie di regole che pretendono formale partecipazione unita a distacco emotivo, con il divieto categorico di toccare i parenti dei soldati evitando ogni tentativo di somministrare conforto, “Andiamo solo a notificare, non a fare le veci di Dio”, si rivela un compito difficile e più duro del previsto.

Perciò quando la giovane vedova e madre di un bambino Olivia Pitterson, interpretata da una bravissima Samantha Morton in evidente sovrappeso per il ruolo, ha una parola di comprensione per i Messaggeri di Morte che hanno il difficile compito di recapitare a domicilio un pesante fardello di dolore difficile da trasportare anche per loro, il giovane Will sente nascere in lui un interesse per la sconosciuta e inizia a spiarla di nascosto, fino a incontrarla con un pretesto per poterla conoscere.

Tra forti sensi di colpa e profondi dubbi morali sull’opportunità di un tale legame, tra il dovere del lutto e il bisogno di conforto, i sentimenti di tenerezza tra due anime ferite in cerca di un senso da dare alla propria esistenza riportano il sergente a contatto con la parte più vera di se stesso, affrontando la distruzione operata dalla guerra nell’animo anche di chi sopravvive fisicamente ma assiste inerme alla perdita di valore di ogni semplice progetto di vita preesistente all’arruolamento. 

Partendo da un punto di vista molto originale il film Oltre le regole affronta il tema della guerra senza mostrare altro che il vuoto interiore di chi ha affrontato l’indescrivibile sopravvivendogli, gli unici spari che riecheggiano facendo sobbalzare Olivia sono le scariche di salve a saluto della vittima ai suoi funerali, in modo molto efficace si rappresenta la guerra con l’assenza di pace dei personaggi. L’uso dissonante della colonna sonora, spesso fatta di brani heavy metal sparati in auto o in casa, disturba lo spettatore e restituisce a livello emozionale la confusione e la perdita di punti di riferimento nell’animo del giovane sergente, in contrapposizione ai cinguettii e ai rumori del bosco presenti come musica sui titoli di coda, a suggerire la faticosa conquista di una tranquillità interiore del protagonista con l’uscita dal limbo paralizzate in cui si trovava dopo essere rimasto vivo e l’inizio di un nuovo percorso di vita possibile all'orizzonte.

Ben Foster è il protagonista Sergente Will Montgomery, sensibile e incline all’empatia con le persone a cui inevitabilmente stravolge la vita, che insieme al Capitano Tony Stone, un uomo indurito che attraverso l’osservanza delle regole si è costruito una corazza di distacco per sopravvivere alla sofferenza, interpretato con estrema partecipazione da un ritrovato Woody Harrelson, sono il nucleo centrale della storia. L’iniziale rapporto subalterno dovuto anche alla rigida gerarchia militare che si instaura tra i due, lascia il posto man mano che si trovano fianco a fianco a fronteggiare il carico di dolore che per contratto devono distribuire, ad un avvicinarsi l’uno all’altro buttando giù ogni difesa, mettendosi a nudo emotivamente e arrivando infine a sviluppare un sincero rapporto di complicità, un’amicizia sincera consolidata dalla condivisione di delusioni e traumi irrisolti.

The messenger – Oltre le regole è un solido film con una sceneggiatura praticamente perfetta, premiata all’ultimo festival del Cinema di Berlino, con dialoghi precisi ed essenziali, che trae la sua forza da una serie di prove d’attore veramente superlative, non ultima l’apparizione di Steve Buscemi nel ruolo di un padre distrutto dalla morte del figlio in combattimento. Il viaggio interiore di un uomo che dopo aver perso l’innocenza del suo sguardo sulla vita, violentato dalla barbarie a cui ha preso parte, ritrova la forza dentro di sé per assistere a un nuovo sorgere del sole che sappia dissipare ogni anelito di morte.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The messenger
  • Regia: Oren Moverman
  • Con: Ben Foster, Woody Harrelson, Samantha Morton, Jena Malone, Steve Buscemi, Eamonn Walker, Fiona Dourif, Yaya Da Costa, Portia, Lisa Joyce, Peter Francis James, Paul Diomede, Jahmir Duran-Abreau, Gaius Charles, Brendan Sexton III, Brian Adam De Jesus, Jeremy Strong, Michael Chernus, Angel Caban
  • Sceneggiatura: Alessandro Camon, Oren Moverman
  • Fotografia: Bobby Bukowski
  • Musica: Nathan Larson
  • Montaggio: Alex Hall
  • Scenografia: Cristina Casanas
  • Costumi: Catherine George
  • Produzione: Mark Gordon, Lawrence Inglee e Zach Miller per Mark Gordon Company Good Worldwide in associazione con Sherezade Film Development BZ Entertainment presentato da Omnilab Media Group
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA, 2009
  • Durata: 112’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Il Sergente Will e il Capitano Tony,
  la squadra Ufficiale Notifica Vittime
- La vedova Olivia Pitterson con suo
  figlio ai funerali del marito caduto
- Samantha Morton è Olivia /
  Ben Foster è Will /
  Woody Harrelson è il Capitano Stone
- Will intruso alla festa della sua ex Kelly
  con l’amico Tony /
  Messaggeri di Morte in servizio