Marilyn Monroe, mito di eterna bellezza

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 29 Maggio, 2010

Immersa nell’eterna immobilità della sua immagine di bellezza Marilyn Monroe è costantemente presente nella nostra vita quotidiana attraverso le immagini pubblicitarie, la moda, le arti e il cinema che continuano all’infinito a riproporne l’ideale di fascino inalterabile che rappresenta, spesso consegnata alla leggenda nell’indimenticabile abito bianco di Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder, come nel film di Nicolas Roeg Insignificance – La signora in bianco, dove la bionda dea di celluloide spiega e rivela ad Albert Einstein la famosa teoria della relatività. 

A quasi cinquant’anni dalla scomparsa, di lei restano i suoi film più belli, da A qualcuno piace caldo di Billy Wilder a Gli spostati di John Huston passando per Il principe e la ballerina di Laurence Oliver, ma nonostante alle nuove generazioni arrivi spesso solo un timido riflesso da cinema d’essai, anche i più giovani sanno riconoscerla pur senza aver visto i suoi film, perché l’immagine di Marilyn vive una propria esistenza, indipendente da quella che fu la sua arte in vita.

Di tutti i suoi amori sfortunati, tra matrimoni ufficiali e relazioni clandestine con importanti personalità politiche, del dolore di una vita segnata fin dall’infanzia per l’assenza di un padre e la follia della madre, del desiderio di realizzarsi come moglie e madre in aperto contrasto con una vita sempre alla ribalta e del suo disperato bisogno di essere amata resta solo polvere che il tempo ha finito per spazzare via. 

La giovane e fragile Norma Jean si è immolata come vittima sacrificale all’altare del mito Marylin Monroe, superando anche il ricordo, sempre più pallido e circoscritto alla Storia del Cinema USA, della bionda Jean Harlow che la giovane Norma sognava di emulare. Già quando era ancora in vita, la diva di Niagara era venduta e mercificata al pari di un prodotto commerciale, costruita e confezionata per incarnare i desideri del pubblico ed esser lanciata sul mercato come un bene di consumo, anche Andy Warhol l'aveva intuito ritraendola ripetutamente in serie nello stesso modo in cui dipingeva i suoi famosi barattoli di zuppa Campbell.

Una morte ancor oggi non del tutto chiarita nel susseguirsi degli eventi, tante le ipotesi di complotto della mafia o dei servizi segreti nonostante la versione ufficiale ne abbia certificato il suicidio, è giunta prematuramente a fissare la sua bellezza nel momento di massimo splendore, risparmiandole il naturale decadimento fisico del vivere e trasformando la donna con le sue fragilità in un’icona pop, ideale di bellezza femminile per eccellenza, che resiste allo scorrere impietoso del tempo entrando nel mito e consegnandosi all’eternità. 

Il prossimo 1° Giugno sarà inaugurata una Mostra allestita dalla Fondazione Art Museo presso la Villa Ponti ad Arona intitolata Marilyn Monroe: Arte della Bellezza. L’esposizione che resterà aperta al pubblico fino al 28 Novembre 2010, è stata ideata da Carlo Occhipinti con la collaborazione artistica di Massimo Ferrarotti e presenta oltre un centinaio di opere tra dipinti, sculture e fotografie di famosi artisti internazionali.

Oltre all’esposizione della serie completa delle dieci Marilyn di Andy Warhol del 1962, la Mostra si apre con una galleria di cimeli provenienti da alcuni set dei suoi film più famosi e propone un’ampia sezione dedicata alle opere del maestro Mimmo Rotella che riunisce per la prima volta tutti insieme trenta décollages dedicati a Marilyn Monroe, alcuni di grandi dimensioni, realizzati dall’artista a partire dagli anni ’60. Fa parte di questa sezione anche il ciclo di dieci opere del 2005 intitolato Marilyn, bellezza eterna che vede ogni pezzo accompagnato da una poesia di Alda Merini.

Ah, la bellezza eterno firmamento. / E tu alla finestra, che guardi all’aria / tutte le strade dell’universo. / Se dormi vedi che la morte / trionfa nel cuore.” Alda Merini

Completano questa sezione le elaborazioni foto-serigrafiche di Giuliano Grittini, artista milanese noto per aver collaborato con Rotella ed esser stato molto amico di Alda Merini della quale ha realizzato molti ritratti fotografici. Il percorso espositivo prosegue con una vasta collezione di realizzazioni contemporanee dedicate alla diva, opera di Francesco Bruscia, Enzo Fiore, Debora Hirsch, Carlo Pasini, Omar Ronda, Giorgio Sorti e molti altri. Tra esse spicca la scultura a grandezza naturale di Domenico Neri che riproduce l’indimenticabile alzarsi del vestito bianco in Quando la moglie è in vacanza e la cui copia si trova esposta in modo permanente davanti al Museo del Cinema di Hollywood.

Chiude la rassegna una sezione intitolata The last sitting che raccoglie venticinque immagini fotografiche realizzate dal fotografo e amico di Marilyn Bert Stern nel 1962, pochi mesi prima della scomparsa dell’attrice. Un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Art Museo è stato realizzato a corredo dell’esposizione con contributi critici di Alda Merini, Serena Ferrando, Vincenzo Mollica e Massimo Ferrarotti, più una vasta documentazione biografica a cura di Carlo Occhipinti.

Marilyn se n’è andata, ma è ovunque. Le stelle muoiono, ma la loro luce dura per sempre.” Bert Stern

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Bert Stern,
    Vogue, 1962,
    71,5 x 60 cm
  • Bert Stern,
    Marilyn, 1962,
    55,5 x 45,5 cm
  • Mimmo Rotella,
    Il Mito, 2004,
    collages
    140x100 cm
  • Mimmo Rotella
    L’attesa, 2004
    collages
    97x70 cm

 


IN COPERTINA
Particolare di
Mimmo Rotella
Spirito allegro, 2005
50 x 70 cm
con poesia di Alda Merini


Info

Mappa

Dove e quando

Marilyn Monroe: Arte della Bellezza

  • Date : 01 Giugno, 2010 - 29 Novembre, 2010
  • Indirizzo: Fondazione Art Museo - Villa Ponti, Arona, via San Carlo 93

Salva l'evento nel calendario (formato iCal)