Navi leggere attraccano nell’orto
di // pubblicato il 05 Agosto, 2009
La costa Apuana in estate si anima ed ospita una quantità di eventi: data la nostra presenza in zona in occasione del Lunatica Festival 2009, che si svolge a Carrara e riferito in luglio, abbiamo deciso di esplorare ulteriormente questa parte della costa Toscana in cerca di altre occasioni interessanti per gli appassionati d'arte e cultura, ma avventurandoci al di fuori dei grandi circuiti di eventi . “Sconfinando” quindi nel comune di Pietrasanta ci siamo imbattuti nell'originalissimo spazio espositivo di Poliàs Arte, che ospita fino al 6 Settembre Navi leggere & Libertà, la personale dell'artista Michelangelo Barbieri.
La sede dell'esposizione è un magnifico spazio all'aperto situato in campagna ma nelle immediate vicinanze di Pietrasanta, e costituito da un orto – che già di per sé è un'opera d'arte – e da un giardino, nei quali sono esposte le opere. Già all'ingresso, accanto ai filari di alberi di kiwi è possibile ammirare i primi pezzi: siamo infatti immediatamente accolti dalle suggestive imbarcazioni di Barbieri, che danno il titolo alla mostra attualmente in corso e svettano verso l'alto con una leggerezza sognante e surreale. Poco oltre, lasciandosi alle spalle ordinate coltivazioni di melanzane, zucche e cocomeri si giunge al giardino, dove in un ampio prato si possono ammirare le altre creazioni dell'artista, circondate da alberi da frutto e che al calar del sole acquistano ulteriore fascino grazie ad un'illuminazione studiata appositamente.

Uno spazio così suggestivo si rivela essere la cornice ideale per le opere di Michelangelo Barbieri, giovane artista bolognese che alterna la scultura all'attività di scenografo. Dopo aver esordito con serie di opere dedicate rispettivamente a “Ponti”, “Fari” e “Case”, l'artista sviluppa coni lavori più recenti il tema della nave. In questa sede possiamo ammirare anche i pezzi originariamente concepiti per la celebrazione del 25 Aprile e che hanno come tema la libertà: ecco allora barchette di rame, leggere come quelle di carta costruite dai bambini, che cercano di affrancarsi da pesanti supporti di ferro che le fissano a terra, e che sospinte dal vento ci sovrastano, in cerca di una liberazione che speriamo possibile.

Il percorso prosegue con la serie delle navi composte di materiali diversi che si fondono per dar luogo a oggetti dalle linee pulite, colori neutri e dettagli grafici che le rendono molto simili a delle illustrazioni che hanno magicamente preso vita uscendo da un libro per ragazzi. Si tratta di navi in legno, che solcano un mare immaginato e sovrastato da nuvole che si confondono con il fumo che esce dai comignoli: lo scafo mostra quasi sempre un'apertura, che contiene altre barche, nuvole, maniche a vento o addirittura un cuore, fenditure che sembrano finestre su altri mondi, suggerendo altri punti di osservazione e una realtà diversa oltre le apparenze.
Altre navi, altrettanto suggestive, sono infatti solo suggerite da scheletri di metallo che ne ricalcano la forma, costituendo una sorta di illusione ottica. Anche in questo caso lo scafo racchiude al suo interno altri elementi e ancora una volta le nuvole in rame e gli immancabili fumaioli danno qualche indizio sul movimento. Sì perché le navi di Barbieri sono tutte in movimento: per liberarsi da un peso che è oppressione, o solo per raggiungere nuovi approdi, non sono mai statiche e forse per questo un gigantesco faro è stato posto in mezzo alle imbarcazioni per orientarne le rotte.
I materiali stessi suggeriscono un'idea di cambiamento: si tratta spesso di materiali di recupero ai quali l'artista conferisce una nuova vita, sicuramente diversa da quella per la quale erano stati concepiti; in particolare molte opere sono in legno, ottone e rame, particolarmente soggetti all'usura del tempo e, nel caso dei metalli, all'ossidazione che ne cambierà per sempre colore e consistenza. Con l'esposizione all'aperto, l'aspetto del materiale e dell'intera opera varia non solo in base all'azione degli agenti atmosferici che modificano la materia, ma anche in base all'ora del giorno e alla presenza di vento che sposta alcuni elementi mobili, come le barchette in cerca di libertà alle quali l'aria restituisce il movimento delle onde, o le nuvole che girano attorno al faro.

Mariella Poli, la creatrice e animatrice di questo spazio, accoglie i visitatori in un luogo magico che è insieme un'originale galleria all'aperto e un punto di incontro informale per un pubblico il più possibile vasto e diversificato, dove ammirare opere d'arte, certo, ma anche sedersi e discutere al fresco nel verde di una campagna toscana non “da cartolina”, ma al contrario vissuta e coltivata con dedizione quotidiana. Si tratta di un progetto realizzato grazie all'esperienza della curatrice, che per ben 16 anni ha gestito la propria galleria nel centro di Pietrasanta e che oggi è anche editrice di libri e cataloghi d'arte: con Poliàs Arte continua l'attività di gallerista, esponendo periodicamente nell'orto già citato e curando mostre di scultura in varie parti d'Italia. Nel periodo estivo lo spazio all'aperto sarà visitabile ad ingresso libero dal Giovedì alla Domenica, dalle 19 alle 23 e ospiterà anche eventi a numero limitato e su prenotazione.