Marco Romano e il contesto artistico senese fra ‘200 e ‘300

di Elena Vannoni // pubblicato il 07 Aprile, 2010

Casole d'Elsa, piccola frazione del territorio senese, ci regala l'opportunità di compiere un tuffo nel passato, nel periodo tra la fine del ‘200 e gli inizi del ‘300 dove si affacciò uno dei protagonisti della scultura italiana del Medioevo, Marco Romano.

Il contesto artistico senese già molto ricco prima dell’arrivo dello scultore si pone soprattutto in contrasto piuttosto che in sintonia con l’attività di Marco, basata sull’affermazione di una moderna scultura che contiene il meglio del classicismo gotico d’oltralpe presupponendo la conoscenza della statuaria antica e mettendo le basi per la nascita di una nuova capacità di rappresentazione del reale e dei caratteri individualizzanti propri del ritratto.

L’esposizione che rappresenta un omaggio all’attività dello scultore, ha sede proprio a Casole d’Elsa presso il Museo Civico Archeologico e della Collegiata della Cittadina Toscana dove sono conservati sia il Monumento a messer Porrina che una straordinaria Testa marmorea di Profeta acquistata di recente dal Comune per il Museo Civico ed esposta al pubblico per la prima volta.
Un’altra importante opera attorno alla quale ruota la rassegna, curata da Alessandro Bagnoli, è il monumento funebre del vescovo Tommaso Andrei scolpito da Gano di Fazio e completato da un’epigrafe alla quale Marco si ispirò nel realizzare quella presente nel San Simeone di Venezia.
Tra le opere da segnalare il Crocifisso ligneo dipinto, oggi conservato nel Museo di Colle di Val d’Elsa ma proveniente dalla chiesa di Radi di Montagna, nonché un altro inedito Crocifisso ligneo dipinto della chiesa dell’Osservanza di Montalcino che il restauro ha rivelato come opera strettamente legata a Marco Romano.
Giungono poi da Venezia due sculture marmoree dell’Angelo annunciante e della Vergine annunciata provenienti dall’altare maggiore della Basilica di San Marco.

L’allestimento della mostra comprende tutta una serie di opere che permettono al visitatore di “calarsi” nell’ambiente artistico dove lo scultore si trovò ad operare nell’ambito dell’attività senese, confrontandosi con sculture di Giovanni Pisano (dallo straordinario Crocifisso ligneo dei Musei Statali di Berlino, alla Testa virile barbata “Meichisedec”, proveniente dalla fontana maggiore di Perugia e conservata nella Pinacoteca di Volterra) e sono inoltre presenti alcune opere di Tino di Camaino, Agostino di Giovanni, Goro di Gregorio, che caratterizzano il periodo immediatamente successivo alle esperienze senesi di Marco Romano sviluppando nuovi linguaggi espressivi.

Per l’occasione sono stati effettuati importanti restauri che hanno interessato il monumento del Porrina e ora sappiamo che la sua ubicazione era in stretta connessione con l’entrata della cappella Albertini dove erano conservate le spoglie mortali dell’insigne giurista Porrina e del fratello Ranieri.
Importante è inoltre la presenza di essenziali testimonianze di pittori legati alla cultura di Duccio di Buoninsegna e che fanno da corona alle figurazioni a fresco presenti nel Monumento del vescovo Andrei, soprattutto a quelle tornate in luce nel recupero della cappella funebre Albertini.
Il museo che ospita questa interessante iniziativa ha sede nell’antico Palazzo della Prepositura ed è stato suddiviso in due collezioni, quella archeologica e quella storico-artistica integrata dalle opere dell’attigua Collegiata di Santa Maria Assunta.
Per l’occasione è stata disallestita la Pinacoteca che comprende un nucleo di dipinti provenienti prevalentemente dalla collegiata e dalle chiese del luogo, formatosi a partire dagli anni sessanta e organizzato per la prima volta nel 1988, in occasione della mostra “Casole d’Elsa e il suo territorio”.
Inaugurato nel 1996, il museo ha dedicato buona parte dello spazio al settore archeologico che si compone di tre sale con tre distinte collezioni che consentono ai visitatori di ripercorrere la storia del popolamento di questo ricchissimo territorio. 
Il percorso ideato è il risultato di una raccolta che intreccia, separatamente ma in uno stesso edificio, oggetti appartenenti al patrimonio storico-artistico e reperti archeologici rinvenuti sul territorio e si conclude con una visita alla Collegiata attigua, in cui spiccano il capolavoro dello scultore trecentesco Marco Romano (messer Porrina), il monumento funebre al vescovo Tommaso Andrei di Gano di Fazio, tre tele di Rutilio Manetti e la Maestà duccesca commissionata da Beltramo e Ranieri Aringhieri e posta nella cappella di famiglia.
In particolare l'itinerario muove dall'antico Palazzo della Prepositura,sede del Museo Civico e della Collegiata di Casole d'Elsa, prosegue a La Suvera (una villa presso Pievescola), che custodisce la prestigiosa Collezione delle nobili famiglie Ricci e Massimo, per concludere a Colle di Val d'Elsa nell'antico Palazzo dei Priori, oggi adibito a Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Panorama Casole d'Elsa
  • Locandina mostra
  • Marco Romano
    Profeta giovane - particolare del Monumento Sepolcrale di Bernardino degli Albertini detto "Messer Porrina" 
    primo decennio del Trecento
    marmo
    Casole d'Elsa, Collegiata
  • Logo Casole d'Elsa

     

La mostra è aperta tutti i giorni
dalle ore 11 alle 19
Visita alla Collegiata di Santa Maria Assunta
tutti i giorni: 9-12 e 16-20
(le visite sono sospese durante le celebrazioni)

Mappa

Dove e quando

Marco Romano e il contesto artistico senese fra Duecento e Trecento

  • Date : 27 Marzo, 2010 - 03 Ottobre, 2010
  • Indirizzo: Museo Civico, Archeologico e della Collegiata, Casole d'Elsa, piazza della Libertà 5
  • Sito web

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