Nel mare ci sono coccodrilli
di // pubblicato il 17 Giugno, 2010
Il libro di cui vi voglio parlare, narra di un viaggio, un viaggio avventuroso, ma non di quelli alla Bruce Chatwin, tanto per intendersi.
In questo libro il protagonista, è giovane, anzi giovanissimo ed ha avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato e in un'epoca sbagliata.
Enaitollah Akbari è un afgano di entia hazara ed in quanto tale è perseguitato sia dai pahstun che dai talebani. Così la madre, per impedire che sia ridotto in schiavitù decide di accompagnarlo in Pakistan, a Quetta.
E' proprio da qui che comincia la lunga odissea di Enaiatollah, che a soli dieci si ritrova da solo, in un dormitorio, con in mano soltanto un cambio di vestiti e la promessa fatta alla madre che diventerà un uomo per bene.
Ma al contrario di Ulisse, il nostro eroe moderno, nel suo peregrinare, non incontrerà le sirene, Polifemo e i proci, ma datori di lavoro che lo sfrutteranno, poliziotti corrotti e trafficanti di uomini privi di ogni scrupolo.
La straordinaria avventura del protagonista, così incredibile da far pensare che sia stata ideata da un sceneggiatore fin troppo fantasioso, passa attraverso l'Iran, la Turchia e la Grecia per concludersi dopo oltre cinque anni vissuti tra momenti drammatici e speranze impreviste, in Italia, a Torino, presso una famiglia che lo prenderà in affidamento.
La narrazione si svolge sotto forma di un lungo dialogo-intervista tra il protagonista e lo scrittore, il torinese Fabio Geda, che magistralmente narra le vicende del giovane afgano con la forza narrativa di un romanzo.
La storia di Enaiattolah Akbari è simile a quella di tante altri clandestini, costretti a fuggire dal proprio paese perché affamati o perseguitati e convinti che un futuro incerto in un nuovo paese sia meglio di un destino già segnato in patria.
Quello che tuttavia stupisce durante la narrazione è che malgrado le terribili e continue angherie che il giovane protagonista deve subire e le prove di sopravvivenza cui è sottoposto – dal viaggio nel doppio fondo di un camion alla traversata in gommone fino alle coste greche – Enaitollah non perderà mai la sua vitalità e la sua fiducia negli uomini, affrontando le difficoltà che la vita gli pone davanti non con rassegnazione, ma addirittura con ironia e disincanto.
E sarà proprio questo suo atteggiamento nei confronti del prossimo a farlo arrivare sano e salvo alla meta ed a permettergli di fare quegli incontri che risulteranno determinanti per la sua vita e che solo apparentemente possono sembrare casuali.
Nel mare ci sono i coccodrilli è un libro che trasuda ottimismo, che insegna ad avere, malgrado tutto, ancora fiducia negli uomini, e che restituisce speranza a chi nella propria esistenza è stato troppe volte ferito ed umiliato.