Modena dedica una retrospettiva a Edward Weston

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 20 Settembre, 2012

Impossibile non ricordare la mostra dello scorso anno dedicata al fotografo statunitense Ansel Adams nel momento in cui si varca la soglia dell'Ex Ospedale di Sant'Agostino di Modena per visitare la retrospettiva a cura di Filippo Maggia che la Fondazione Fotografia consacra ad Edward Weston in concomitanza con il Festivalfilosofia 2012.

Una sensazione confermata dalle parole dello stesso Andrea Landi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena: La retrospettiva su Edward Weston si pone in continuità con quella precedentemente promossa da Fondazione Fotografia nell’autunno 2011,  "Ansel Adams. La Natura è il mio regno".

Detto questo, ricordando l'esperienza dei due fotografi nella co-fondazione del gruppo f/64 nel 1932, il percorso espositivo lascia spazio ad un viaggio temporale e tematico lungo un ventennio che parte dai primi anni Venti fino agli anni Quaranta del Novecento, all'interno dell'evoluzione e della sperimentazione svolta negli anni dall'artista.

Devoto sin da giovanissimo all'obiettivo, Weston manifesta una innata capacità di utilizzo del mezzo fotografico muovendo i primi passi in tale ambito grazie ad un regalo del padre: una Kodak Bull's Eye #2 che lo porta a dare il via alla propria attività come fotografo itinerante nel 1906, ottenendo la pubblicazione di uno scatto sulla rivista specializzata Camera and Darkroom.
Stabilizzatosi successivamente in California, apre il proprio studio nel 1911, luogo che per un ventennio rimarrà una sorta di punto di riferimento lavorativo.

Se una parte consistente del lavoro è costituito da ritratti e da scatti su commissione, la propensione del fotografo resta comunque differente e dovranno tuttavia passare una decina di anni perché dalle diverse esperienze di viaggio negli Stati Uniti, nonché dall'incontro con artisti come Paul Strand, Georgia O'Keeffe e Alfred Stieglitz, si sviluppi in Weston la necessità tangibile di allontanarsi definitivamente dal pittorialismo per dedicarsi alla ricerca d'avanguardia che lo contraddistingue e che lo ha reso famoso a livello mondiale.

In tale ricerca, un ruolo di grande importanza è stato giocato certamente dai viaggi, gli spostamenti, vissuti non semplicemente come movimenti fisici, bensì come momenti di transizione; tra questi, emblematica l'esperienza di vita in Messico dal 1923 fino alla seconda metà degli anni Venti.

Questo periodo, vissuto con il figlio e la compagna Tina Modotti rappresenta, a detta dello stesso artista, il passaggio dall'interpretazione alla presentazione che si tradurrà visivamente in maniera ancora più determinante, nelle fotografie i dei luoghi visitati negli anni: deserti, luoghi industriali, paesaggi immortalati allo scopo di non perdere niente delle esperienze e del vissuto, che ancora una volta manifestano tutta la vicinanza poetica con il collega e amico Ansel Adams.

Come già ricordato, non è un caso che pochi anni dopo, la propensione per una ricerca avanguardista sulla fotografia si concretizzerà nella fondazione del gruppo f/64 con Ansel Adams, per l'appunto, Imogen Cunningham, John Paul Edwards, Sonya Noskowiak, Henry Swift , tra gli altri.

A questa prima concretizzazione seguirà un assegno di ricerca da parte della Fondazione Guggenhein nel 1936 che darà la possibilità al fotografo di ampliare maggiormente proprio sguardo su luoghi, oggetti e dettagli della quotidianità a tal punto che il MOMA gli consacrerà una personale nel 1946, solo due anni prima della realizzazione del suo ultimo scatto.

All'interno del percorso espositivo, tra i lavori maggiormente conosciuti vi sono certamente i Nudi, molti dei quali realizzati negli anni Trenta, che hanno come protagoniste le diverse muse ispiratrici dell'artista, compagne di vita e modelle che hanno affiancato Weston nel corso della sua carriera. Dettagli ravvicinati di gambe e seni oltre a figure intere, i corpi vengono ritratti con uno sguardo quasi scultoreo, ponendo l'attenzione sul particolare e attivando una liaison con quello che è uno degli altri grandi nuclei tematici dell'intero lavoro del fotografo americano.

Con la medesima ricerca di indagare la quintessenza degli oggetti si sviluppa, infatti, uno dei cicli più suggestivi; certamente uno di quelli a cui lo stesso Weston afferma di essere maggiormente legato.

Trattasi degli ortaggi e delle conchiglie, corpus di lavori che si allontana dal puro e semplice sguardo sulla natura morta o sull'oggetto in quanto tale estrinsecandone, attraverso l'obiettivo, una vicinanza con la sensualità estrapolata nei Nudi delle donne che Weston coinvolge nella propria attività e nella propria vita.

Una tale intensità nell'osservazione delle "cose" può essere considerata a tutti gli effetti uno degli elementi cardine in tutta la fotografia di Weston: caratteristica che non si limita agli oggetti, ma si estende anche agli alberi, ai paesaggi fino agli scatti dedicati alle nuvole del cielo messicano, che Weston inizia a ritrarre poiché affascinato dal dinamismo dei loro movimenti e ispirato dal fatto che questo stesso movimento continuo le faccia sembrare in una certa misura, vive e imprevedibili, mutevoli e mai simili a se stesse.

Se l'intera esperienza de fotografo resta permeata da una poetica fortemente sperimentale; un altro punto fermo e innegabile è certamente la poliedricità con cui l'artista stesso conduce le proprie perpetue ricerche.

A testimonianza di questo, i molti ritratti realizzati nella seconda metà degli anni Venti in cui si riconoscono tra gli altri, l'artista Diego Rivera e la moglie Guadalupe Marin De Rivera, la stessa Tina Modotti, il figlio Brett; lontani dal ritratto accademico e descrittivo, i ritratti di Weston fanno emergere l'identità dei protagonisti cogliendone i movimenti e gli sguardi più caratterizzanti e personali.

La fotografia di Weston è fatta di influenze cubiste, surrealiste e di suggestioni provenienti dalle diverse culture con cui l'artista è entrato in contatto negli anni; interiorizzando le esperienze e traendo ispirazione da ogni incontro con luoghi, persone e oggetti, ogni scatto diventa parte integrante di un discorso molto più ampio di ricerca sul linguaggio fotografico che non viene mai abbandonato.

In questi termini ogni immagine e ogni tematica contribuisce a sostenere, per l'artista, la necessità di percepire l'obiettivo come un terzo occhio funzionale ad un'osservazione del mondo più completa.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Edward Weston, Nude 1936 (©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents)

NEL TESTO:

1- Onion- Halved Carmel, 1930
©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

2- Dunes, Oceano, 1936
©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

3- Brett Weston, 1931
©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

4- Cabbage Leaf, 1931
©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

5- Edward Weston e Sonya Noskowiak, White Radish, 1933
©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

6- Nude, 1934
©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

7- Tina Modotti, 1924 ca.
©1981 Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents


Visitabile a Modena fino al 9 dicembre,
la mostra si sposterà al CIAC- Centro Italiano di Arte Contemporanea di Foligno dal 16 Dicembre 2012 al 17 Febbraio 2013.

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Edward Weston, una retrospettiva

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