Memorie di Roma

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 11 Maggio, 2010

Prima ancora della Domus Aurea, prima del Colosseo e del Pantheon, Roma era soprattutto il Foro. L’area, che oggi corrisponde al cuore monumentale della città, è quella nella quale furono costruiti alcuni degli edifici più significativi per la società dell’antica Roma. Le prime testimonianze di frequentazione di questa valle tra Campidoglio e Palatino si datano al X secolo, e corrispondono in sostanza a resti di sepolture: gli abitanti dei piccoli villaggi collocati sulle alture circostanti usavano infatti questo luogo, in parte paludoso ed inospitale, per seppellire i loro morti. La svolta si data al VII secolo a.C., quando i Tarquini, i re di discendenza etrusca, decidono di drenare l’intera area con la realizzazione di un grande condotto fognario, la Cloaca Maxima. Si viene così a creare una vasta area edificabile che nel corso dei secoli si arricchisce di templi, monumenti onorari ed edifici civili. In breve, il Foro diventa il cuore sacrale, politico e sociale della città, dove tutti possono incontrarsi per sbrigare i loro affari, assistere a comizi o semplicemente per lo “struscio” pomeridiano.

Tra gli edifici meglio conservati all’interno del Foro c’è la Curia Iulia, l’antica sede del Senato romano. La sua costruzione si data tradizionalmente all’epoca dei re, ma venne completamente riedificata da Giulio Cesare (da qui il nome) tra il 45 ed il 44 a.C. e successivamente restaurata da Diocleziano alla fine del III secolo; a differenza di tanti altri edifici del Foro, la Curia si è mantenuta sostanzialmente intatta fino ad oggi grazie alla trasformazione, nel VII secolo d.C., in chiesa.

L’edificio ospita fino al 26 settembre prossimo, la mostra Memorie di Roma. Gli Aemilii e la basilica nel Foro, che ricostruisce il fregio marmoreo della vicina Basilica Emilia. Fondata nel 179 a.C. da Marco Emilio Lepido, rappresenta il modello per tutte le basiliche successive. A questo proposito, va notato che il termine “basilica” indica nel mondo romano un edificio a carattere civile, nel quale (nei giorni particolarmente caldi i piovosi) si svolgevano tutte quelle attività, economiche o giudiziarie, che solitamente avvenivano all’aperto. Col passaggio al cristianesimo si adottò lo stesso modello architettonico per gli edifici religiosi, in modo da poter avere grandi spazi adatti ad ospitare un numero sempre maggiore di fedeli.
Tornando agli Emili, va sottolineato il fatto che la decisione di costruire una basilica sottende la volontà di esaltazione della dinastia, e dei suoi illustri antenati. In particolare, i reperti in mostra, tra cui alcuni splendidi frammenti di fregio in marmo pentelico, vogliono sottolineare la discendenza da Numa Pompilio, secondo re di Roma, le origini della città e la vita dei maggiori esponenti della famiglia stessa, come quel Marco Emilio Lepido, omonimo del fondatore e triumviro assieme ad Ottaviano e Marco Antonio. Si crea così una vera e propria galleria di ritratti che trasformano la basilica in un grande palcoscenico del potere.

In occasione della mostra si segnala anche la possibilità di passeggiare all’interno dei resti della basilica e di godere della nuova illuminazione del Foro: pensata per sottolineare in maniera efficace ma discreta il patrimonio archeologico dell’area, vuole condurre l’attenzione sui singoli monumenti e sui percorsi che li collegano, in maniera tale da far sì che il Foro torni ad essere il cuore pulsante della città.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Basilica Emilia,
    rilievo con scena di battaglia,
    particolare Roma, Curia Iulia
    Archivio SSBAR
  • Ritratto identificato con il triumviro
    M. Emilio Lepido
    (metà del I secolo a.C.)
    Chieti, Museo Archeologico Nazionale
  • Basilica Emilia,
    particolare della nuova illuminazione
     

IN COPERTINA 
Basilica Emilia
ULTERIORE particolare
della nuova illuminazione

Mappa

Dove e quando

Memorie di Roma. Gli Aemilii e la basilica nel Foro

  • Fino al: - 26 Settembre, 2010
  • Indirizzo: Curia Iulia, Foro Romano, Roma

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