Metropolis ritrovato! L’edizione originale integrale è tornata alla luce

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 11 Febbraio, 2010


Il 2 Luglio 2008 inaspettatamente sono stati rinvenuti nell’ archivio di un collezionista privato a Buenos Aires i negativi del capolavoro di Fritz Lang Metropolis, con una trentina di minuti inediti miracolosamente intatti e dimenticati che si pensavano perduti per sempre, questo ha consentito la ricostruzione praticamente totale dell’intero film così come l’aveva originariamente firmato il grande regista tedesco. L’anteprima mondiale di questo evento, definito film concerto per la presenza di un’orchestra dal vivo in sala, il film fu realizzato nel 1926 quando il cinema apparteneva ancora all’era del muto, si terrà domani venerdì 12 gennaio 2010 nell’ambito della 60ª edizione del Festival del Cinema di Berlino, in programma nella capitale tedesca dall’11 al 21 gennaio.

Il restauro è stato curato dalla Fondazione Wiesbaden-based Murnau in collaborazione con la tv tedesca ZDF, la Deutsche Kinemathek di Berlino e con il Museo del Cinema Pablo C. Ducros Hicken di Buenos Aires. La partitura musicale originale di Gottfried Huppertz è stata registrata di nuovo dalla European Film Philharmonic, infine alla Transit Film GmbH di Monaco di Baviera è affidato il compito di trovare partners internazionali per distribuire nel mondo la nuova versione, che possiamo finalmente dire definitiva perché la più vicina all’edizione originale di oltre tre ore, del capolavoro ritrovato.

Inserito dall’UNESCO nel catalogo Memory of the world delle opere protette patrimonio dell’umanità, Metropolis è uno dei primi kolossal di fantascienza e rappresenta un caso unico nella storia del cinema per l’impatto che ha avuto ed ha ancora oggi sul mondo dell’immagine, dal cinema stesso alla pubblicità, per l’influenza che ha avuto su intere generazioni di cineasti e creativi in genere. La donna robot protagonista del film è diventata una delle prime icone immortali della settima arte, ancora oggi molto presente nell’immaginario collettivo.

Il mito di Metropolis è stato alimentato nel tempo da grandi film che hanno tratto ispirazione dalla sua estetica della gigantesca metropoli del futuro, come Brazil di Terry Gilliam o Blade Runner di Ridley Scott, ma anche da interi filoni della cinematografia di fantascienza generati dalle sue tematiche centrali, la società disumanizzata del futuro e la supremazia della macchina tecnologica sulla vita umana, anticipando di oltre vent’anni alcuni dei temi centrali anche al classico della letteratura di George Orwell 1984 che fu pubblicato nel 1949. Ha raccontato Fritz Lang che l’idea di partenza per creare il mondo e la storia di Metropolis gli venne dalla visione di una New York notturna, approdando con un transatlantico quando si recò per la prima volta negli Stati Uniti per la promozione del suo film precedente I Nibelunghi.

Metropolis è arrivato alle generazioni future anche grazie ad altre creazioni che in modi diversi l’hanno celebrato perpetuandone la leggenda, come ad esempio l’omonima versione a fumetti realizzata dal padre del manga giapponese Osamu Tezuka, che non mantiene in modo fedele la stessa trama del film di Lang ma ne è una personale rielaborazione, oppure il film d’animazione del 2001 diretto da Rintaro tratto dal manga appena citato, fino alla versione ridotta del film originale, colorata e musicata da Giorgio Moroder negli anni’80 con l’apporto di grandi nomi della scena rock internazionale come Cindy Lauper, Adam Ant, Pat Benatar, Bonnie Tyler e i Queen. Questi ultimi inserirono le immagini di Metropolis anche nel videoclip della loro canzone Love kills tratta dalla colonna sonora.

Metropolis racconta di un mondo diviso nettamente in classi sociali in una città gigantesca del 2026, esattamente cento anni dopo la realizzazione del film, in cui il divario tra le classi sociali è aumentato a dismisura. La netta divisione è sottolineata anche da una precisa scelta visiva, con i ricchi manager e industriali che vivono felici alla luce del sole abitando le vette di immensi grattacieli e gli operai relegati in un ghetto sotterraneo come degli insetti, costretti a vivere nel buio in condizioni disumane all’ombra delle macchine che ne dominano l’esistenza.

Protagonisti della vicenda sono il giovane Freder, figlio del proprietario dell’intera città di Metropolis il dittatore-imprenditore John Fredersen, e la giovane Maria, appartenente alle classi povere, attraverso la quale il figlio del padrone prende coscienza delle condizioni di vita disumane della popolazione e tenta di operare un cambiamento, scontrandosi con gli interessi economici del padre potente che trae vantaggi dalla situazione di sfruttamento delle masse e vuole mantenere lo stato delle cose invariato. Il despota miliardario John Fredersen commissiona agli scienziati che lavorano per lui, la creazione di un robot con le sembianze di Maria con l’intento di usarlo per incitare le masse alla rivolta, far esplodere la sommossa e permettere alla sua polizia di avere il pretesto giusto per soffocare definitivamente nella violenza ogni tentativo strisciante di ribellione presente nei ceti bassi, sfruttati e insoddisfatti, della società.

La prima del film ebbe luogo il 10 Gennaio 1927 a Berlino ma l’accoglienza non fu positiva, le stroncature della critica non si contavano, all’uscita negli Stati Uniti invece più di 10.000 persone si presentarono alla prima al cinema Rialto di New York per assistere alla proiezione dando così inizio alla creazione del mito. Dopo tante versioni circolate in epoche diverse, il ritrovamento del negativo a Buenos Aires nel 2008 ha finalmente consentito di portare a termine l’opera di vera e propria archeologia cinematografica che rappresenta il recupero completo del film originale.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Metropolis
  • Regia: Fritz Lang
  • Con: Alfred Abel, Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Rudolf Klein-Rogge, Erwin Biswanger, Theodor Loos, Fritz Rasp, Fritz Alberti, Grete Berger, Olly Boeheim, Max Dietze, Ellen Frey, Beatrice Garga, Heinrich George, Heinrich Gotho, Lisa Gray, Anny Hintze, Georg John, Walter Kuehle, Margarete Lanner, Rose Lichtenstein, Hanns Leo Reich, Arthur Reinhard, Olaf Storm, Erwin Vater, Helene Weigel, Hilde Woitscheff, Helen von Münchofen
  • Soggetto: Fritz Lang, Thea von Harbou
  • Sceneggiatura: Thea von Harbou
  • Fotografia: Karl Freund
  • Scenografia: Otto Hunte, Erich Kettelhut, Karl Vollbrecht,
    Edgar G. Ulmer
  • Costumi: Aenne Willkomm
  • Produzione: Erich Pommer per UFA Universum Film AG
  • Genere: Fantascienza
  • Origine: Germania, 1927/2010
  • Durata: 200’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandine originali del 1927
- Il robot con le sembianze di Maria danza
  in un bordello alimentando la lussuria
  dei ricchi clienti
- Veduta aerea della città di Metropolis
- Il fascino della città futuristica di Metropolis
- Il robot femmina vera icona del film
- Altri fotogrammi dal capolavoro
  di Fritz Lang