Nomen omen est

di Jacopo Mamberti // pubblicato il 08 Luglio, 2012

La storia di ognuno di noi si trova anche nel proprio nome, il nome é per molti un presagio, un segno del destino, é ciò che ci distingue e ci individua: il nome non è solo un suono, ma é l'anima di ogni persona. Il nome dei figli è una scelta che ponderiamo con attenzione, agli amici diamo un nomignolo, un diminutivo, che li rende "nostri", un gatto ed un cane diventano "di casa" appena mettiamo loro il nome. Anche Audrey Hepburn, appena realizza che "gatto" fa parte della sua vita, corre sotto la pioggia battente per ritrovarlo e gli dona un’identità.
Nomen omen est.
Devono averla pensata così i genitori della più famosa ginnasta di ogni tempo, la prima ad aver ottenuto " tutti Dieci" al termine della sua esecuzione alle parallele asimmetriche, l'unica, fino ad oggi, ad avere ricevuto per due volte l'Ordine olimpico, la più giovane di tutti ad essere insignita della più alta onorificenza del C.I.O..
Nadia "Nadežda" Elena Comăneci aveva da sempre in sè la speranza (Nadežda in russo significa proprio speranza).
Nadia
La speranza di una bambina, che - portata in palestra prima che all'asilo - a sei anni viene notata da uno scopritore di talenti nel giardino della sua scuola.
La speranza dell'atleta adolescente, che a Montreal supera le avversarie e sconfigge anche il tabellone programmato fino al punteggio di 9.99.
La speranza della giovane donna, che, ritiratasi dall'attività agonistica prima della kermesse di Los Angeles, agogna di raggiungere il successo e le proprie aspirazioni anche lontano dalla trave ed oltre il volteggio armonico del corpo.
Non vi è riuscita. Non ha ritrovato nella scelta delle frequentazioni personali la stessa sublime precisione mostrata negli arditi passaggi nelle parallele: dominava tra le sbarre in metallo e poi ha condiviso le giornate di Nicolae Ceaușescu, che dietro altre sbarre ha mandato tanti connazionali suoi e di Nadia.
Tuttavia le discutibili relazioni con il sanguinario dittatore nulla tolgono ad una carriera precoce e straordinaria, nel corso della quale la ginnasta rumena è salita per nove volte sul podio olimpico (cinque sul gradino più alto) e per undici volte é stata davanti a tutti nei Mondiali e negli Europei. Una speranza realizzata.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Nadežda Elena Comăneci (foto)

In copertina:
Nadežda Elena Comăneci, particolare (foto)

 
{!-- Google Maps Stuff