Museo Palenteologico Cilentano
di // pubblicato il 08 Dicembre, 2009
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ha il suo Museo Paleontologico.
La struttura di Magliano Vetere è stata inaugurata il 10 novembre durante un convegno in cui si è parlato del valore dei beni geo-palenteologici e di tecniche di sviluppo per le aree interne del Parco.

Il museo è la realizzazione di un’idea promossa dall’dell’amministrazione comunale di Magliano Vetere, in seguito ai ritrovamenti e agli studi sul territorio da parte del geologo Sergio Bravi e del biologo Antonio Feola.
La sede è uno stabile di due piani, al centro del paese e ristrutturato dal Comune, in precedenza sede di una scuola elementare.

Cinque le sale espositive, tre laboratori e due aree didattiche esterne, che illustrano gli importanti ritrovamenti nei siti palenteologici del territorio Cilentano.
Il fulcro del Museo è la sala Diorama: lo spettacolare allestimento ricostruisce un habitat naturale del Cretacico(80 milioni di anni fa circa).

Basato sullo studio del giacimento fossilifero di Magliano e di altri siti paleontologici italiani è ricostruito uno scorcio di ambiente naturale comprendente un’area di riva di laguna, che si evolve in un ambiente di spiaggia-duna e di una foresta costiera.
In una vasca sono riprodotti pesci tipici del periodo Cretacico e sulla riva conchiglie di ammoniti. Sulla duna sabbiosa spiccano le ricostruzioni a grandezza naturale di Scipionix (un piccolo esemplare di dinosauro), mentre in volo è sospeso uno Pterosauro.
La sala Diorama si completa con l’ambiente retrodunale e il bosco costiero tropicale caratterizzati da cespugli e piante alte sino a due metri e mezzo (sequoie, magnolie, ginko, essenze tuttora presenti, veri e propri fossili viventi del periodo Cretacico). Ambiente in cui si muovono due Velociraptor nell’atto di attaccare un protoceratopo, dinosauro erbivoro.

Nella prima sala sono esposti campioni di rocce e pannelli espositivi “dal Big Bang alla Biosfera”.
La seconda sala è intitolata «La vita sulla terra» con temi dell’origine della vita, con esempi relativi agli organismi unicellulari e curiosità sui «fossili viventi», organismi rimasti immutati sino ad oggi attraverso i diversi tempi geologici.
Le ultime due sale si concentrano sui giacimenti fossiliferi dell’area, presenti nella dorsale montuosa del Vesole-Chianello e in quella dei Monti Alburni; con campioni di rocce,fotografie,immagini e reperti.

«La struttura – spiega Sergio Bravi, responsabile scientifico del museo – ospita materiale di interesse internazionale per la ricerca. Riporta infatti nuovi generi e specie fossili che abbiamo istituito negli ultimi anni e pubblicato su riviste scientifiche internazionali. È l’unico esempio del tipo in tutto il meridione in cui alle collezioni esposte si affianca un apparato laboratoriale che permette di fare ricerca e didattica nel campo della geologia e della paleontologia».
Per informazioni: Comune di Magliano: info@tdeventi.com
e-mail: sergio.bravi@libero.it- feolant@tiscali.it