“Miccelagnolo”: Dietro le quinte di una vita straordinaria
di // pubblicato il 13 Luglio, 2010
di Noemi Borghese
Michelangelo il Giovane, pronipote di Michelangelo Buonarroti, durante la sua attività, in circa trent'anni, tra il 1612 e il 1643, raccoglie e colleziona carte e memorie familiari custodite della Fondazione Casa Buonarroti di Firenze ed è proprio questa la "casa base" del percorso.
Voluto dall’Associazione Culturale Metamorfosi, il presidente Pietro Folena, durante la presentazione alla stampa ha ribadito il vigore scientifico con cui viene portato alla luce questo progetto di Casa Buonarroti.
Scelte operate pensando al ruolo centrale del Museo Archeologico di Napoli, alla storica predilezione che la struttura dedica alla conservazione di quell’arte potente e protagonista nel bacino mediterraneo, la scultura. Che sia la classica, o quella proveniente dalla Collezione Farnese, altro non è che il grande amore di Michelangelo. E non si può non parlare di una mostra d’amore, considerandone le curatrici - Lucilla Bardeschi Ciulich e Pina Ragionieri - che ci illustrano con particolare trasporto ed emozione i contenuti, inediti nella città di Napoli, e rivelatori più di tanti altri che si studiano sui testi di scuola, della personalità appassionata e combattuta di Michelangelo Buonarroti.

Lo studio della grafia di Michelangelo attraverso tutti gli scritti autografi (16 su 169 volumi di proprietà di Casa Buonarroti contengono materiale inviato o ricevuto dall’artista), le differenze del periodo fiorentino e poi di quello romano, che comincia nel 1534 quando Alessandro Farnese, papa Paolo III, lo nomina Supremo Architetto e Scultore del Palazzo Vaticano.
La documentazione non è omogenea, ma sono presenti le lettere al Vasari "perché tu veda dove io tengo i miei pensier", il carteggio con gli affetti Tommaso Cavalieri e Vittoria Colonna, e l’arguta ironia con cui, in una lettera, si firma Miccelagnolo: in toscano, Miccio vuol dire asino. Costretto alla fatica come un ciuco, per un padrone che poca attenzione presta alle azioni straordinarie in cui l’asino invece, vorrebbe a tutti i costi cimentarsi.
L'esauriente ritratto biografico proposto in questa mostra parte dalle prime lettere e dalle poesie della giovinezza e giunge alla corrispondenza estrema dell'artista con Leonardo, nipote prediletto. Si incontrano prove grafiche di alto impegno, come i disegni, selezionati in base al risvolto biografico, siano essi di figura, o di progetto architettonico, o provenienti dai cantieri e dalle cave, come i blocchi di marmo schizzati a beneficio degli scalpellini.
In mostra, fra le opere antiche della Collezione Farnese, anche il notissimo Ercole, il cui ritrovamento e collocazione fu uno dei temi di riflessione della vecchiaia di Michelangelo.

I volumi dell'Archivio Buonarroti, di proprietà della Casa, contengono il fondo più importante di carte autografe dell'artista, e la collezione più cospicua al mondo di disegni autografi di Michelangelo, un patrimonio che permette al visitatore di scoprire aspetti di una vita d'eccezione e si rivolge in particolare ai giovani nella convinzione che, in epoca virtuale, possa essere utile il contatto diretto non solo con l'opera d'arte, ma anche con i documenti storici per la loro forza evocativa.