Nuovo allestimento per il Museo Nazionale Romano

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 01 Luglio, 2010

Quando apparvero, nel 1879, gli uomini che stavano lavorando alla costruzione dei muraglioni del Tevere ebbero la netta sensazione di non aver mai visto niente di simile: “avanzi di una nobilissima casa privata dell’epoca augustea, adorna dei più vaghi dipinti murali che mai sieno stati ammirati in Roma”. Gli affreschi della cosiddetta Villa della Farnesina (dal nome dell’edificio cinquecentesco che sorge poco distante dal luogo del ritrovamento) suscitarono immediatamente un grande entusiasmo negli studiosi, visto che la pittura di età augustea era ancora poco nota, conosciuta in pratica solo attraverso i ritrovamenti della Villa di Livia al Palatino. L’Aula Isiaca e la Casa di Augusto, infatti, non erano ancora state scoperte.
Le pitture e gli stucchi recuperati vennero subito trasferiti nel vicino Orto Botanico per poi trovare collocazione alle Terme di Diocleziano, primo nucleo del Museo Nazionale Romano. Da oggi è invece possibile ammirare queste splendidi dipinti e stucchi nel nuovo allestimento di Palazzo Massimo.

Obiettivo dell’intervento è quello di rendere al meglio l’idea della disposizione originaria degli affreschi; per questo sono stati ricreati (compatibilmente con la struttura del museo) corridoi e camere da letto, la sala da pranzo ed il giardino interno alla residenza. Tuttavia, va detto che si tratta solamente di una parte della villa, probabilmente l’ala sud-orientale che, data la disposizione, doveva quasi certamente costituire l’ala invernale del complesso. Il resto, per la fretta con la quale vennero costruiti gli argini del fiume, non è mai stato scavato.

Il percorso espositivo inizia con il lungo criptoportico, dal fondo chiaro e dalla decorazione a grottesche, che conduce nel giardino, un vero e proprio hortus conclusus in cui alla vegetazione reale si affiancava, amplificandola, la natura dipinta sulle pareti, tra fresche fontane e sedili in marmo. Dal viridarium si giunge ai due cubicoli in cui il colore prevalente è il costosissimo rosso cinabro, che costituisce il colore di fondo delle pareti sulle quali si alternano scene di vita familiare, animali fantastici e finte architetture. Pregevoli sono anche gli stucchi che decorano le pareti: raffinatissimi, in bianco, raffigurano episodi mitologici, cerimonie sacre e piccole figure.
Tra gli ambienti più suggestivi della villa c’è sicuramente il grande triclinio, la sala da pranzo dalle pareti quasi interamente nere, come suggerito da Vitruvio: “nelle sale da pranzo invernali, a causa della loro disposizione, non sono indicate né la pittura di soggetto elevato né i delicati stucchi a ghirlanda che ornano le volte, in quanto vengono anneriti sia dal fumo del fuoco sia dalla fuliggine continuamente emessa dai lumi. In tali ambienti, piuttosto, sopra gli zoccoli vanno applicati pannelli verniciati di nero e tirati a lucido, con intramezzati cunei triangolari del colore dell’ocra e del cinabro”.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

Cubicolo E, Volta stuccata, particolare con
Figura femminile alata.
© Ph. Stefano Castellani –
Archivio fotografico della Soprintendenza
speciale per i beni archeologici di Roma

Triclinio, Zona mediana alta di un tratto della
parete con foglie d’edera e, in alto, scene
di giudizio.
© Ph. Stefano Castellani –
Archivio fotografico della Soprintendenza
speciale per i beni archeologici di Roma

Cubicolo B, Particolare della parete laterale
nord dell’alcova.
© Ph. Stefano Castellani –
Archivio fotografico della Soprintendenza
speciale per i beni archeologici di Roma


IN COPERTINA
un particolare di
Cubicolo B, Particolare della parete laterale
nord dell’alcova.

Mappa

Dove e quando

  • Data: 01 Luglio, 2010
  • Indirizzo: Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, Largo di Villa Peretti 1, Roma
  • Sito web

Salva l'evento nel calendario (formato iCal)