Michelangelo architetto a Roma

di Elena Vannoni - pubblicato il 09 Dicembre, 2009 in Mostre

“l’esser stato il sommo interprete di due momenti così contrastanti della storia dell’arte, ovverosia classico e anti-classico, in egual misura e con il medesimo splendore, fu il segno di una perennità insuperabile”
(Umberto Croppi)

Michelangelo artista e architetto torna protagonista in un’esposizione che traccia uno straordinario profilo dell’uomo che ha saputo esprimersi ai massimi livelli nei più disparati ambiti.
Con il suo “lavorar dentro le cose” per il piacere della sperimentazione di ogni nuova tecnica, Michelangelo divenne così poeta, scultore, pittore, filosofo e architetto.

La mostra curata da Pina Ragionieri, direttrice della Fondazione Casa Buonarroti, e da Mauro Mussolin, storico dell’architettura che riferisce delle molteplici e prestigiose committenze romane dell’artista dagli anni della giovinezza alle straordinarie invenzioni della vecchiaia, ripercorre i principali momenti in cui il maestro visse nella città tra il 1505 e il 1516 e dal 1534 fino alla morte nel 1564.

Tra le istituzioni che hanno offerto il loro contributo citiamo i Musei Capitalini e il Museo di Roma, l’Accademia Nazionale di San Luca, la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Palazzo Venezia e molti altri istituti.
Numerosi anche i prestiti da collezioni private tra cui le opere della Biblioteca Clementina di Anzio senza dimenticare l’importantissima presenza tra i prestatori dell’Archivio della Fabbrica di San Pietro della Città del Vaticano, da cui giunge l’inedito autografo di Michelangelo recentemente scoperto e relativo al tamburo della cupola di San Pietro.

Il cuore della mostra è lo straordinario nucleo di oltre 30 disegni autografi dell’artista relativi a opere romane di proprietà di Casa Buonarroti, il cui apporto comprende anche pregevoli stampe e due ritratti di Michelangelo. Ai disegni autografi del Maestro si alterneranno, come un prezioso compendio di meravigliose appendici, antiche stampe, disegni, modelli, volumi e documenti originali dell’epoca, concessi in prestito da importanti collezioni italiane.

Il rigore filologico dell’esposizione romana permetterà al grande pubblico di riconoscere nei segni della città eterna la mano di Michelangelo, e di comprendere meglio la reazione culturale così stretta che lega, ben prima dell’era della Frecciarossa, Firenze e Roma” (Pietro Folena).

Divisa in 17 argomenti disposti in ordine cronologico comprendenti 105 opere, la mostra prende avvio dai più tempestosi rapporti dell’artista con Papa Giulio II della Rovere nella “tragedia della sepoltura” alle decorazioni della Volta Sistina, a seguire viene affrontato il tema della passione per l’arte classica espressa dal Codice Coner, celebre taccuino cinquecentesco per i rilievi di antiche architetture romane.

Il terzo argomento affronta le trasformazioni di Pazzia del Campidoglio insieme al completamento di Palazzo Farnese nel 1546 fino alla carica di architetto della Fabbrica di San Pietro per volontà di Paolo III Farnese; nella mostra è inoltre presente un momento di privata biografia con una serie di epitaffi ispirati dall’episodio doloroso della morte del giovanissimo Cecchino Bracci.

La sezione riguardante i progetti per la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e Porta Pia “astratta ed enigmatica opera dove appare in modo singolare la personalità del vecchio Buonarroti, è forse l’architettura più “personale” che un maestro classico si sia mai permesso di realizzare”, documenta, con una serie di emozionanti disegni, uno dei vertici assoluti della progettazione architettonica di Michelangelo.
E per concludere due esperienze estreme, la Cappella Sforza e la trasformazione delle terme Diocleziane nello spazio sacrale e mistico di Santa Maria degli Angeli.

Basandosi sull’idea del “non finito” si è spesso pensato che ci fosse nel maestro una specie di insuperabile limite interiore che gli impedisse di estrarre in maniera ottimale la forma dell’inerte, così come egli sarebbe stato immancabilmente in grado di fare secondo un percorso platonico di definizione piena della forma, individuata nella fase progettuale e poi portata a compimento.

La mostra attuale tiene nel massimo conto questa difficoltà di comprensione dell’opera del Buonarroti globalmente intesa e va ad indagare nei più sottili recessi del processo creativo dell’artista, cercando di rintracciare nelle varie tecniche artistiche il “laboratorio” dell’autore, interiore ed esteriore, che guidasse per tutta la vita il metodo progettuale del Maestro e ne condizionasse le modalità di attuazione certa.

Nel caso di Michelangelo è non meramente metaforico usare la definizione di 'artista universale'. Non è universale perché è bravo in tutto, è universale perché un principio universale di comunicazione guida la sua formidabile attitudine al fare”.(Claudio Strinati)

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Ritratto di Michelangelo, post. 1535 
    Marcello Venusti (attribuito)
    Firenze, Casa Buonarroti
  • Incisore del XVI secolo
    Antonio Lafréry editore,
    Cortile di palazzo Farnese, 1560
    bulino
    Firenze, Casa Buonarroti, Biblioteca
  • Anonimo
    Capitolii Novi Descriptio, 1620
    acquaforte
    Roma, Museo di Roma,
    Gabinetto Comunale Disegni e Stampe
  • Michelangelo Buonarroti
    Studio planimetrico per San Giovanni dei Fiorentini
    Firenze, Casa Buonarroti


ORARI

Dal martedì alla domenica
ore 9.00 - 20.00
Ingresso consentito fino alle 19
(24 e 31 dicembre 9.00-14.00
Ingresso consentito fino alle 13)
Chiuso: lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio

Catalogo

Silvana Editoriale

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Dove e quando

Michelangelo architetto a Roma

  • Fino al: - 06 Febbraio, 2010
  • Indirizzo: Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, Roma, piazza del Campidoglio

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