Metti che una sera a San Salvi

di Francesca Vinci // pubblicato il 31 Luglio, 2011

Al Chille de la balanza ci vai a sentire un gruppettino che suona nel cortile e ti ritrovi davanti a una band in piena forma e ben sonorizzata. 
Così, complice il cielo e le stelle che a San Salvi hanno un senso diverso, scopri che sei sempre stato un fan dell’Orchestra del Rumore Ordinato ma, non lo sapevi. E ora che lo sai li cerchi perché non sono patinati e son piuttosto bravi. Orgoglio tosco.

Qualunque rumore, da una fabbrica al traffico cittadino, anche semplicemente al rumore di un ristorante,se viene ripetuto meccanicamente diviene un ritmo, se questo ritmo cambia frequenza passando ripetutamente dagli alti ai bassi, può divenire melodia, più suoni in accordo tra loro creano un'armonia. Semplice, ma non per questo meno geniale

Non è quindi un caso che qualche anno fa al Meeting del Mare a Marina di Camerota sia stata proprio l’insospettabile Orchestra del Ballini, del Brogi, del Crocamo e di Michele Scerra (mente, barba e capelli diabolici) ad aprire le porte a Vinicio Capossela.
Mestierante è il loro primo disco ed è un debutto discografico coi fiocchi che trasuda blues, swing e folk rock, con chitarre e batterie che ti metton ginocchioni. Già dalla copertina sai che avrai a che fare con pensieri stropicciati dal sole on the road. Del resto, tutti quella della band ce l’hanno su con un tizio di nome Tom Waits che li ha battuti sul tempo per una certa awesome Clap hands, parrebbe ben riuscita. Ma tant’è, di tempo per rifarsi ne hanno.

Il mestierante è portatore sano di pigrizia, vive una fase cruciale della propria esistenza, quella di avvicinamento ai trent'anni in “imperfetta solitudine, standosene in casa a rimuginare senza volersi dare delle risposte. Riflette, osserva, si dispera, ma …in fondo si consola.
“E non ho imparato niente/perché resto un mestierante”, incollato con gli artigli alla convinzione che tutto è ancora in divenire.



Con mestierante si parte da un divano e si finisce su un divano, forse lo stesso, forse quello accanto … diciott’ore non sono poche per sprigionare riflessioni.
Perché in questa band c’è testo e buona musica di esperienza, la stessa che troveremo nel secondo progetto La Terra, un’avanscoperta sulle sembianze dell’umanità, a breve nelle nostre mani ma già nell’aria con le anteprime estive di qua e di là.
Va detto, gli ODRO suonano e vivono live e lo senti quando arrivano perché un bel palco attrezzato lo sanno tenere, ci si muovon come i gatti di notte sui tetti.
Piano piano, ma stanno lavorando per noi... mancarli sarebbe troppo grave. 

 

Dettagli