Midnight in Paris

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 09 Dicembre, 2011

Gil Bender, affermato sceneggiatore hollywoodiano in vacanza a Parigi con la futura moglie Inez e i di lei genitori, sta tentando finalmente di scrivere il romanzo per cui essere ricordato dalla posterità.
Temperamento romantico, “lo scribacchino”, come si autodefinisce con la sua cronica insicurezza, ama la città sotto la pioggia e pensa che la Paris delle avanguardie sarebbe stato per lui il tempo ideale in cui vivere.
Una notte, solo in strada e mediamente ubriaco, mentre cerca la via per ritornare in albergo si ritrova magicamente trasportato indietro nel tempo alla sua epoca ideale, incontrando Francis Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway, Cole Porter e Pablo Picasso, vivendo l’avventura che ha sempre sognato.

Inspiegabili espedienti narrativi metafisici non sono nuovi al cinema di Woody Allen, in La rosa purpurea del Cairo un attore abbandona la pellicola di cui è protagonista scendendo dallo schermo e gettando nel panico spettatori e personaggi del film, o ancora nel divertente Edipo relitto, episodio di New York stories, la mamma petulante del protagonista scompare per riapparire nel cielo di Manhattan e raccontare ai passanti ogni intimità del figlio.
Questa volta però purtroppo qualcosa non funziona a dovere e il risultato è nettamente al di sotto dei precedenti citati.

Midnight in Paris è un omaggio sperticato alla magica bellezza della capitale francese, l’occasione per il regista newyorkese di fare l’elenco di tutti i suoi miti in letteratura come in pittura o nelle arti in genere. E’ divertente vedere lo stupore del protagonista Owen Wilson mentre incontra Luis Buñuel o Man Ray, dialoga con Matisse ed Henry Miller, ma dopo un po’ il gioco si fa ripetitivo e tutto si risolve nella parata di una serie di figurine senza spessore.
Forse penalizzato anche da un doppiaggio non all’altezza il film ha qualche guizzo illuminante, come la sequenza dell’incontro con Salvador Dalì, interpretato da Adrien Brody e doppiato da Neri Marcoré, e quella che svela il mistero della sparizione dell’investigatore privato.
Sono i soli momenti capaci di svegliare dal torpore ma troppo pochi per vivacizzare un ritmo che non c’è. Un vero peccato perché lo spunto iniziale è intrigante.

Qua e là emerge qualche interessante riflessione, la missione dell’artista di dover cercare “l’antidoto alla futilità dell’universo” o la necessità di lasciar cadere le illusioni, distruggere il mito di una passata età dell’oro in cui tutto era più bello e più appassionante. Il tedio quotidiano con tutte le sue insoddisfazioni non è frutto tanto di una contemporaneità malata, quanto dell’inevitabile difficoltà del vivere. Non è la modernità il problema, è che la vita è così, spesso fatta d’uno scorrere lento e insoddisfacente.

Alla fine la vera “emozione visiva” evocata dal film è il desiderio di rivedere ancora Parigi, già nella sequenza d’apertura assistere al calar della sera sui boulevard evoca l’atmosfera unica della città e mette in moto la nostalgia per una splendida città in cui non mi stancherò mai di tornare.
I luoghi dell’arte ci sono tutti, Givérny e il ponticello sulle ninfee di Monet, le sue grandi tele esposte all’Orangerie, la reggia di Versailles, il museo Auguste Rodin e i giardini delle Tuileries, ma non basta a costruire il film.

Forse il ritmo con cui l’autore di Manhattan realizza un film all’anno in questi ultimi tempi è troppo serrato perché ogni progetto possa riuscire al meglio, ma se consideriamo Gil come l’alter ego del regista è logico attribuirgli l’irrevocabile paura della morte che ossessiona il personaggio.
Solo facendo l’amore davvero lo sceneggiatore di Hollywood riesce a esorcizzare la sua angoscia e Woody Allen non può fare a meno [per fortuna] di far l’amore col Cinema, così non ci resta che aspettare il prossimo film girato a Roma con, tra gli altri, Roberto Benigni e Antonio Albanese, per vedere quale dichiarazione d’amore saprà tributare alla città eterna.
Provaci ancora Woody!

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Midnight in Paris
Woody Allen e Owen Wilson sul set
(© 2011 Sony Pictures Classics)

- Locandina italiana
- Owen Wilson è Gil Bender
- A spasso con Adriana, Marion Cotillard,
  musa ispiratrice
- Museo Rodin / La reggia di Versailles /
  Il giardino di Monet a Giverny /
  Woody Allen sul set

© 2011 Sony Pictures Classics

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Midnight in Paris
  • Regia: Woody Allen
  • Con: Kathy Bates, Adrien Brody, Carla Bruni, Marion Cotillard, Rachel McAdams, Michael Sheen, Owen Wilson, Nina Arianda, Kurt Fuller, Tom Hiddleston, Mimi Kennedy, Alison Pill, Léa Seydoux, Corey Stoll
  • Sceneggiatura: Woody Allen
  • Fotografia: Darius Khondji, ASC, AFC
  • Montaggio: Alisa Lepselter
  • Scenografia: Anne Seibel ADC
  • Costumi: Sonia Grande
  • Produzione: Letty Aronson, Stephen Tenenbaum e Jaume Roures per Mediapro, Versátil Cinema & Gravier Production Pontchartrain
  • Genere: Commedia
  • Origine: USA / Spagna, 2011
  • Durata: 94’ minuti