Modigliani: una storia segreta
di // pubblicato il 13 Novembre, 2009
Modigliani è uno dei maestri più affascinanti del XX° secolo, e fino al 20 novembre è proprio la città di Milano a rendergli omaggio con una mostra un po’ “maliziosa” intitolata “Modigliani una storia segreta”.
L’esposizione ripercorre un episodio personale della vita del pittore livornese, presentando, per la prima volta a Milano, il ritratto di Simone Thiroux, la donna con la quale, nel 1916, l’artista ebbe una fugace relazione da cui nacque Gérald, mai riconosciuto dal padre.

Il punto cardine della mostra è il dipinto ad olio “Jeune femme à la guimpe blanche” che ritrae Simone Thiroux, giovane donna medico che, nell’inverno del 1916, ebbe una fugace relazione con l’artista livornese e da cui nacque un figlio, Gérald, mai riconosciuto dal padre. Di questo episodio della vita di Modì non si ha quasi traccia nella sua biografia. Per Simone e Gérald non ci fu spazio nella sua complicata esistenza; in quegli anni l’artista, infatti, incontrò la donna più importante della sua vita, Jeanne Hebuterne, da cui avrà, nel 1918, la figlia Jeanne.

Simone ebbe un’esistenza sfortunata; morirà giovanissima di tubercolosi nel 1921, l’anno seguente alla scomparsa del pittore, e il suo corpo fu donato alla medicina per studi anatomici. La sorte non arrise nemmeno al piccolo Gérald, perché fu adottato da una coppia francese che poco dopo si separò. Sconvolto dal nuovo dolore, si ritirò in convento dove prese i voti e di lui non si seppe più nulla.

Il Sig. Modì è un uragano, la sua conoscenza può essere un arricchimento, ma può anche essere una distruzione totale, e così e stato per Simone Thiroux ....la ama, la rende una madre inconsapevole, la tradisce e in particolar modo – come afferma lo stesso curatore – la ritrae in maniera leggera, trasparente come se il Mestro fosse già a conoscenza del vento di morte che presto soffierà sulle loro persone.

Accanto a questa opera d’arte compaiono anche 11 inediti appartenuti ad Aristide Sommati, grande amico di Modigliani e fu proprio questo apprezzamento per l’amico che spinse Aristide ad acquistare moltissima della produzione giovanile di Modigliani, perlomeno quella che non bruciava per usare la cenere per disegnare le ombre, o che distruggeva perché non soddisfatto.
Completano il percorso espositivo lettere e fotografie di familiari e amici che documentano l’aspetto più intimo della vita di Modigliani. Sullo sfondo, una Parigi di inizio secolo, allora capitale della pittura di avanguardia europea e lontana dalle lacerazioni della Grande Guerra, dove Modigliani sviluppò un proprio personale linguaggio figurativo, in bilico tra innovazione e classicità e che ha saputo aprire nuove strade alle generazioni future di artisti.

Concluderei proprio con delle parole dette da chi lo conosceva e da lui stesso:
Mi diverte quando sei ubriaco
e nelle tue storie non c'è senso
Un autunno precoce
ha sparpagliato
gialli stendardi sugli olmi "
(Anna Achmatova, una poesia)
" La vita è un dono: dei pochi ai molti, di coloro che
sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno "
(Amedeo Modigliani, 1919)
"Poeta ardente e pittore grande fra i grandi… Passò come una meteora; tutto grazia, tutto collera, tutto sprezzo. La sua anima altera di aristocratico aleggiò a lungo fra noi nei riflessi cangianti dei suoi begli stracci versi colori".
(P. Guillaume, 1930).