Museo virtuale dell’Iraq
di // pubblicato il 10 Giugno, 2009
Inaugurato ieri mattina alla Farnesina il 'Museo virtuale dell'Iraq' un progetto nato da un protocollo d'intesa stipulato nel dicembre 2005 tra il Ministero degli Affari Esteri e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, operazione che ammonta a circa tre milioni di euro, nel quadro di una missione che ha visto l'Italia operare in prima linea per la stabilizzazione e la ricostruzione dell'Iraq.

Il Museo Virtuale è visitabile on line e non si sovrappone a quello reale di Baghdad, ma seleziona le opere più significative del territorio iracheno e della sua plurimillenaria civiltà comprendendo anche manufatti custoditi nei musei di tutto il mondo.
Collegandosi al sito ci si trova di fronte ad 'accessi' in italiano, inglese e arabo con il volto enigmatico della Dama di Uruk, capolavoro della civiltà sumerica, che affiora come un emblema nella home page.

Otto sale e ciascuna corrisponde a una fase storica della Mesopotamia antica: preistoria, periodo sumerico, accadico, neosumerico, assiro, babilonese, achemenide e seleucide.
In ogni ambiente un allestimento diverso a tre livelli di approfondimento dove sono illustrate provenienza, materiali, dimensioni oltre alle cronologie e i lughi di conservazione corredati da un testo scientifico.

'Explora' permette di ammirare 40 ricostruzioni 3D realizzata fedelmente grazie a tecnologie scanner laser di acquisizione tridimensionale, mentre 22 reperti sono dettagliati con filmati di tre-quattro minuti. A completamento 18 elaborazioni cartografiche di siti archeologici, il tutto per 6 ore di navigazione.

La musica accompagna il visitatore quando si sofferma su opere come il Vaso di alabastro di Tell Es Sawwan (6200-5700 a.C.), l'Elmo in lamina d'oro di Meskalamdug (2450 a.C.), re della citta' di Ur, il Pannello invetriato di Nimrud (IX secolo a.C.), la Lastra raffigurante i sudditi assiri (VIII sec. a. C) o i preziosi avori di quell'epoca.

Un impegno italiano in favore del patrimonio culturale che si completerà con la riabilitazione delle strutture del Museo Nazionale dell'Iraq, la conservazione del patrimonio e la gestione del sistema museale, fornendo le tecnologie e tecniche più avanzate tra cui un sistema GIS (sistema informativo territoriale per il coordinamento delle banche dati).

Il Museo dell'Iraq fu saccheggiato nel 2003 e 'molti nostri tecnici presenti in quel paese - tra i quali archeologi, restauratori e carabinieri - hanno fortemente contribuito al restauro e alla valorizzazione dei suoi straordinari reperti', ha sottolineato il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che ha coinvolto il ministro della cultura iracheno in una iniziativa di lotta al traffico illegale di reperti archeologici proposta dall'Italia nel corso del G8.

L'Italia ha stanziato piu' di 400 milioni di euro per l'Iraq, attore primario per il restauro, della salvaguardia e della promozione del patrimonio culturale e il presidente della Camera Fini, che nel 2005 avviò il progetto, ha precisato come 'la realta' irachena e' complessa' e che 'per far nascere la democrazia era necessaria una identita' culturale che fosse un punto di riferimento comune'.