Nathalie Djurberg, incubi a misura di … teca
di // pubblicato il 17 Giugno, 2010

Santoni coperti di cenere e appesi ad un albero, asceti distesi su lettini di chiodi e trafitti da cactus giganti, sabba spaventosi di demoni e di elefanti…ma dove siamo? Nel set allucinato e perverso, in bilico tra Walt Disney e De Sade, di Natalie Djurberg. Dopo il Leone d’Argento vinto in occasione dell’ultima Biennale di Venezia e la famosa mostra alla Fondazione Prada, nel 2008, quando, spinta dal critico Germano Celant presentò per la prima volta le sue creature in scala gigante, l’artista svedese, classe 1978, torna in Italia con una strepitosa e terrificante personale ospitata dalla galleria Giò Marconi di Milano sino al 24 luglio 2010.

Snakes know it’s yoga, i serpenti sanno che è yoga – questo il titolo dell’esposizione - è una parata di 60 sculture in plastilina imprigionate in 41 box di plexiglass, e accompagnate dalla musica ipnotica di Hans Berg, che da sempre condivide con l’artista casa, studio e lavoro. I pupazzi della Djurberg, tutti rigorosamente modellati e vestiti da lei, rappresentano un mondo fantastico di martiri, flagellanti e santoni con riferimenti alle filosofie orientali. Grazie alla luce al neon, rosa, blu, gialla e rossa, che circonda le teche, le creature dell’artista mortificano o trascendono la fisicità dei loro corpi, per raggiungere uno stato di illuminazione umana e spirituale.

A parete, due video dal tema speculare completano la mostra. Nel primo, un asceta nudo dai lunghi capelli incolti viene carezzato, ipnotizzato e sollevato in aria da un serpente azzurro con occhi a spirali, come quello del cartone animato Il libro della giungla. Nel secondo, una donna formosa dai capelli rossi intraprende un viaggio psichedelico con una rana: secondo la tradizione sciamanica, infatti, leccando un ranocchio velenoso, si può entrare in contatto con il mondo degli spiriti. Belli e bestie, mente e corpo, si avvicinano scambiandosi in un contesto orgiastico ma quasi divertente che dovrebbe avere come risultato l’illuminazione e l’ascesi. O forse la sua parodia.

A settembre l’esposizione si sposterà alla Kestnergesellschaft di Hannover, in Germania, dove sarà visitabile fino al 7 novembre 2010. Ma, già che è qui, non possiamo farcela sfuggire…!