Matteo Basilé in Thishumanity

di Elena Vannoni // pubblicato il 08 Dicembre, 2010

La Galleria Pack ospita la mostra "Thishumanity" di Matteo Basilé, romano classe 1974, considerato fra i maggiori esponenti dell'arte digitale europea per quella particolare fusione della cultura digitale con l'iconografia classica. Ne esce un'idea di ritratto ove la tecnica digitale viene usata per sviluppare una personale pittura contemporanea attraverso computer che permette di ampliare e dare profondità all'immagine.

L'attuale progetto - dopo questa prima tappa milanese proseguirà per il Sam, Singapore Art Museum - prende spunto da uno dei massimi capolavori del tardo gotico fiorentino, La Battaglia di San Romano di Paolo di Dono (detto Paolo Uccello, Firenze, 1397 - 1475) e a cui si ispirano le dieci fotografie di grandi dimensioni.
Il trittico, diviso fra la National Gallery, gli Uffizi e il Louvre, fu realizzato intorno al 1438, quando Lionardo Bartolini Salimbeni, committente dell'opera, sposò in seconde nozze Maddalena di Giovanni Baroncelli e, secondo tradizione, per tale evento, il Bartolini fece eseguire lavori di riallestimento della propria dimora con nuovi arredi e apparti decorativi.
Gli eventi verificatisi poco prima, probabilmente suggerirono a Lionardo l'interesse per il tema della battaglia di San Romano, avvenuta sei anni prima il 1° giugno 1432. Infatti, Cosimo il Vecchio era rientrato dall’esilio trovando la piena affermazione politica (1434); era morto Niccolò da Tolentino (1435) - nella guerra di Lucca era stato assunto dalla Balìa alla guida delle schiere fiorentine, dietro la presentazione del Medici, ed era considerato il principale artefice della vittoria di San Romano - infine era in corso la seconda campagna della guerra di Lucca (1437-1438).

Nei dipinti di Paolo Uccello tutto risulta essere immobile, pronto all'atto finale, è proprio questo ‘fermo immagine’, suddiviso in tre scansioni temporali, ad aver spinto Matteo Basilé a creare il frame successivo, lo scontro fisico tra popoli ed eserciti immaginari.
E se Paolo Uccello vi sperimenta per la prima volta tecniche prospettiche rivoluzionarie creando visioni multiple all’interno della stessa scena, le opere di Matteo Basilé sono costruite con tali regole prospettiche e realizzate attraverso tecniche fotografiche digitali di post produzione ambientate nel sud est asiatico dove da tempo vive e lavora.

Un'opera pensata al femminile, raccogliendo identità e storie di donne pronte allo scontro, donne protagoniste che lottano per l'indipendenza.
Si potrebbe definire una sorta di ‘Ratto delle Sabine’ al contrario, dove le protagoniste, anziché essere rapite, combattono tra loro per svelare e salvare la propria identità.
Una battaglia purificatrice di donne di razze e storie differenti che si affrontano per sfuggire a un destino che sempre più le fa assomigliare al sesso opposto. Spiega Basilé, "Il primo capitolo di questa serie di lavori è una battaglia al femminile: donne che combattono altre donne per ritrovare, in questo gesto estremo, l’identità ormai persa nel tempo. Identità femminile di donna, madre e poi guerriera…ma mai uomo.
 
È un omaggio alla donna e alla vita, un ritratto composto da 140 donne di nazionalità, età, credo e generazioni diverse che nel proprio insieme diviene il mio tributo alla femminilità
”.
Nel catalogo edito da Damiani tutte le opere, il back-stage del set balinese e alcuni testi sul progetto e l’opera dell’artista.

 

Dettagli

in foto:

Matteo Basilè
cinque particolari di
Thishumanity
(courtesy l'artista)

Mappa

Dove e quando

Matteo Basilé. Thishumanity

  • Fino al: - 29 Gennaio, 2011
  • Indirizzo: Galleria Pack , Milano, Foro Buonaparte 60

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