Napoli rende omaggio a Vincenzo Gemito
di // pubblicato il 10 Giugno, 2009
Fino al 5 Luglio sarà possibile ammirare presso il Museo Pignatelli di Napoli la mostra dedicata a Vincenzo Gemito, uno dei massimi esponenti della scultura italiana tra Ottocento e Novecento. Si tratta di un'occasione veramente unica: non solo perché il panorama delle opere proposte è vastissimo – sono circa 200 i pezzi esposti – ma soprattutto perché le occasioni per ammirare il lavoro di questo artista sono sempre state molto rare: l'ultima retrospettiva risale infatti al 1989, mentre la precedente addirittura al 1953. Curioso destino per un artista che fu molto apprezzato anche in vita e ben oltre i confini della sua Napoli.

Vincenzo Gemito e il suo tempo
Di umili origini, Vincenzo Gemito apprese i rudimenti dell'arte da autodidatta, e arrivò precocemente alla fama, a soli 16 anni, quando il suo Giocatore viene applaudito nel 1860 alla mostra della Promotrice di Napoli. Il realismo delle opere di Gemito accoglie sempre più consensi: i gesti quotidiani di scugnizzi, zingare, pescatori e personaggi che popolavano quei vicoli napoletani che dai quali l'artista stesso proveniva, si sposano con un'estetica raffinata che piacerà alla borghesia napoletana della Belle Epoque.

Pur ispirandosi a canoni di bellezza classici e alla lezione verista, l'arte di Gemito è priva di stilemi accademici e si articola con una potenza espressiva e una vivacità non comuni: tutto questo farà ben presto guadagnare all'autore una notevole fama, tanto da meritarsi l'onore di ritrarre anche personaggi celebri, come Giuseppe Verdi e Giovanni Boldini, e ricevere committenze persino da Umberto I, Re d'Italia. Il suo talento sarà anche celebrato fuori dall'Europa: a Parigi partecipa con successo all'Esposizione Universale del 1900 e frequenta la vivace vita artistica della capitale insieme a personaggi come lo stesso Boldini e Rodin, con il quale condivide temi e gusto estetico.

Dopo un lungo periodo di isolamento dovuto a problemi mentali, Gemito tornerà alla produzione artistica solo nell'ultima fase della sua carriera, concentrandosi su piccole opere cesellate, che mostrano una cura quasi ossessiva dei particolari, e una ricerca sempre più rivolta all'arte classica sia nel gusto, sia nei temi allegorici e mitologici di questi ultimi lavori.
La mostra
La mostra allestita al Museo Pignatelli ripercorre l'intera carriera di Vincenzo Gemito, privilegiando una presentazione delle opere raggruppate per temi, piuttosto che una semplice cronologia. In questo modo forse è più evidente l'eclettismo di questo artista, che riuscì ad esprimersi non solo con i gesti vivaci impressi nella terracotta e nella creta cruda, ma anche con sculture in bronzo accuratamente studiate e nei particolari finemente modellati delle opere cesellate in materiale prezioso realizzate in tarda età.

Oltre alla scultura vastissima fu anche la produzione di disegni, acquarelli e tempere, pastelli tutti parte della rassegna, insieme a fotografie che ritraggono Gemito e il suo mondo, per un panorama veramente a 360˚ su questo artista straordinario ma poco celebrato.