Macchiaioli a Montepulciano
di // pubblicato il 25 Maggio, 2010
Una esposizione di settanta opere celebra uno dei movimenti artistici che più seppe innovare il linguaggio figurativo tra Ottocento e Novecento, fino alla fine di settembre sarà il Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano propone un evento davvero straordinario: “Macchiaioli a Montepulciano. Capolavori e inediti privati”, una mostra curata da Silvestra Bietoletti e Roberto Longi che racconta lo sviluppo ed il percorso cronologico della famosa “rivoluzione” della pittura della macchia.

L’allestimento ideato e progettato da Andrea Milani accompagna il visitatore verso la scoperta della Pinacoteca Crociani e delle suggestive Logge della Mercanzia, arricchendo questa cornice con una collezione privata ricca di noti capolavori e straordinarie opere inedite, già appartenute alle più prestigiose raccolte macchiaiole dell’inizio del ‘900, a fianco di opere molto più famose al pubblico che fanno parte della collezione del museo. Signorini, Fattori, Lega, Borrani sono slo alcuni degli autori delle opere più famose, protagonisti assoluti di questa stagione artistica ricca di idee e di sperimentazioni innovative: dalle sperimentazioni all’aria aperta fino alla definizione di un nuovo stile pittorico basato sui valori della forma, della “macchia”.

Con il tempo lo stile dei macchiaioli attenua il suo iniziale rigore formale e acquisisce dei toni più pacati ed inclini al sentimento, il soggetto diventa il vero protagonista e i mostra molta attenzione ai valori narrativi, come i capolavori di Eugenio Cecconi: I Bagni di famiglia Gamba a Antignano e Scogliere del Boccale.

Le nuove tendenze del naturalismo influenzarono notevolmente i macchiaioli ed i loro seguaci, prendendo soprattutto ispirazione dal modello dei campi francese, in particolare da artisti come Jules Breton e Jules Bastien-Lepage, molto apprezzati per la scelta ed il tono con cui rappresentavano scene di vita quotidiana contadina; ne sono esempi eccellenti La contadina fra i pioppi di Fattori oppure il Ritratto di contadinella di Gioli.

La mostra si chiude con una serie di opere esemplificative del rinnovamento artistico avvenuto in Toscana alle soglie del XIX secolo, quando l’esempio dei maestri macchiaioli divenne modello ineludibile per l’elaborazione di nuovi linguaggi figurativi da parte dei giovani toscani, primo fra tutti Plinio Nomellini presente con ben cinque opere tra cui l’Orda.

La rassegna sarà arricchita da concerti e spettacoli del Cantiere internazionale d’Arte dell’Accademia Europea di Musica e Arte, dalle manifestazioni di cultura popolare che avranno loro culmine con il Bravìo delle Botti , simbolo di una tradizione che racconta di questa bellissima terra a misura di uomo e porta a scoprire il famoso vino di Montepulciano.

Una visione di insieme che permetterà al pubblico di unire cultura e benessere, tradizioni ed enogastronomia, identità ed ospitalità.