Missione grande bellezza

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 09 Marzo, 2017

Questo libro affonda le sue radici nella mia infanzia. Sono cresciuto, come tanti bambini veneziani, a latte e antibonapartismo. Passeggiavo con i miei genitori per calli e campielli e mi sentivo dire: ‘Questo Alessandro marzo magno missione grande bellezza-copertinal’ha rubato Napoleone’, ‘questo l’ha distrutto Napoleone’, ‘questo è sparito a causa di Napoleone’. Il generale còrso sarebbe stato, insomma, una sorta di capo ladrone alla testa di un esercito di predoni”.
Alessandro Marzo Magno, storico e scrittore veneziano, inizia il suo libro con un ricordo personale: da qui è voluto partire per ricostruire la storia di alcuni dei più grandi capolavori dell’arte italiana che sono stati rubati, perduti, prelevati, trasferiti, trafugati e, anche se non troppo spesso in realtà, restituiti.
Ecco, Missione grande bellezza (edito da Garzanti) racconta proprio la storia degli uomini e delle donne che si sono distinti per aver riportato in Italia opere finite altrove per i motivi più disparati.
La vicenda più celebre riguarda certamente Antonio Canova, “emballeur”, imballatore, come lo chiamavano con un certo disprezzo a Parigi, dove si era recato con un compito ben preciso: riportare a Roma le opere che Napoleone aveva sottratto al papa quasi vent’anni prima. Fu lui a portare a compimento un incarico che sembrava impossibile, riprendersi cioè capolavori del calibro del Laocoonte e della Trasfigurazione di Raffaello. Ma poi c’è anche Rodolfo Siviero, artista mediocre e agente segreto sui generis grazie però al quale quasi tutte le opere portate via dai nazisti tra il 1938 e 1945 sono tornate a casa, e che annovera tra i suoi meriti anche quello di aver salvato la vita a Bernard Berenson, ebreo; oppure Ranuccio Bianchi Bandinelli, archeologo e storico dell’arte senese che fu costretto, lui liberale e antifascista, a fare da cicerone a Hilter, in visita ufficiale, e Mussolini. Lui, che “non possedeva nemmeno l’uniforme nera che tutti davano per scontata e quindi all’ultimo momento va a comprare ‘la più scalcinata divisa da fascista e il fez meno napputo’, rifiutando di appuntarsi sul petto che decorazioni che invece i gerarchi smaniavano di esibire” e che aveva addirittura fantasticato di uccidere i due dittatori. E poi ancora le donne, come la mitica Palma Bucarelli, che “quasi da sola, fa tornare a Roma le opere d’arte della Galleria nazionale d’arte moderna. In mezzo a tanti Monuments Men, la Bucarelli è un’autentica Monuments Woman”. Anche a lei dobbiamo il nostro grazie.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Alessandro Marzo Magno, Missione grande bellezza
    copertina del volume

In copertina:
Alessandro Marzo Magno, Missione grande bellezza
[particolare di copertina]

Alessandro Marzo Magno

Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiano saccheggiati da Napoleone e da Hitler

Garzanti

pp 250

 

www.garzantilibri.it 

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