Milano sospesa tra passato e futuro:ecco la stagione artistica 2009
di - pubblicato il 15 Marzo, 2009 in Pluritematici
di Daniela Vannini
C’è una Milano che vuole riscoprire le sue storie, i suoi misteri, le sue emozioni. E un’altra che si affaccia sul mondo con curiosità, intraprendenza, dinamicità. Sono le due anime della stagione artistica milanese 2009. Una stagione che si è aperta all’insegna sì della retrospettiva identitaria e nostalgica di una città che si ripiega su se stessa. Che fruga nel vecchio baule in soffitta con tanta voglia di ritrovarsi nelle sue leggende. Ma al tempo stesso, una città capace di confrontarsi con culture diverse e di contaminarsi.

Sono infatti più di 30 le mostre promosse dall’assessorato alla cultura del Comune di Milano, dislocate in ben 7 sedi espositive. Il tutto condito con una grande dose di interdisciplinarità.
Ed ecco che fotografia, arti visive, design, architettura, moda e perfino il teatro interagiscono e si fanno portatori di un’idea di arte contemporanea, appunto. Un’arte profondamente radicata nella società. Al visitatore è richiesta quindi la capacità di essere versatile e di saper interpretare linguaggi differenti.

E’ per narrare una parte di storia della città e per ritrovarne le radici che a Palazzo Reale va in scena la trilogia sul Futurismo, in occasione del suo centenario, con oltre 400 opere tra disegni, dipinti, sculture, progetti, scenografie e costumi teatrali, fotografie, arredi e pubblicità che confluiscono nell’esposizione “Futurismo 09. Velocità+Arte+Azione” (fino al 07 giugno).

Picasso, Braque, Leger, Brancusi, Pevsnere altri saranno protagonisti della mostra “Futurismo 100”, curata da Ester Coen - con la partecipazione del Mart di Rovereto e le Gallerie dell’Accademia di Venezia – che mette a confronto espressionismo, cubismo, dadaismo e costruttivismo (15 ottobre – 25 gennaio 2010).
E se pensiamo che proprio qui nel capoluogo lombardo stava di casa il Futurismo - per la precisione in via del Senato 2 - dove abitava Marinetti, ideatore di quel movimento che urlava le sue “parole in libertà” privilegiando le forme più aggressive come lo stesso Manifesto proclamava sulle pagine de Le Figaro, il 20 febbraio 1909. Inevitabile è l’equazione della rassegna “F.T. Marinetti = Futurismo” di Luigi Sansone che si propone di approfondire la figura di Marinetti come letterato e innovatore del linguaggio passando, per esempio, per L’Elasticità di Umberto Boccioni e l’Espansione di primavera firmato da Giacomo Balla (fino al 7 giugno).

Il viaggio intorno al Futurismo continua con l’ampia mostra che sarà inaugurata sul movimento della Scapigliatura, a cura di Annie Paule Quinsac (giugno- novembre).
Sempre a Palazzo Reale scopriremo il volto piermariniano della città con l’esposizione dedicata all’architetto che ha contribuito a disegnare la Milano moderna, Giuseppe Piermarini (a duecento anni dalla sua scomparsa) che consentirà all’osservatore di ammirare l’idea urbana dell’artista attraverso circa trecento pezzi esposti e, alla luce delle nuove riformulazioni del concetto di urbanità e sostenibilità, di immaginare quella che sarà la Milano futura (novembre 2009- marzo 2010).
Da non perdere la due mostre curate da Giovanna Ginex: una alla Galleria d’Arte Moderna sul massimo interprete milanese del Divisionismo, Emilio Longoni (ottobre 2009-gennaio 2010) e l’altra, già aperta, alla Rotonda di via Besana sul Corriere dei Piccoli, promossa dalla Fondazione Corriere della Sera, e visitabile fino al 17 maggio.

Uno sguardo alla Milano ottocentesca è offerto dalla rassegna fotografica curata da Silvia Paoli (ottobre-dicembre). Ripercorrere il vissuto storico della città è invece l’ambizioso intento della mostra “Milano 1947-2007” al Museo di Storia Contemporanea (2 aprile -1 novembre).
Ma, Milano è anche una città aperta al mondo, una città stregata dal fascino dell’antico Oriente e dei leggendari “Samurai” in passerella al Palazzo Reale nella rassegna di Giuseppe Piva aperta fino al 2 giugno. La prima in Europa, che ci porta alla scoperta della storia di queste figure mitiche grazie alle preziose armature della collezione Koelliker di Milano e a circa 80 oggetti e accessori, ripercorrendo la vita sociale, politica ed economica del Giappone tra il 600 e l’800.

Suggestioni che preludono alla esposizione dedicata a Madama Butterfly di Giacomo Puccini (settembre-dicembre).
Molto attesa per la primavera, è la mostra su “Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfee” – curata da Claudia Beltramo Ceppi - che ci svelerà la passione di Monet per il continente nipponico e soprattutto per la sua cultura panteistica che il naturalismo giapponese ha saputo bene interpretare influenzando, verso la seconda metà dell’Ottocento, anche l’arte occidentale e in particolare quella francese che andava in cerca del “nuovo”. Influenza da cui neanche Cézanne rimase immune. Si diffonde così un nuovo modo di vedere la realtà esteriore e interiore che non era poi tanto distante dall’umanesimo e dal cristianesimo. Basti pensare ai giochi cromatici e ai riflessi di luce del Giardino di Givenry, perfetto giardino giapponese, da cui Claude Monet (1840-1926) trasse ispirazione per la creazione delle incantevoli Ninfee. La natura rappresentata nelle sue tele è qualcosa che suscita un profondo rispetto verso ogni essere vivente, qualcosa di cui ci sentiamo parte. Dal Museo Marmottan di Parigi arriveranno 20 capolavori dell’artista francese impressionista cui si affiancheranno straordinarie stampe giapponesi di Hokusai, Hiroshige e altri (aprile - settembre).
Restando sempre in Giappone, a dicembre 2009, si aprirà “Giappone,100 capolavori”, a cura di Giancarlo Calza, una rassegna che ci riporta al periodo Edo (1615-1868) quando il Giappone si appresta ad uscire dal feudalesimo e nasce la società borghese. Sarà l’occasione per conoscere le meraviglie dell’arte nipponica come porcellane e terracotte che testimoniano il gusto raffinato e ricercato dei grandi signori di quel tempo.
Dal Giappone voliamo negli Stati Uniti con la pittura di Edward Hopper, padre del realismo americano del ‘900, in mostra al Palazzo Reale (dal 15 ottobre 2009 al 25 gennaio 2010).

Ci sarà anche uno spazio riservato alla fotografia americana (luglio-settembre) al Palazzo della Ragione dove è in corso “Estreme Beauty in Vogue”, un viaggio straordinario tra le pagine più celebri del periodico americano di moda in mostra fino al 10 maggio. Da settembre a ottobre, ci faranno compagnia le immagini oniriche e surreali del famoso fotografo di moda Giovanni Gastel. A seguire gli scatti del grande maestro della fotografia Steve McCurry che ci porteranno dal Tibet all’Afghanistan, dall’ex-Yugoslavia alle Filippine.
Nella retrospettiva curata da Carter Foster sprofonderemo in paesaggi desolati e solitari, in bilico tra il quotidiano e il metafisico, in cui è l’incomunicabilità a farli da padrona. Di David Smith, maestro della scultura del Novecento, potremo ammirare invece i colori, la superficie e i valori tattili. Di Cordelia von den Steinen le opere in terracotta.
Sfileranno anche molti artisti americani contemporanei nelle sale del Palazzo Reale come Roy Lichtenstein, Donal Judd, Andy Warhol, Dan Flavin (luglio-settembre). A questa seguirà in ottobre la 5° Giornata del contemporaneo con eventi, conferenze e mostre.
Milano, città internazionale della moda, offre un tributo agli abiti di Gianfranco Ferrè con la mostra ideata da Gisella Borioli, da settembre a Palazzo Reale.
E ancora per i 150 anni di Solferino e Magenta è prevista la mostra fotografica “Charles De Gaulle a Milano”. Star, gente comune e animali straordinari sono i protagonisti dei video ritratti di Robert Wilson. Mentre il corpo della donna è il tema privilegiato dall’obiettivo dell’artista genovese Vanessa Beecroft che espone al Pac per tutto il mese di marzo.
Fra gli altri appuntamenti dedicati al design segnaliamo “Gli universi paralleli. 500 anni di cultura del grande arredo a confronto” (aprile–giugno) al Palazzo Reale, “Mariarosa Ballo Toscani” (aprile-maggio) al Pac (Padiglione d’arte contemporanea) e al Castello Sforzesco, sale Viscontee, “Luigi Colani. Il futuro è a Milano” (aprile-giugno).
Non mancherà un riconoscimento al più famoso vignettista satirico italiano, Giorgio Forattini, e neanche al grande naturalista inglese Charles Darwin. E per finire testi e immagini per raccontare i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, un appuntamento da non perdere alla Galleria di via Palestro da luglio a settembre.
Insomma un programma artistico davvero ghiotto quello milanese che cerca di rispondere a un bisogno crescente della città di arte in tutte le sue forme. Un’arte a 360 gradi!