M’Immagino d’Immenso: calembour di immagini e parole alla Fondazione Remotti

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 08 Agosto, 2011

Nelle scorse pagine del Magazine si era fatto riferimento alla dimensione ludica dell'arte, a quello che ne appare l'aspetto più leggero e che a prima vista risulta indubbiamente più immediato da recepire.
Una tale "leggerezza", per citare Aldo Palazzeschi, non è tuttavia sintomo di superficialità, anzi, sottolinea, al contrario, da un lato, la capacità, attraverso l'ironia, di effettuare una lucida analisi della realtà e, dall'altro lato, il non rinunciare mai allo scherzo e al divertimento, purché sia preso sul serio. Un ossimoro, si direbbe, che diventa sempre più puntuale e azzeccato qundo si parla di figure cardine della satira, del gioco di parole e più precisamente del calembours, sia esso visivo o verbale.

E' questo il fulcro attorno al quale ruota il progetto inaugurato l'8 luglio presso la Fondazione Remotti a Camogli, dal giocoso titolo M'Immagino D'Immenso; comprendente l'inaugurazione delle mostre in programma e il conferimento di un premio dedicato ai giovani talenti.

Con la partecipazione della Provincia e del Comune di Camogli in collaborazione con Fondazione Remotti, Regione Liguria, STL Terre di Portofino, Ascot e Pro Loco di Camogli, la Tribu dei Lettori di Roma e la rivista Andersen e curata da Barbara Schiaffino e Ferruccio Giromini la Terza Edizione del Premio Skiaffino vuole essere un omaggio al maestro del disegno satirico e umoristico Gualtiero Schiaffino, scomparso nel 2007, attraverso l'esaltazione dell'arte dell'umorismo intelligente.

Un calembour di immagini e parole, si diceva, che come viene definito da Marco Dallari in uno dei saggi presenti in catalogo: è una parola francese con cui si indica un bisticcio verbale, un gioco di parole in cui due termini di significato diverso si pronunciano nello stesso modo o quasi.
L'intento volutamente giocoso è frutto di uno studio linguistico tutt'altro che banale, poiché il calembour nasce e vive all'nterno dell'universo delle parole; da cui scaturisce l'essenza del gioco in cui la verbalità è elemento costitutivo.

Rispettando la coralità del progetto espositivo, anche il catalogo si presenta estremamente ricco e curato, oltre alle immagini, più che mai eloquenti, la pubblicazione contiene interventi assolutamente acuti e interessanti.
Molto denso il corpus degli artisti in mostra: dagli artisti finalisti concorso (primo lavoro sul podio 3D di Daniele Vittadello, comasco di Rovellasca, secondo Mano d'opera di Amalia Satizàbal Posada, di Firenze, e terzo Cancello di Valentina Marra, di Sori) a quelli già noti per le loro collaborazioni con pubblicazioni quotidiane o di settore, oltre chiaramente a Skiaffino, anche Massimo Bucchi, Giorgio Cavallo, Sergio Fedriani, e il fotografo Massimiliano Tappari.

Contestualmente all'inaugurazione di questa polifonica mostra ha avuto luogo, come già detto, la premiazione del concorso nazionale per un calembour visivo, la cui giuria vede presenti Stefano Bartezzaghi, Massimo Bucchi, Marco Dallari, Walter Fochesato, Guido Risicato, Ferruccio Giromini e Barbara Schiaffino, ideatori del progetto stesso.

Lo spazio che viene dato ai giovani creativi in questo contesto risulta pertanto un aspetto fondamentale e rispecchia perfettamente l'intento dello stesso Gualtiero Schiaffino, come fa notare il presidente della Provincia Alessandro Repetto: "Un programma ricco di eventi e protagonisti valorizzerà per tutta l'estate la creatività di Schiaffino che non può andare dispersa o restare confinata al pur prezioso corpus della sua opera. Siamo sicuri che lui stesso, come peraltro aveva già fatto, avrebbe raccolto attorno a sé giovani capaci di seguirne le orme perché qui non si tratta solo di educazione artistica ma anche (e forse soprattutto) di lezioni di vita."

In una realtà in cui spesso la creatività più giovane risulta messa da parte a favore dei grandi nomi che hanno fatto la storia, un tale approccio artistico e propositivo dimostra di voler valorizzare e accompagnare le nuove promesse, anche grazie alla collaborazione con le istituzioni locali.

L'immagine che viene alla mente pensando a questa iniziativa è quella di un puzzle in cui i tasselli apposti dalle differenti personalità partecipanti convergono in una sola, complessa immagine, che può essere immaginata come un variegato panorama.

M'immagino d'immenso è un gioco di parole ma anche un gioco che attraversa le parole e con esse le immagini che queste evocano, passando in certi casi addirittura dalle singole lettere dell'falfabeto che compongono i vocaboli stessi e che a loro volta mutano diventando immagini e assumendo forme inaspettate.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Daniele Vittadello, 3D (1° premio)
  2. Cavallo, Dimostrazione di massa
  3. Fedriani, L'amo, la luna

Mappa

Dove e quando

M'immagino d'immenso. Calembour di immagini e parole

  • Fino al: - 09 Ottobre, 2011
  • Indirizzo: Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, Camogli, via Castagneto 52
  • Sito web

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