Luxus: la storia del Lusso a Torino

di Amici in Visita // pubblicato il 24 Dicembre, 2009

di Elisa Mazzagardi

Oggi il segno del gusto muta con velocità impressionante, ogni giorno il bombardamento mediatico genera nuovi mostri, desideri implacabili, aspirazioni ad alto costo, per la standardizzazione delle voglie, così l’oggetto reclamizzato diventa il simbolo dell’appartenenza a un gruppo, quanto mai folto e disomogeneo, e assurge alla soddisfazione d’insana necessità di omologazione. Il lusso è diventato questo, appartenere a un gruppo di piccola élite, non accomunato da interessi comuni, né da medesimo gusto, e semplicemente risponde, la maggior parte delle volte, al desiderio di possesso.

Non crediamo, però, che questa tendenza allo sfoggio e all’esibizionismo sia malattia moderna, anzi la Grande Roma dell’antichità ci fu maestra anche in questo, solo, che come per tutto il resto, fu maestra in una forma di lusso assolutamente di classe, raffinata, di distinzione e non di massificazione. Così all’ombra della Mole Antonelliana, nel più bel salotto d’Italia, la soave Torino, il Museo dell’Antichità dedica una mostra non a una personalità, ma alla raffinatezza del gusto del vivere, fino al 10 gennaio con Luxus. Il piacere della vita nella Roma Imperiale.

“È la scansione del tempo a trasformare e degenerare la bellezza rendendola effimera, asservita, discutibile e volgare. - afferma Elena Fontanella, curatrice della mostra Il piacere del vivere, inteso come capacità dell’uomo a circondarsi del bello anche nella vita materiale, riesce a essere in ogni civiltà il vero segno della bellezza senza tempo. L’antico senso del luxuriose vivere è riuscire a catturare parte del tempo che scorre per se stessi, è il vero e prezioso lusso della mente che riesce a prescindere ogni manifestazione di ricchezza per poter essere accessibile a chiunque intenda coltivarlo. È la particolare capacità di apprezzare la realtà attraverso gli strumenti sensoriali e cognitivi che sono in grado di generare l'educazione al bello, al sapere, al progresso, al dialogo”.

La mostra è dedicata quindi a questo particolare gusto del vivere. Un omaggio agli uomini, al loro amore per la vita, ai loro eccessi e alle loro debolezze, alle caratteristiche più effimere, ma profonde, che rendono l'umanità, ieri come oggi, così contraddittoriamente uguale a se stessa.

Così riemerge alla mente il brillante passo del Satyricon di Petronio, scrittore al tempo dell’imperatore Nerone, che descrive la cena di Trimalchione, un liberto inetto e senza gusto che dopo aver guadagnato una buona somma di denaro, viveva come un aristocratico e si fregiava della sua condizione pur non possedendone la cultura.

Scrive Petronio: “Tornando all’antipasto, su un grande vassoio era sistemato un asinello, di bronzo corinzio, che portava una bisaccia a due tasche, delle quali l’una conteneva olive chiare, l’altra scure[...] Dei piccoli sostegni, poi, saldati al piano del vassoio, sorreggevano dei ghiri spalmati di miele e cosparsi di polvere di papavero. Non mancavano anche delle salsicce che friggevano sopra una griglia d’argento e sotto la griglia prugne siriane con chicchi di melograno[...] Seguì una portata: si trattava di un vassoio rotondo che aveva disposti, uno dopo l’altro, in circolo, i dodici segni zodiacali, sopra ciascuno dei quali il maestro di cucina aveva sistemato il cibo proprio e adatto al referente[... ]Accorsero poi saltellando a tempo di musica quattro camerieri e tolsero la parte superiore del trionfo. Compiuta questa operazione, scorgiamo nella parte più bassa pollame e ventri di scrofa e in mezzo una lepre, provvista di ali, in modo da sembrare un Pegaso” (Petr., Satyr., 31-44 passim).

Il goffo sfoggio di lusso nella cena del liberto, che tanto assomigliava ai nuovi ricchi, raggiungeva il culmine con il gesto di gettare le sfarzose stoviglie in oro e argento nel ruscello che circondava la casa, salvo poi aver fatto progettare un sistema di recupero degno di un espertissimo ingegnere.

La mostra di Torino attraverso splendide opere d’arte e diffusi oggetti della vita quotidiana, nel moltiplicarsi degli aspetti del lusso dall’enogastronomia ai profumi, dal modo di vestire ai gioielli accompagna in un percorso sensoriale sonoro e olfattivo che si articola in due nuclei: Il lusso della mente: che racconta la passione per la letteratura, il teatro, la danza e la musica, il gioco e il collezionismo e Il lusso del vivere: che accompagna il visitatore attraverso i piaceri effimeri della vita quotidiana antica dalla cura del corpo alle acconciature, dalla gioielleria ai profumi, dal gusto della tavola alla cura dei giardini e del verde.

La mostra si accompagna con la fascinosa opportunità di un tour nella città di Torino alla scoperta dei piaceri della vita, assaporando i gusti della tradizione reinterpretati con lo stile di oggi. Un percorso tra le antiche arti romane riproposte dai maestri torinesi: come ad esempio la lavorazione delle pietre preziose e dell’oro nei gioielli di Mattioli, l’uso delle essenze nei profumi di Laura Tonatto, il sapiente connubio tra spezie e cioccolato di Guido Gobino.La grazia di un profilo elegante, il gioco sinuoso di ogni ricciolo nella capigliatura di una donna, il profumo dell’incenso della mirra e del nardo, il fruscio delle vesti di seta tra i flebili suoni di sistri e cetre catapulta nel tempio del Vivere Bene, anche in questo ci furono maestri gli antichi.

 

Dettagli

Didascalie immagini 

  1. Busto Fonseca, Musei Capitolini, Roma
  2. Ermafrodito addormentato, Palazzo Massimo, Roma
didascalie in aggiornamento

Mappa

Dove e quando

LUXUS IL PIACERE DELLA VITA NELLA ROMA IMPERIALE

  • Fino al: - 14 Febbraio, 2010
  • Indirizzo: Museo di Antichità, via XX settembre 88, Torino
  • Sito web

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