Nello spazio il telescopio di Galileo

di Katty Colzi - pubblicato il 12 Maggio, 2009 in Eventi

Dal Kennedy Space Center in Florida, ieri  alle 14,01, le 19,01 italiane, è decollato lo Space Shuttle Atlantis STS 125 con a bordo una copia del cannocchiale di Galileo attualmente esposto a Palazzo Strozzi nella mostra  "Immagini dell’universo dall’antichità al telescopio".

E' questo il contributo della Nasa, l’agenzia spaziale americana, alle celebrazioni dell'ONU per il 2009 Anno dell'Astronomia. Una missione di undici giorni destinata a sostituire e ad aggiornare alcune componenti del telescopio orbitante Hubble in modo da consentirgli di funzionare senza problemi per i prossimi cinque o sei anni.

Questa presenza fiorentina nello spazio è merito è dell’Istituto e Museo di Storia delle Scienza, il cui direttore Paolo Galluzzi ha curato, tra l’altro, l'allestimento di  Palazzo Strozzi.
L'Istituto conserva entrambi i cannocchiali originali di Galileo rimasti e per la Nasa ha realizzato la copia partita per la missione.
Lo strumento costruito da Galileo ha la lente di apertura di due centimetri e mezzo, mentre lo specchio di Hubble misura 2,4 metri, ma con un moltiplicatore di qualità assai maggiore. Pertanto la differenza di capacità di ingrandimento tra i due telescopi non è solo di 1 a 100, bensì di 1 a un milione!
Se allora Galileo riuscì a distinguere monti e crateri della luna, oggi il telescopio orbitante permette di arrivare agli ipotetici confini dell’universo.

Il cannocchiale galileiano è stato affidato a un veterano dello spazio di origine italiana, Michael J. Massimino, specialista di ingegneria meccanica che avrà il compito di riparare Hubble e dovrà affrontare cinque lunghe passeggiate spaziali.
Nativo di New York, 47 anni, sposato, due figli, alla NASA dal 1996, Massimino ricorda volentieri e con orgoglio le sue origini. “Tutti i miei nonni e i genitori di mia moglie”, spiega via email, “sono emigrati negli Stati Uniti dalla Sicilia. Sangue italiano che abbiamo trasmesso con forza ai miei figli. Portare il telescopio di Galileo nello spazio è un modo per onorare le mie origini. Spero, tra l’altro, di poterlo portare con me fuori dallo Shuttle e di usarlo per osservare le stelle. E al ritorno spero di avere l’opportunità di andare a Firenze per restituirlo al Museo della Scienza”.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI FORNITE DALLA NASA

  • Il Logo della missione Atlantis STS 125.
    Foto NASA
  • Michael J. Massimino si esercita a riparare il telescopio orbitante Hubble.
    Foto NASA
  • Michael J. Massimino, in orbita con il cannocchiale di Galileo mentre saluta.
    Foto NASA

 

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