Niobe chi è?

di Francesca Vinci // pubblicato il 13 Dicembre, 2009

Niobe figlia di Tantalo e regina di Tebe, ebbe sette figli e sette figlie dodici dei quali furono uccisi dalle frecce di Apollo e Artemide. Così la vendetta divina colpiva l’orgogliosa e insolente regina che aveva osato vantare la sua prosperità interrompendo il sacro rito di Leto, madre dei due divini. Niobe, trasformata in pietra, da qualche parte ancora versa lacrime alimentando con il suo dolore il ruscello di una pianura.

Uno pseudonimo impegnativo per Yvonne Cornelius, artista e cantautrice tedesca di origine venezuelana, che venerdì scorso ha presentato il suo ultimo album Blackbird's Echo alla Sala Vanni di Firenze in occasione della serie Glorytellers organizzata da Musicusconcentus.
Rossetto rosso e caschetto bruno, con una camicetta bianca e una longuette a righe bianche e nere, Niobe sale sul palco.
Un breve saluto e le sessioni musicali hanno iniziato a scorrere una dietro l’altra. Canzoni, forse, con un principio e una fine che avrebbero anche potuto non avere, se così Niobe non avesse voluto. Temi che racchiudono altri piccoli mondi legati dal passaggio di un suono, che introduce e accomuna. Davvero tanti suoni e rumori coordinati e fluidi, frammenti evocativi pazientemente raccolti ovunque. Le reminescenze dell’artista diventano un pretesto per costruire nuovi argomenti di viaggio.

Niobe ha creato un linguaggio tutto particolare attraverso cui esprimere il suo messaggio: un discorso inusuale, spesso complesso e impegnativo, ma indubbiamente affascinante.
La sua musica non è jazz, non è folk e non è elettronica: le influenze dei tre generi sono forti così come le presenze etno e funky, ma le sonorità di Niobe devono avere un catalogo a parte.
Anche la sua voce è un suono, educato e melodioso, che si confonde nella dimensione onirica del discorso: a volte distorta, graffiata o filtrata, in arrivo da vecchi grammofoni, si nasconde e si confonde fra gli strumenti per poi tornare presente, conduttrice.
Canta una femme fatale, sensuale ma dall’aspetto timido e questo ci ricorda Bjork icona del pop elettronico.
È musica diversa e accattivante e nasce dallo studio, dalla ricerca e dalla collaborazione con professionisti del suono, ma anche dall’incredibile creatività armonica dell’artista.

 

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