Non lasciarmi

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 01 Aprile, 2011

Vivere è soprattutto perdita. Perdita degli affetti prima di tutto, dell’innocenza come della giovinezza, di luoghi cari alla memoria che mutano nel tempo davanti ai nostri occhi. Perdita del vigore fisico nell’esistenza che, lentamente, scivola giù inesorabile sul suo piano inclinato, e infine, perdita della vita stessa.
Le domande fondamentali, comuni a ogni essere umano, sono quelle a cui, in fondo, il semplice vivere spesso non riesce a dare risposta. Chi siamo? Perché siamo qui? Per quanto tempo ne avremo? Quando chi la notte ci giace accantoci verrà strappato? O sarò io ad andare per primo e l’altro dovrà sostenere l’assenza? Come sopravvivere all’abbandono?

Non sono sicura che le nostre vite siano così diverse da quelle di coloro che salviamo. Forse nessuno ha compreso veramente la propria vita, ne sente di aver vissuto abbastanza”.
Queste le parole finali di un film intenso e dolente, che già al primo incontro ti penetra dentro,scavalcando ogni razionalità, parlando senza filtri direttamente al cuore, per non lasciarti più. Persino dopo una seconda visione a breve distanza, l’emozione non cala la sua marea ed è molto difficile codificare pensieri che stentano a depositarsi sul fondo, travolti dal flusso continuo diriflessioni che agita la corrente.

Ambientato in un mondo parallelo, tecnologicamente molto avanzato, in cui l’aspettativa di vita si è elevata al traguardo dei cento anni già nel 1967, Non lasciarmi di Mark Romanek, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, utilizza i canoni del genere fantascienza per scandagliare l’intima essenza dell’animo umano. Il progresso scientifico del futuro in un tempo passato, scelta desueta a sancire lo spirito universale di una storia che, come il mito, non è mai accaduta ma è sempre. Strutturato in tre distinti blocchi temporali, il racconto segue l’intrecciarsi delle vite di Kathy, Tommy e Ruth in un arco di sedici anni e persino le scelte cromatiche della fotografia sottolineano la perdita dell’innocenza e il passaggio alla disillusione dell’età adulta, andando dai colori caldi dell’infanzia al gelo morale del blocco finale, da una predominante presenza di legno e pietra all’asettica freddezza di superfici d’acciaio.

A Hailsham, l’istituto perso nella campagna inglese in cui i tre sodali crescono fino al compimento della maggior età, vigono regole ferre che educano a una vita sana nel rispetto del proprio corpo, a un forte senso di responsabilità, all’obbedienza assoluta e alla passiva accettazione di un destino già deciso altrove. Parzialmente rivelato, ma non del tutto compreso dalle giovani menti. Vincolate, con la menzogna di storie efferate, a non oltrepassare il cancello. Coltivate, con film, usi e disciplina d’altri tempi, in una deliberata e sprovveduta ingenuità. L’insegnante Miss Lucy si macchierà del peccato originale, consegnare ai suoi piccoli alunni il pesante fardello della verità, figli illegittimi di un mondo spietato che senza scrupoli sacrifica il dolore degli altri alla propria sopravvivenza, restituendo in cambio solo gli scarti. “E’ giusto sappiate chi siete e perché siete qui. Solo così potrete vivere una vita dignitosa!
Colpevole dell’orribile sabotaggio, Miss Lucy sarà allontanata dalla direttrice Miss Emily, altera custode di un’etica mai rivelata, “risposta a una domanda mai posta”, come Adamo ed Eva cacciati dal paradiso terrestre per essersi nutriti all’albero della conoscenza. Corpo estraneo a quell’aberrante realtà.

Come docili agnelli sacrificali i giovani protagonisti affrontano il loro destino, senza clamori, senza tentativi di fuga, senza alcuna possibilità di rinviare la sorte. Come in fondo accade ad ogni essere umano. Seguendo lo scorrere del tempo assistiamo al nascere di nuove e sconosciute emozioni, la paura delle prime pulsioni incomprensibili, la bellezza di un Amore puro che non chiede niente a se stesso, il furore della sessualità, l’amicizia rara, preziosa e devota come un sentimento religioso.
Non lasciarmi, che nella traduzione dall’originale Never let me go ha perso quel “mai”, fondamentale riferimento all’eternità anelata fin dalla notte dei tempi, si avvale di un grande cast di interpreti in stato di grazia. Carey Mulligan e Andrew Garfield, con la dolcezza dei loro sguardi sanno dare a Kathy e Tommy la vulnerabilità di due cerbiatti spauriti. Keira Knightley, nel ruolo di Ruth, non è mai stata così brava e Sally Hawkins regala a Miss Lucy la partecipe e dolorosa apprensione di una mamma per la sorte dei propri figli.
La sola presenza di Charlotte Rampling poi nella parte di Miss Emily, complice il taglio particolare dei suoi occhi e la suggestione di visioni lontane, da Portiere di notte ad Angel heart, dona al personaggio e all’ambiente in cui si muove, quel necessario e misterioso alone di ambiguità.

Tre vite comuni compresse da eventi eccezionali in un lasso di tempo ridotto, cosa diventa davvero importante quando la consapevolezza che non si vive per sempre fa avvertire il suo peso? Santificare ogni attimo prezioso che resta, condividendolo con chi ci accompagna in questo viaggio terreno è una via, senza ansia del futuro ne indugio sulla contemplazione del passato. Perché indiscutibilmente noi siamo qui, adesso.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Never let me go
  • Regia: Mark Romanek
  • Con: Carey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley, Isobel Meikle-Small, Ella Purnell, Charlie Rowe, Charlotte Rampling, Sally Hawkins, Nathalie Richard, Andrea Riseborough, Domhnall Gleeson
  • Soggetto: Kuzuo Ishiguro dal suo romanzo Never let me go
  • Sceneggiatura: Alex Garland
  • Fotografia: Adam Kimmel, ASC
  • Musica: Rachel Portman
  • Montaggio: Barney Pilling
  • Scenografia: Mark Digby
  • Costumi: Rachael Fleming, Steven Noble
  • Produzione: Andrew Mac Donald e Allon Reich con Alex Garland e Richard Hewitt per DNA Films, Film4 e Fox Searchlight Pictures
  • Genere: Fantascienza
  • Origine: Gran Bretagna, 2010
  • Durata: 103’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Hailsham, 1978
- I Cottage, 1985
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Completamento, 1994
-
Un cast praticamente perfetto

 


IN COPERTINA

Keira Knightley, Carey Mulligan e
Andrew Garfield sono
Ruth, Kathy e Tommy