Maestri Veneziani e Fiamminghi si confrontano al Bozar

di Cinzia Colzi // pubblicato il 23 Marzo, 2011

Con tante mostre visitate in passato, nelle scelte attuali sono predominanti gli autentici progetti culturali uniti alla novità dell'idea, come quella del Bozar di Bruxelles, che ha allestito un percorso volto a relazionare le reciproche influenze pittoriche, tra Fiandre e Veneto, dal XV al XVIII secolo.
Intrecciando rapporti basilari alla creazione di un'Europa, che andavano oltre la geografia, il confronto passa attraverso quindici capolavori del Museo delle Belle Arti di Anversa e una delle più belle collezioni di dipinti veneziani, quella dell'Accademia Carrara di Bergamo (attualmente chiusa per restauri, parte del patrimonio è stato apprezzato a Roma al Chiostro del Bramante).
In quattro secoli di influenze e contatti, attraverso scambi marittimi e commerciali tra nord e sud del continente, le due scuole pittoriche contribuirono a plasmare l'arte occidentale e a dar vita a una prima forma di identità europea.

Tralasciando "contaminazioni" fiorentine di cui vi ho già riferito in passato, la mostra focalizza il legame tra l'arte veneta e fiamminga avendo, la Serenissima, mantenuto con le Fiandre contatti regolari così da influenzare reciprocamente anche i pittori che, pur percorrendo linguaggi stilistici diversi poi divergenti (i fiamminghi fanno riferimento alla tradizione pittorica romana e solo nel XVII secolo, con Rubens, riscopriranno anche la scuola veneta), furono coinvolti nei rapporti con Bruxelles, Bruges e Anversa.
Curato da Giovanni Federico Villa, organizzato da Bozar e Accademia Carrara in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, il confronto di due scuole in due territori distanti solo in termini chilometrici. Quattro secoli in un suggestivo percorso cronologico diviso in quattro sezioni che sviluppano quattro grandi temi per illustrare punti di contatto, formazione ed emulazione: il ritratto, i santi nell’ambiente naturale, il sacro e il profano, le viste panoramiche.

Solo qualche pillola, poi lascio al Curatore il racconto di questa bella storia.
Nel Quattrocento, con la nascita del ritratto e della pittura devozionale, Bellini influenza Van Eyck (che a sua volta "esporta" il suo naturalismo). A confronto anche Pisanello e il "maestro delle passioni" Rogier Van Der Weyden.
Nel Cinquecento, i paesaggi e l’opera devozionale più matura dei Veneziani che si emancipano dalle tecniche dei primitivi fiamminghi. Tiziano, Tintoretto, Veronese fanno esplorare il colore e illuminano i paesaggi di Joachim Patenier.
Nel Seicento irrompe il sensuale nella pittura sacra e profana di Rubens, Padovanino e, successivamente, Tiepolo.
Nel Settecento a Venezia gli stili proliferano, dal vedutismo di Canaletto allo sfaldamento delle forme e le malinconiche penombre di Francesco Guardi, che influenzano i numerosi imitatori degli eccessi di Jacob Jordaens.

Considerazione finale uscendo dalla mostra con domanda divenuta scontata: come sarebbero potute essere le due Scuole l'una senza l'altra?

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI 

  • Giovanni Bellini
    (Venezia, 1433? - Venezia, 1516)
    Ritratto di giovane (part.) ca.1475-80
    Bergamo, Accademia Carrara
  • Jacob Jordaens
    (Anversa, 19 maggio 1593 – Anversa, 18 ottobre 1678)  
    Bacchus (detail), 17th Century
    KMSKA© Lukas |Art in Flanders vzw



Catalogo edito da
Silvana Editoriale e Bozar Books

Mappa

Dove e quando

Maestri Veneziani e Fiamminghi Bellini, Tiziano, Canaletto – Van Eyck, Bouts, Jordaens

  • Fino al: - 08 Maggio, 2011
  • Indirizzo: Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, 23 Rue Ravenstein 1000 Bruxelles
  • Sito web

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