Neal Barab a Forte dei Marmi

di Adele Tacchi // pubblicato il 08 Luglio, 2009

Se siete, o andrete in Versilia, consiglio una visita alla personale di Neal Barab allestita all'Hotel Byron di Forte dei Marmi.
Un albergo come spazio d’esposizione?
Sì, un'alternativa alle gallerie e ai musei, per una diversa accessibilità di pubblico, diverso da quello che solitamente frequenta gli spazi dedicati all'arte.
Hotel come casa temporanea che permette di vivere con l'arte, cosa preclusa in galleria o in un museo.

Le dimensioni degli interni dell'Hotel Byron e l'impossibilità di usare un forklift non hanno permesso la collocazione di opere di grandi dimensioni realizzate in un unico pezzo, per questo l'artista ha scelto di comporle in diversi elementi successivamente assemblati sul posto, dando vita a una monumentalità sorprendente in spazi intimi come le sale interne.

Come altri artisti specializzati nella lavorazione del marmo, Barab lavora a Pescarella, tra Pietrasanta e Forte dei Marmi, in uno studio a pochi passi dai tanti laboratori della zona e avendo quindi disponibili i marmi provenienti dalle cave locali oltre a quelli importati da tutto il mondo.

I materiali usati per le opere esposte hanno colori forti, profondi, caldi, ma quello che stupisce dell'artista californiano è la sovrapposizione che gli permette di realizzare opere verticali.
A esempio, in Mini Marble Ping le forme sono ottenute da losanghe collocate una sull'altra con un risultato sorprendente.

Barab non usa marmo di un solo tipo, come il Bianco di Carrara, ritenendo che la ricchezza cromatica, ottenuta mescolando i colori, conferisce una diversa dimensione alla scultura, quasi come dipingere con la pietra. Usa pertanto il marmo turco leopardato (solitamente conosciuto come Raggio di Luna, proveniente dall'isola di Marmara, con base bianca e diversi pigmenti di grigio), il marmo cinese verde ming (molto simile alla giada) e il marmo rosa portoghese con inserti di grossi cristalli.

All'inaugurazione Neal Barab ci ha spiegato "Al primo sguardo, queste composizioni sembrano semplici. E' un'illusione. Invece, fissandone i vari strati, è possibile percepire la profondità della pietra, e lo sguardo si perde nelle molteplici sfumature e forme. Da anni ormai lavoro con diversi tipi di pietre, mischiandoli in combinazioni molto personali e creando opere non convenzionali. Un esempio è  'The ping pong table', un opera che può essere percepita come una realtà alternativa. E’ un tavolo da ping-pong, e allo stesso tempo non lo è.

Ci si puo’ giocare, ci si possono fare palleggi, gare. Ma è profondamente diverso da un vero tavolo da ping pong. E’ composto da tre pezzi sovrapposti. Ha i bordi ricurvi. Ha una retina di pietra. E’ un mini-tavolo, circa un quarto di quello regolamentare. Tutte queste differenze cambiano la percezione della realtà. E’ apparentemente uguale ma allo stesso tempo completamente diverso. La collocazione ideale delle mie opere sono gli spazi verdi ed aperti. Scelta che mi ha portato a collaborare con diversi progettisti di giardini"
.

Neal Barab, dopo aver studiato all'università californiana di Santa Cruz, dal 1987 vive e lavora a Pietrasanta. Molte sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in California, Germania, Cina e Svezia e anche in Italia.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • "Hotel Bayron 2008"
  • Totem7
    2 meters high, (6.5 feet)
    Leopard Stone, Verde Ming, and Pink Portuguese Marble
  • Ping Pong Table
    75 cm x 120 cm x 70 cm
    Verde Ming, Leopard Stone, and Pink Portuguese Marble
  • Video di una fase di lavorazione

 

Mappa

Dove e quando

  • Date : 03 Luglio, 2009 - 26 Settembre, 2009
  • Indirizzo: Hotel Byron, Viale Morin 46, Forte dei Marmi (LU)
  • Sito web

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