Nove artisti per Napoli milionaria in mostra a Martina Franca

di Silvia Groppa // pubblicato il 12 Agosto, 2010

Quest’estate il Palazzo Ducale di Martina Franca ospiterà fino al 31 Agosto 2010 la mostra Nove artisti per Napoli milionaria, un progetto promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia. La mostra è stata presentata lo scorso 21 Luglio dai curatori Lia De Venere e Fabrizio Vona in concomitanza con il Festival musicale della Valle d’Itria, prestigiosa manifestazione musicale nota in tutto il mondo giunta alla 36° edizione.

La mostra nasce dalla volontà di porre in proficua relazione l’arte contemporanea con il teatro musicale nell’intento di attivare nelle produzioni artistiche attuali nuove suggestioni e letture trasversali.

Le sale del primo piano Palazzo Ducale di Martina Franca, ornate da dipinti a tempera realizzati dal pittore martinese Domenico Carella nel 1776 e oggi restaurate, ospitano i lavori di nove autori italiani e stranieri: Ennio Bertrand, Bianco-Valente, Filippo Centenari, Coniglioviola Group, Raffaele Fiorella, Raffaela Mariniello, Ottonella Mocellin-Nicola Pellegrini, Anila Rubiku, Tarshito. Le opere esposte traggono ispirazione, in maniera più o meno diretta alla trama della commedia Napoli milionaria di Eduardo de Filippo del 1945, da cui alcuni anni dopo venne tratto un film. Nel 1977 Eduardo scrisse anche il libretto di un’opera lirica in tre atti dallo stesso titolo, musicata dal maestro Nino Rota, che fu rappresentata in quell’anno al Festival di Spoleto e che il 15 luglio di quest’anno apre il Festival della Valle d’Itria. 

Gli artisti avanzano letture inedite e poetiche riflessioni su alcune tematiche affrontate in quella che viene considerata una delle creazioni più incisive del drammaturgo napoletano. Pur essendo collocata in un preciso contesto temporale e in luogo particolare, essa pone l’accento su problematiche universali e senza tempo: la guerra e la distruzione fisica, le sofferenze individuali e la decadenza dei valori morali che ne sono le conseguenze, la lotta per la sopravvivenza, la necessità della solidarietà umana, la speranza in un futuro migliore. Attraverso le foto di Giuseppe Gernone è possibile raccontare una selezione di opere presenti in mostra.

L’istallazione fotografica e video di Raffaela Mariniello (Napoli, 1961), del 2000-2010 dal titolo L’opera ovunque, presenta un toccante ritratto in bianco e nero della città di Napoli, ripresa dalla collina di Posillipo alle periferie industriali, dalla zona portuale ai quartieri dormitorio. Le sue immagini parlano di luoghi in cui immobilità e cambiamento continuamente si mescolano, in cui passato e futuro trovano sintesi in un problematico presente, in cui “la guerra non è mai finita”. Immagini poetiche e drammatiche al tempo stesso, notturne e a tratti metafisiche, ma soprattutto prive di qualsiasi concessione allo stereotipo attraverso cui la città è sempre stata raccontata.

Brice Cornelio Coniglio (Torino, 1977), con il suo grande albero secco da cui pendono cappelli di tutte le fogge, maschili e femminili, civili e militari: oltre ad essere un’incisiva citazione di una delle scene del film Napoli milionaria (1950) risulta essere una anche una metafora dello scorrere del tempo e del ripetersi di fatti drammatici al di fuori della stagione bellica, sottolineato dal protagonista della commedia in quel “La guerra non è finita”, che dà il titolo all’installazione.

Anila Rubiku ( Durazzo, 1970) con Under construction del 2008 presenta un’istallazione in cui la il tema della casa è il leit-motiv del suo lavoro costituito da cubi di plexiglas in cui sono racchiuse casette di carta illuminate dall’interno. Chiuse come piccole monadi e al tempo stesso trasparenti e legate l’una all’altra, ospitano sogni e speranze, illusioni e delusioni, desideri semplici e ambizioni sbagliate, come nel piccolo povero “basso” napoletano, in cui si svolge tutta la drammatica vicenda di “Napoli milionaria”, dall’indigenza all’arricchimento illecito negli anni del secondo conflitto mondiale.

Raffaele Fiorella (Barletta, 1979) con Waiting for del 2010 rappresenta quei momenti della vita di ogni uomo in cui convivono la speranza e più spesso l’illusione di un cambiamento che dia una svolta all’esistenza. Un tempo sospeso in cui gesti quotidiani si alternano a sogni ad occhi aperti. L’attesa di un cambiamento ha ispirato Raffaele Fiorella, che offre in undici video delle tranches de vie, che raccontano in sintesi le attese di famigliari e amici.

Giovanna Bianco (Latronico, 1962) e Pino Valente (Napoli, 1967) presentano l’istallazione del 2010 Sulla pelle: una penna scrive continuamente su una pagina bianca, parole si accavallano a parole sino a che la pagina diventa un groviglio di segni neri, completamente buia. Il video, prodotto appositamente per la mostra, trae spunto dall'osservazione che a Napoli, la città che ha formato i due artisti e dove hanno scelto di vivere, si riproducono ancora oggi gli stessi modelli di relazione fra classi sociali descritti, a partire dal 700, in numerosi diari di viaggio, romanzi e saggi. La parole di Curzio Malaparte, Anna Maria Ortese, Erri De Luca, Raffaele La Capria, Peppe Lanzetta, si sovrappongono per descrivere il particolarissimo equilibrio sociale che vige da sempre a Napoli e che ne fa una delle città più caratterizzate al mondo. 

Nicola Strippoli in arte Tarshito (Corato, 1952) con l’istallazione Il vaso e l’offerta, pone l’accento sul tema del dono, invitando a riflettere sull’importanza della solidarietà umana, sulla necessità dell’apertura del cuore nei confronti del prossimo, attraverso la metafora del vaso, grembo cavo che accoglie e insieme è in grado di restituire.

Gli Innesti vitali di Filippo Centenari (Cremona, 1978) concludono idealmente il percorso espositivo e suggella il confronto con l’opera di Eduardo con un segno positivo. Da un cumulo di macerie, tra frammenti di specchi, scattano verso l’alto tubi di luce al neon a indicare che anche nella devastazione fisica e morale più profonda può brillare la luce della speranza. Speranza che aleggia nella battuta finale della commedia – “Ha da passà a’ nuttata!”– cui De Filippo deliberatamente rinunciò nel dramma lirico scritto nel 1977.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  • Raffaela Mariniello
    L’opera ovunque, 2000-2010
  • Brice Cornelio
    Coniglio, La guerra non è finita, 2010
  • Anila Rubiku
    Under construction, 2008
  • Raffaele Fiorella
    Waiting for, 2010
  • Giovanna Bianco
    Pino Valente, Sulla pelle, 2010
  • Nicola Strippoli in arte Tarshito
    Il vaso e l’offerta, 2009-2010
  • Filippo Centenari
    Innesti vitali, 2008.

Mappa

Dove e quando

Nove artisti per Napoli milionaria

  • Fino al: - 31 Agosto, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Ducale, Martina Franca

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