Machiko Kodera: il ritmo flessuoso del vento

di Elisa Bergami // pubblicato il 02 Maggio, 2010

Un colpo di fulmine, una storia iniziata negli anni ’80 e ancora solida: Machiko Kodera e Roma, il Giappone e l’Italia. Un incontro tra due culture, tanto distanti geograficamente quanto affini nelle mani dell’artista; è questo che si esprime in una serie di sculture ospiti dal 30 aprile al 27 maggio 2010 presso Palazzo Venezia a Roma. I Nuovi Spazi Espositivi al Pianoterra, recentemente ristrutturati e aperti al pubblico permettono, infatti, di entrare in contatto con più di un ventennio (dal 1986 al 2009) dell’attività creativa dell’artista nipponica, aprendo ai più una dimensione scultorea abitata da figure sinuose ed ammalianti.

L’uso del bronzo come materiale principale si accompagna ad un’evidente eleganza formale fatta di linee che, docili, si accordano tra esse fino a diventare forme, donne, uomini e bambini; governate da un invisibile direttore d’orchestra, le curve del corpo seguono un’impercettibile ritmo compositivo, fino ad arrivare al culmine massimo racchiuso in pose che spesso esprimono visivamente la tensione dell’azione intrapresa.

Il dualismo imposto dall’unione tra un materiale freddo ma imperituro come il bronzo e la leggerezza dei movimenti ritratti, fa di queste sculture il perfetto connubio tra la spiccata sensibilità giapponese per le cose umane e naturali e l’armonia delle forme tipica della cultura classica. L’educazione al gusto scultoreo occidentale avuta in seguito alla frequentazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma, fa sì che ogni singola opera d’arte diventi il monito dell’impegno profuso dall’autrice nella creazione di capolavori che manterranno inalterato nel tempo il riflesso dell’integrazione tra due realtà, troppo spesso considerate agli antipodi.

Peculiare dell’operato della scultrice di Hokkaido è, poi, la creazione di veri e propri monumenti che nella madrepatria trovano un perfetto inserimento in luoghi pubblici quali i parchi sopratutto, dimostrando come il rapporto con la natura sia qualcosa di talmente radicato da trasformare la scelta del luogo di destinazione in una preferenza quasi obbligata; che le forme di alcune statue seguano alla lettera le medesime torsioni e rotazioni di alcune piante, è un’ulteriore prova di quanto la scelta dell’ubicazione fosse, in qualche modo, già stata stabilita a priori dalla scultura stessa.

La centralità del corpo è indiscutibile; ragguardevole è il valore simbolico dato alla rappresentazione del nudo, sopratutto quello femminile, che per sua stessa costituzione ben si presta a seguire canoni di bellezza estetica che, seppur mutati nel tempo, mantengono sempre una sorta di riverente attenzione nei confronti della dolcezza delle forme e della soavità dell’essere donna.

Una mostra monografica, questa, che offrirà al pubblico l’occasione di riflettere su quanto sublime possa diventare la commistione tra identità diverse, tra forze opposte eppure unite nell’intento di emozionare l’animo e di deliziare l’occhio dell’osservatore.

 

Dettagli

Didascalie immagini
Machiko Kodera

  • la leggenda del cigno, 1996
  • gli innamorati, 1991

Mappa

Dove e quando

Machiko Kodera

  • Date : 30 Aprile, 2010 - 27 Maggio, 2010
  • Indirizzo: Nuovi Spazi Espositivi, Palazzo Venezia, Via del Plebiscito, 118 Roma

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