Magia arazzi

di Cinzia Colzi // pubblicato il 07 Giugno, 2010

"Niente può essere più bello
di un arazzo usato propriamente
"
(Wharton and Codman - The Decoration of Houses, 1897)


Frequentavo le elementari, mancavano pochi giorni alla riapertura delle scuole, qualche settimana prima che la forza dell'Arno mettesse in ginocchio Firenze, quando vidi per la prima volta i monumentali arazzi e mi venne raccontata la storia dell'arazzeria medicea.
Stupore, incredulità, bellezza...
Una passione cresciuta negli anni, restando incantata, ora come allora, di fronte a quella particolarissima arte - il cui reale valore è stato recuperato nella sua interezza sul finire del diciannovesimo secolo - approcciandomi ancora con la stessa fanciullesca curiosità, esattamente come quando ho fatto modificare due pareti per dare massimo risalto all'arazzo che fa da testata al mio letto.

Potrei raccontare storie di panni straordinari insieme ai personaggi a cui sono appartenuti o quello che gli arazzi sono stati come rappresentazione del ruolo sociale, degli studi sui soggetti, disegni e cartoni, spiegare di "orditi" e "tensioni", diritti e rovesci, lavaggi e tecniche di restauro, tinte e cimose... però, per farvi apprezzare tutta la loro magia, posso solo suggerire di cominciare andando a osservarne attentamente di bellissimi, tipo quelli esposti a Mantova, a Palazzo Te, di cui vi ha riferito Elena in marzo.
Ancora tre settimane per non perdere Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano che, curata da Guy Delmarcel, tra i massimi esperti europei del settore, in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni, offre la possibilità di ammiare, uno accanto all'altro, con testimonianze documentarie, trentaquattro degli arazzi appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento.

Iniziando a fine Trecento, i signori di Mantova furono fra le prime grandi famiglie italiane a collezionarli e il più appassionato certamente il marchese Lodovico II (1444-1478) per il quale Rinaldo Boteram di Bruxelles lavorò come arazziere e venditore di opere fiamminghe, mentre l'arazzo con l’Annunciazione conservato a Chicago è la sola testimonianza dell’attività delle botteghe locali del periodo. Purtroppo, il trascorrere del tempo non ci ha lasciato esemplari di quelli inventariati nel 1483 fra i beni del cardinale Francesco.

Se scarseggiano le informazioni sulla natura della raccolta di arazzi di Federico II, le fonti d’archivio hanno fornito un buon numero di notizie su quelle dei fratelli minori documentando la predominanza di arazzi di soggetto religioso nella collezione del cardinale Ercole e di temi laici e legati alle arti militari in quella di Ferrante.
Grazie a Federico II arrivò a Mantova Nicolas Karcher e fu Ercole a raccogliere il merito lascito del fratello maggiore, continuando la protezione all’arazziere, commissionando i capolavori tessuti nella sua bottega. Karcher, lasciata Ferrara si trasferì appunto a Mantova nel 1539 e vi tornò nel 1553 dopo i nove anni trascorsi a Firenze.
Purtroppo la serie di arazzi con i Puttini iniziata da Karcher per Federico II non fu mai portata a termine, ma servì come punto di partenza per quella commissionata da Ercole oltre a fonte di ispirazione per una seconda versione eseguita in seguito per Ferrante.

Inoltre, i cartoni per gli arazzi con i Puttini di Ferrante furono rimessi in opera per tessere una nuova edizione della serie per il cardinale Granvelle e la produzione mantovana di gioielli tessili di Karcher fu conosciuta in tutta Europa.
I tre Gonzaga furono anche ottimi clienti delle maggiori arazzerie fiamminghe dell'epoca e molte di quelle opere commissionate è sopravvissuta insieme a conti e inventari che ne documentano il percorso di ciascuna serie nei passaggi generazionali.
Solo alcuni arazzi della serie con i Puttini di Ercole sono giunti a noi e si trovano tra Milano, Lisbona e Compton Wynyates e quelli tessuti con i filati più raffinati permettono di attribuire il disegno della serie a Giulio Romano.

Invece, la serie di arazzi con i Puttini eseguita per Ferrante è rimasta intatta ed è esposta in una galleria costruita per ospitarla nella villa Marzotto a Trissino.
La seconda edizione di questa serie, tessuta per il cardinale Granvelle, è conservata in parte a Madrid.
Negli anni novanta del Novecento il Musée de la Renaissance a Écouen ha acquistato altri due panni della serie delle allegorie del Fructus Belli commissionata da Ferrante Gonzaga.

Quando il 12 febbraio 1490, Francesco II Gonzaga e Isabella d'Este si sposarono e una spettacolare serie di arazzi dedicata alla Guerra di Troia, prestata dalla corte dei Montefeltro d’Urbino, fece da sfondo alla cerimonia nuziale, c'è da supporre non immaginassero minimamente l'apprezzamento poi riservato dai loro figli.
Da queste semplici "pillole" una storia affascinante e spero davvero di iniziarvi al piacere della scoperta in mostra e poi, a casa, nel catalogo Skira.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Manifattura di Bruxelles
    Enea: Incontro di Enea e Didone
    Arazzo
    475 x 535 cm
    Milano, Civiche Raccolte d’Arte Applicata,
    Castello Sforzesco
  • Manifattura di Bruxelles
    Cefalo e Procri: La morte di Procri
    Arazzo
    353 x 444 cm
    Città del Vaticano, Musei e Gallerie Pontificie
  • Bottega di Nicolas Karcher
    Mosè: Mosè riceve le tavole della legge
    Arazzo
    373 x 265 cm
    Milano, Museo del Duomo
  • Bottega di Willem de Pannemaker
    Puttini: Il caprone
    Arazzo
    390 x 473 cm
    Trissino (Vicenza),
    Fondazione Progetto Marzotto
  • Bottega di Giulio Romano
    Danza dei Puttini
    Disegno a penna, inchiostro diluito e biacca su carta marroncina
    38 x 29 cm
    Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  • Bottega di Willem Dermoyen
    Mosè: Gli ebrei danno i loro tesori d’argento a Mosè
    Arazzo
    340 x 350 cm
    Châteaudun, château de Châteaudun,
    Centre des Monuments Nationaux


IN COPERTINA
un particolare di
Bottega di Jehan Baudouyn
Fructus Belli: Il convito degli ufficiali
Arazzo
365 x 812 cm
Écouen, Musée national de la Renaissance

Mappa

Dove e quando

GLI ARAZZI DEI GONZAGA NEL RINASCIMENTO. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano

  • Fino al: - 27 Giugno, 2010
  • Indirizzo: Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te, Mantova, viale Te
  • Sito web

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