Madonne rinascimentali al Quirinale
di // pubblicato il 17 Maggio, 2011
Dal 1989 (anno della sua fondazione) ad oggi l’Arpai, Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano, ha curato e finanziato il restauro di quasi duecento opere d’arte, intervenendo su dipinti, architetture, sculture, oreficerie, libri e ceramiche. Per celebrare i traguardi raggiunti in oltre venti anni di attività l’associazione ha organizzato, assieme alla Presidenza della Repubblica Italiana, la mostra Madonne rinascimentali al Quirinale. L’intervento di Arpai per la conservazione del patrimonio artistico italiano, curata da Louis Godart e visitabile gratuitamente, fino al 19 giugno, nella Sala delle Bandiere del palazzo del Quirinale.

Andando a cercare tra i restauri realizzati nelle varie regioni italiane, l’Arpai ha scelto otto capolavori, otto declinazioni sul tema della Madonna con Bambino. Il prototipo è rappresentato dal gruppo di proprietà del Vescovado di Fiesole: si tratta di una terracotta policroma databile ai primi anni del Cinquecento e riscoperta casualmente nel corso di un sopralluogo nel palazzo vescovile di Fiesole. Il restauro del gruppo statuario, curato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e finanziato dall’Arpai, ha messo in luce l’ottima fattura dell’opera, per la quale è stata addirittura avanzata l’attribuzione a Filippo Brunelleschi. Dal modello di Fiesole derivano in maniera evidente gli altri esemplari, tutti quattrocenteschi, presenti in mostra, dal gruppo opera di Lorenzo Ghiberti (dal Museo del Bargello) a quello proveniente dalla chiesa di San Cristoforo a Siena, passando per l’esemplare conservato nel fiorentino Palazzo Davanzati fino ad arrivare agli ultimi due, prestati da privati collezionisti.

Oltre a quelle già citate, l’esposizione propone altre due opere, stavolta cinquecentesche e prodotte nell’ambito della bottega di Jacopo Sansovino: la prima, un altorilievo in terracotta monocroma databile al 1555 circa, è con tutta probabilità realizzata dallo stesso Sansovino per la villa Garzoni di Pontecasale (Pd), edificio per il quale l’architetto e scultore cura anche il progetto. La seconda opera è invece un singolare e raffinatissimo rilievo in cartapesta prodotto nell’atelier dell’artista, attualmente conservato nel Museo del Cedenese di Vittorio Veneto.