Nespolo al Bargello
di // pubblicato il 15 Ottobre, 2009
In prima assoluta si è aperta da venerdì 9 ottobre al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, un'esposizione d'arte contemporanea con una mostra personale dedicata a Ugo Nespolo, celebre artista contemporaneo e protagonista della Pop Art italiana.
Ugo Nespolo è nato a Mosso (Biella), si è diplomato all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino per poi laurearsi in Lettere Moderne con una tesi in Semiologia. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi.

Negli anni Ottanta trascorre lunghi periodi negli Stati Uniti. Le strade, le vetrine e i musei di New York diventano i protagonisti dei suoi quadri e della sua ricerca. In questi anni si accumulano anche le esperienze nel settore dell’arte applicata: Nespolo è fedele al dettato delle avanguardie storiche di “portare l’arte nella vita” ed è convinto che l’artista contemporaneo debba varcare i confini dello specifico assegnato dai luoghi comuni tardoromantici. Molte, poi, le successive manifestazioni in Italia e fuori che lo vedranno partecipe. Giovanni Faccenda ritiene che dopo il 1964, segnato dalla morte di due grandi artisti, Giorgio Morandi e Ardengo Soffici, si affaccia sulla scena Nespolo, poco più che ventenne che esordisce sulla scena artistica nostrana, mostrando talune prerogative – tecniche e creative – che andranno a impreziosire un ambito, quello torinese, fra i più tonici e significativi intorno alla metà degli anni Sessanta. Incline alla sperimentazione, senza naturalmente mai abbandonare la coerenza e i termini della propria ricerca, agli inizi degli anni Settanta egli si dedica con successo anche a un altro dominio suggestivo: il cinema sperimentale. Gli attori sono artisti amici, da Lucio Fontana a Enrico Baj, a Michelangelo Pistoletto. Per l’occasione della Mostra che si tiene a Firenze, Nespolo ha realizzato tre opere (colori acrilici e oro, su tavola) dedicate al museo, cui non a caso ha dato il titolo Novantiqua 1, 2 e 3, quasi a voler ribadire il filo portante della mostra: la ricerca di un nuovo punto di vista di fronte alle testimonianze dell’arte del passato.

La mostra fiorentina, che durerà fino al 10 gennaio 2010, oltre che dallo stesso Museo Nazionale del Bargello, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Toscana con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale di Firenze e Firenze Musei, dal Consiglio Regionale della Toscana, con il contributo della Brooksfield, marchio internazionale nel settore della moda.

Il titolo della mostra – Novantiqua – è stato scelto dallo stesso artista per esprimere la sua instancabile ricerca del nuovo, dell’attuale, in uno dei templi della sacralità dell’arte come il Museo Nazionale del Bargello, custode di opere divenute emblemi universali del Rinascimento come il David di Donatello, il Bacco di Michelangelo o il Mercurio del Giambologna, per citarne solo alcuni dei più famosi.
A parere di Maurizio Ferraris è difficile immaginare una collocazione più centrata per Nespolo. Il Bargello, infatti, è il regno del riuso: palazzo della politica, palazzo della giustizia, prigione ed ha certamente attratto l'artista anche per la sua peculiarità di museo che accoglie strabilianti (e meno note) collezioni di arti decorative.

Benché non solo vivente, ma in piena e poliedrica attività, Ugo Nespolo ha già il suo posto nella storia delle arti del mondo occidentale tra il secondo e il terzo millennio: nella pittura e nella scultura come nelle arti applicate, nel design, nella scenografia, nel cinema. La sua mostra al Bargello, come bene nota Faccenda in questo catalogo, crea un ponte ideale che oltrepassando chilometri e secoli collega questo straordinario museo fiorentino, arca dei tesori più diversi, con la Nespolo Factory di Torino che è archivio materiale, mostra permanente, vivaio d’idee, laboratorio di tecniche e insomma centro propulsore di tutto ciò che può esser messo in moto dall’intelligenza della mano e del cuore.