Massagrande. Scene d’Ungheria

di Gian Luigi Zucchini // pubblicato il 12 Ottobre, 2009

Nell’Esedra di Levante della Villa Manin a Passariano di Codroipo, è allestita una personale del pittore ed incisore Matteo Massagrande, nato a Padova nel 1959 e presente con frequenti mostre in Italia e all’estero. Artista conosciuto dunque, anche se non troppo noto al grande pubblico. 
Ed ecco che, appena entrati nell’Esedra, e soffermatici sui primi dipinti di Massagrande, si è colti da un moto intenso di gradevole stupore: all’improvviso, si cade nel silenzio assoluto dell’immagine, si penetra la desolata solitudine delle case, gli agglomerati alienanti delle periferie urbane di un’Ungheria ancora compressa dall’omologante regime sovietico, l’inquietante penombra dei cortili chiusi come cortili di un carcere desolantemente vuoto d’anima e di vita.

Ci vengono incontro, queste immagini, con il fascino e la suggestione dell’arte che sa cogliere la tristezza intrinseca delle cose e, anche nello squallore più assoluto, la nascosta poesia dell’intimità violata, della dolcezza nascosta. Alberi scheletrici alludono a campagne dimenticate, il grigiore dell’inverno incombe sui muri sbrecciati dei giardini, sulle zone industriali di Budapest, sui tetti sporcati di neve inquinata.

La desolazione di un Utrillo del nostro tempo, svolta con una cromia compatta, quasi monocroma, un gioco sfumato di ocra, violetto stemperato nel rosa, pallido oro in cieli soffusi di vapori nebbiosi. Il tema cambia nelle altre sale, dove più ariosa sboccia una primavera timida, sempre temperata nel colore, o nelle notti stellate: su questo tema, stupendi due dipinti del 2009: Poemetto della sera, nel notturno silenzio dei pioppi, una casa spenta nel silenzio, e la luna, accesa tra nebbie, nel cielo; e Notte ad Hajōs, dove sotto un cielo vastissimo si delinea una strada costeggiata da casette tutte uguali, senza luci, come disabitate, immerse nel grande silenzio notturno. Ma altre immagini poi si susseguono, invase da grandi cieli piovosi e temporaleschi, o da lande innevate, o da campagne sormontate da nubi chiare, grandi macchie bianche nel cielo, personificazione dell’aria entro meravigliose lontananze.

La tecnica di questo artista è sicura, forte, la pennellata ardita di impasti, spesso livellata a spatola, percorsa da grumi di colore. L’assenza di personaggi e di figure è costante, ma la capacità di ritrarle è innegabilmente evidente nei due soli esempi dove esse sono presenti: Da qualche parte in Ungheria (2007 – 2009) e Pianura di Izsàk (2009). Nel primo dipinto sono ritratti in primo piano, come se uscissero dalla tela, sei figure di contadini ungheresi, tre uomini e tre donne, di età diversa: volto rude, scavato dal sole e dal vento, vesti sobrie e pesanti, sguardo intenso e fisso allo spettatore: inquietanti.

Nel secondo un gruppo di buoi dalle corna lunate è accovacciato a terra, mentre alcuni animali si sono forse alzati da poco e sono in piedi o si chinano verso quelli accucciati: una massa oblunga e dolcemente modulata, che sembra una scultura orizzontale deposta sul verde dei prati deserti, sotto la vastità di un cielo amplissimo velato di nubi chiare, tra il bianco e il violetto.

Ecco, questo è Massagrande, pittore di qualità alte, che meraviglia per la sua modernissima figuratività: intensamente attuale per l’uso del colore, del pennello, della spatola, e per la straordinaria collocazione di immagini spesso abbellite da una luce opaca (come, ad esempio, nei molti dipinti di alberi), definite anche se immerse in una specie di informale naturalistico; ma anche emozionante per la poesia che sa trarre dalla tavolozza per restituirla sulla tela, per la suggestione del silenzio che sa cogliere mediante il colore e presentare poi con forme sfuocate, come immerse in un gioco di lenti sovrapposte, per cui i margini delle forme si lacerano sfrangiandosi in impalpabili emozioni visive.

Un artista da conoscere, che l’acume di Marco Goldin ha saputo individuare, cogliendone l’intensa capacità di comunicazione e presentandolo nella degnissima sede friulana, in contemporanea con i grandi capolavori dei maestri impressionisti che sfolgorano nei saloni settecenteschi della regale residenza estiva dei dogi di Venezia. 
Catalogo stampato da Linea d'Ombra Libri.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Matteo Massagrande
    Fattoria nella puszta, 2009
    tecnica mista su tavola
    cm 81 x 85
    collezione privata
  • Matteo Massagrande
    Il Tibisco d’inverno, 2009
    tecnica mista su tela
    cm 152 x 152
    collezione privata
  • Matteo Massagrande
    Grande pianura , 2009
    tecnica mista su tela
    cm 150 x 200
    collezione privata
  • Matteo Massagrande
    Albero fiorito, 2009
    tecnica mista su tela
    cm 152 x 152
    collezione privata

Mappa

Dove e quando

Massagrande. Scene d’Ungheria

  • Date : 25 Settembre, 2009 - 01 Novembre, 2009
  • Indirizzo: Villa Manin, Esedra di Levante, Passariano di Codroipo (Udine)
  • Sito web

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