MAGa davvero interessante
di // pubblicato il 24 Aprile, 2010
Penso sia giusto parlare prima di tutto del nuovo logo della Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella di Gallarate, ideato da Titta Fabiani, che ha il merito di incuriosire anche per l’acronimo messo nella parte centrale: MAGa, parola che risveglia di sicuro ricordi simpatici.
Il neopresidente Angelo Crespi racconta "E' stato elaborato un logo che fosse semanticamente corretto e memorabile visivamente" e, così com'é, vuole ricordare un ingranaggio in onore all'imprenditoria locale.

Poiché l’interpretazione è libera, io ci vedo, molto più volentieri, l’allargarsi a macchia d’olio delle conoscenze e della cultura prodotta dal MAGa, che poi ritornano alla base ingrandendone l’immagine pubblica. Sono troppo fantasiosa? Però così mi piace di più. Il nuovo edificio, nato dall’iglobamento di un vecchio relitto industriale in una nuova struttura arcuata, risulta, guardandolo nel suo complesso, interessante. Questa struttura è firmata dall’architetto Maria Luisa Provasoli (il primo lotto) e da Permichele Miano e Carlo Moretti (il secondo lotto) che hanno lavorato seguendo il progetto museologico dello Studio Pandakovic e Associati.
Devo riconoscere che sono andata a visitare il nuovo Museo d’Arte di Gallarate con qualche dubbio sulla possibilità di vedere opere interessanti, anche perché, ormai molto spesso, nelle locandine vengono messi i nomi degli artisti che sono importanti per attirare il pubblico, ma in realtà le opere esposte sono soprattutto di molti altri.

E invece la mostra di apertura “Il mistico profano. Omaggio a Modigliani” è stata una vera sorpresa perché sono davvero tutte opere del mitico artista e se si pensa che Modigliani mi piace moltissimo è facile capire il mio entusiasmo.
Il percorso di questa esposizione è realizzato per aiutare a scoprire come è maturata in Amedeo Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920) la ricerca estetica che lo ha portato a diventare davvero unico, caratteristico e dalla pennellata innovatrice, dietro la quale si sentono ancora le sue radici che affondano nel postromanticismo. Sicuramente è il vero erede della tradizione ottocentesca, dei macchiaioli ma con timbri, punti di vista e composizioni uniche e molto personali.
La sua formazione è stata poliedrica perché, dopo avere studiato con Micheli, allievo di Fattori, andò all’Accademia di Firenze (1902) e, l’anno successivo, a Venezia; qui conobbe la maniera di porre le figure tipica di Klimt e, nel 1906 si stabilì a Parigi. Questi sono gli anni della grande rivoluzione estetica che porterà il futurismo, il cubismo, il surrealismo per arrivare alle sperimentazioni dada: insomma un bel crogiuolo di idee, di filosofie e di esperienze che hanno coinvolto e cambiato i gusti degli artisti e dei collezionisti.

In quegli anni vivere a Parigi voleva dire godere di un clima intellettuale molto vivo e frizzante che permetteva di godere, nella miseria più nera e nel lusso più sfrenato, dei vantaggi e degli svantaggi che possono venire dati, agli intellettuali e agli artisti, dagli abusi.
E’ una specie di non-senso, che ha generato i fervori geniali che conosciamo. Amedeo, pur frequentando tutti i vari artisti, non ha mai aderito a nessun movimento perché è rimasto fedele a se stesso, alle sue radici italiane completamente rivisitate, è vero: i ritratti che fa rispecchiano una profonda ricerca psicologica e, soprattutto, ha l’eccellente capacità di descrivere una persona usando linee, tecniche e colori per allora davvero inusuali.

I suoi disegni entusiasmano per la scioltezza della mano che andava con sicurezza a tracciare veloci e sciolte righe sul foglio, definendo un nudo o un volto con pochi tratti. Naturalmente per rendere il più possibile completo e esaustivo questo omaggio al grande maestro sono esposti anche molti documenti (in originale) quali lettere e scritti autografi, fotografie e materiali di studio che aiutano a capire la personalità e l’arte di Modigliani perché inquadrano l’epoca e gli ambienti che lo hanno aiutato a formarsi e a crescere.
Come succede spesso in occasione di mostre così importanti sono state predisposte molte attività collaterali e per saperne di più basta andare nel sito
E’ necessario andare a Gallare entro il 19 giugno se ci si vuole rallegrare lo spirito godendo alla vista di tante belle opere, tutte riportate sull’interessante catalogo Electa Mondadori, dove sono stati inseriti molti scritti critici che aiutano, proprio per merito di questi interventi intelligenti, a percepire meglio l’evolversi di Modigliani.