Mia e il Migù

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 17 Dicembre, 2010

A due anni dalla sua realizzazione e dopo aver vinto una lunga serie di premi internazionali tra cui il Felix, l’Oscar europeo, per il miglior lungometraggio animato 2009, arriva finalmente anche in Italia Mia e il Migù di Jacques-Rémy Girerd.
Secondo lungometraggio animato del regista/produttore fondatore di Folimage, dopo La profezia delle ranocchie del 2003, Mia e il Migù ha anche un cuore italiano perché buona parte della produzione è stata realizzata allo studio Enarmonia di Torino e al Gertie-Colourland di Milano.

Il film racconta il viaggio della piccola Mia, una bambina di dieci anni orfana di madre, alla ricerca del padre scomparso dopo uno strano incidente nel posto in cui lavorava. Armata solo dei suoi amuleti, una piuma, un sasso e una conchiglia, la bimba parte dal piccolo villaggio di montagna in cui vive per raggiungere il luogo lontano, immerso nella giungla, dove è avvenuto l’incidente.

Il cantiere in questione rappresenta il primo avamposto di un’impresa multinazionale per la realizzazione di un progetto che, in disprezzo dell’equilibrio naturale della zona, prevede la costruzione di un grande albergo sulle rive del lago al centro di un’oasi naturale incontaminata.
L’affarista senza scrupoli Monsieur Jeckhide proprietario dell’impresa, avuta notizia del misterioso incidente,teme di veder sfumare i suoi lucrosi progetti e vola dall’altra parte del globo per prendere in mano la situazione personalmente, costretto a portar con sé il figlioletto Aldrin dall’assenza della moglie, in missione scientifica tra i ghiacci del polo.

Ambientata in uno Stato tropicale imprecisato dell’America latina, la storia di Mia e il Migù usa il linguaggio della fiaba per farsi promotrice di un messaggio importante ed attuale, un richiamo al rispetto dell’ambiente che ci ospita. Troppo spesso l’avidità umana, che mette il conseguimento del profitto sopra qualsiasi altro valore etico, diventa metastasi distruttiva nell’eco sistema dell’intero pianeta. La natura violentata dall’uomo scatena la sua forza e rivendica in modo spesso distruttivo le angherie subite, le recenti inondazioni nel Veneto, risultato di un eccessiva cementificazione del territorio, sono esempi vicini, geograficamente e temporalmente, che possono testimoniarlo.

La forza e lo spirito della Natura sono personificati nel film da simpatici e buffi esseri fantastici come i Migù, capaci di fondersi e scindersi fisicamente tra loro come un unico magma universale, flusso di vita continuo in tutte le sue forme, dall’animale, al vegetale, al meteorologico.

Se anche a volte la narrazione non brilla per originalità, ha però il pregio di essere portatrice di grandi speranze. Speranza nell’impegno di salvaguardia dell’ambiente delle nuove generazioni, rappresentate dai piccoli Mia e Aldrin che lottano per salvare i Migù, ma anche speranza che l’esempio dei piccoli porti gli adulti al raggiungimento di una consapevolezza ambientale che ancora spesso latita. Nonostante il suo cinismo, l’imprenditore Jeckhide sembra temere il giudizio del figlio, testimone delle sue malefatte, e mantenere un residuo di coscienza necessario a redimerlo sul finale. Le generazioni di oggi devono imparare a salvaguardare l’ambiente per le generazioni di domani che lo erediteranno, perché questo determinerà le condizioni di vita future del genere umano e non solo.

L’essenzialità del tratto grafico dei personaggi unito alle scenografie dal sapore molto pittorico, dove sono percepibili pennellate e la pastosa materialità del colore, ispirate soprattutto alla pittura fauve e alle tele di Raoul Dufy, come lo stesso Jacques-Rémy Girerd ci ha detto personalmente, fanno di Mia e il Migù un opera artistica che travalica la dimensione commerciale di una pellicola che comunque è prodotto d’intrattenimento.

La bellezza delle immagini e il piacere di vedere ancora lungometraggi animati disegnati da mani umane sono ottimo antidoto all’indigestione digitale dei nostri tempi, la speranza per la sopravvivenza del disegno animato artigianale, analogamente alla salvaguardia dell’ambiente naturale, è che l’estetica e l’arte dell’animazione possano essere salvate dall’estinzione come si trattasse di specie protette.
Mia e il Migù è finalmente disponibile in Italia grazie al piccolo distributore indipendente R.V.EN. Srl e anche se questo non può assicurare un’estesa diffusione nei cinema, rende però possibile una futura distribuzione in dvd, come accaduto al film Il compleanno, praticamente invisibile e autodistribuito dalla produzione stessa ma da adesso disponibile sul mercato video.

Un’uscita italiana di Mia e il Migù fino a poco tempo fa sembrava utopia, un segnale che invita alla speranza perché anche altri piccoli capolavori, come il bellissimo disegno animato irlandese sui Celti The secret of Kells, antagonista del film di Jacques-Rémy Girerd ai Felix 2009 che ha ottenuto anche una candidatura agli Oscar come lungometraggio animato e ancora inspiegabilmente inedito in Italia, possano trovare un canale che li renda disponibili anche da noi.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Mia et le Migou
  • Regia: Jacques-Rémy Girerd
  • Con le voci di: Pietro Ubaldi, Ludovica Saletta, Alessandro D’Errico, Dario Oppido, Cinzia Massironi, Giovanni Colombo, Elisabetta Cesone, Mario Scarabelli, Guido Ruberto, Claudio Colombo, Matteo Zanotti, Luca Bottale
  • Sceneggiatura: Benoît Chieux, Jacques-Rémy Girerd, Antoine Lanciaux, Iouri Tcherenkov
  • Creazione grafica e storyboard: Benoît Chieux
  • Animatori principali: Kamal Aïtmihoud, Juan-Carlos Concha, Peter Dodd, Sandra Gaudi, Siergjej Gizila, Sébastien Godard, Morten Riisberg Hansen, Antoine Lanciaux, Larisa Lauber, Sylvie Léonard, Enrico Mezzena, Patrizia Nasi, Cristina Parisotto, Susanne Seidel
  • Fotografia: Benoît Razy
  • Musica: Serge Besset
  • Montaggio: Hervé Guichard
  • Scenografia: Gaël Brisou
  • Produzione: Jacques-Rémy Girerd per Folimage in coproduzione con Enanimation, Gertie, France 3 Cinéma, Rhône-Alpes Cinéma, Sayers Studios e Bayard Presse
  • Genere: Animazione
  • Origine: Francia, 2008
  • Durata: 91’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Mia, piccola protagonista coraggiosa
- Il migù, spirito della natura
- L’avido Monsieur Jeckhide e il figlio Aldrin
- La vocazione fauve delle atmosfere

IN COPERTINA
L’incontro col Migù