Marche, work in progress: fermenti artistici a Cupra Marittima

di Cecilia Limpido // pubblicato il 20 Gennaio, 2010

Ancora un appuntamento da non perdere per gli amici del centro Italia. Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, riprende la programmazione della rassegna “Marche Centro d’Arte”, mini ciclo di tre mostre ospitato, fino al 14 febbraio, dalla Galleria Marconi di Cupra Marittima. Quattro gli artisti coinvolti nella prima esposizione: Roberto Chicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, tutti marchigiani, ma ognuno presente con tecniche e linguaggi differenti.

"Distanziarsi dal momento presente per rileggere il vissuto. Un procedere che non segue una successione lineare, ma percorre strade anomale dove il prima e il dopo si trovano ad esistere nel medesimo istante" questo, secondo la curatrice Cristina Petrelli, il percorso comune ai diversi lavori esposti. Il fluire del tempo e una memoria a sbalzi, involontaria e imprevedibile, costituiscono il fil rouge di un itinerario nell’arte locale.

Gli scatti fotografici di Roberto Chicchinè appartengono tutti al mondo della memoria. I soggetti, legati all’esperienza diretta e alla sfera affettiva dell’artista, sono avvolti da una fiamma che non li riduce in cenere ma ne preserva la leggibilità. Si tratta di un fuoco salvifico, dotato di un potere purificatore. In Prossimità e distanza il passato non viene dimenticato, ma “sacrificato” in senso propiziatorio. Ogni soggetto sembra rimandare a tappe obbligate dell’esistenza: il bouquet, ad esempio, sottolinea il legame profondo del matrimonio e la sua importanza nella vita delle persone. Così gli elementi di questi lavori creano una sorta di “mappa emotiva”.

Lo stesso avviene nel video, Permeato, di Armando Fanelli: lettere, segni e parole si incontrano su un corpo nudo, tanto da trasformare il torso umano in un vero e proprio foglio di carta. L’epidermide, come suggerisce il titolo stesso, diventa una membrana che viene attraversata indipendentemente dalla volontà dell’individuo, mentre l’insieme di situazioni e nomi scritti su di essa rappresentano l’infinita complessità dei rapporti umani. Soltanto il confine poroso della pelle può consentire il tracciato di questa seconda mappa emotiva.

Le sculture femminili di Niba, dotate di una bellezza artificiale e perfetta, sono donne prive di occhi, il cui corpo è imprigionato in aderenti tute di latex: impossibile distinguere il confine tra pelle e tessuto. Si tratta di figure che oscillano tra un immaginario erotico e un’estetica fetish. In White in the mirror e in Red in the mirror l’espediente dell’effetto speculare non consente di capire quale delle due immagini abbia generato l’altra: il gioco della duplicazione sembra rivelare il carattere effimero dell’apparenza.

Nella video animazione di Ivana Spinelli tutto ciò che fa parte della vita quotidiana si alterna rapidamente sullo schermo, così come nella pubblicità gli oggetti utili e quelli totalmente inutili sembrano equivalenti. Nel grande disegno Perfect Home, pentole, spazzole, vasi e bottiglie danno vita a un’inquietante spirale che termina in una macchia d’inchiostro scuro a forma di teschio. Il moto centrifugo di queste immagini evidenzia tutta la loro natura transitoria e li pone in una dimensione liminare tra affermazione e scomparsa, tra esistenza e incertezza.

Dal singolo oggetto all’insieme di icone della quotidianità, dall’aspetto esteriore della pelle all’epidermide come membrana portatrice di senso, i lavori della mostra toccano una vasta gamma di tecniche e significati. Il tutto oscilla tra il prima e il dopo, tra apparire e sparire, in un costante divenire che sembra prendere forma solo nel momento presente.

 

Dettagli

DIDASCALIE

  • Roberto Chicchinè, Scarpe
  • Armando Fanelli, Permeato
  • Niba, White in the mirror
  • Ivana Spinelli, Perfect home

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 14 Febbraio, 2010
  • Indirizzo: corso Vittorio Emanuele, 70 Cupra Marittima (AP)
  • Sito web

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