L’uomo del Concilio
di // pubblicato il 01 Luglio, 2009
In occasione dei cinque secoli dalla nascita (25 gennaio 1509) del cardinale milanese Giovanni Morone, l'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Trento e il Museo Diocesano hanno organizzato una mostra di alto livello scientifico per approfondire la persolaità dell'uomo che, in qualità di legato pontificio, portò a conclusione il Concilio di Trento.
Chiamato due volte a guidare l'assemblea che doveva garantire quella riforma della Chiesa, sempre annunciata, ma mai concretamente iniziata, Morone incarna le contraddizioni della crisi religiosa del suo tempo. 
Le straordinarie capacità diplomatiche lo posero fin da giovane ai vertici della curia romana (arrivando al conclave del 1555 fra i favoriti), ma la disponibilità al dialogo e al confronto con il mondo luterano lo resero sospetto ai conservatori, tanto da dover subire un lungo processo per eresia istruito dall'Inquisizione.
Persecuzione culminata con l'arresto e la prigionia in Castel Sant'Angelo dove, per volere del Papa Paolo IV, fu scortato da venti soldati il 31 maggio 1557 e solo dopo la morte del pontefice potette tornare in libertà.
Il prestigio guadagnato e di cui godeva, indusse il Papa Pio IV ad affidargli la "ricucitura" della delicatissima missione di Chiusura del Concilio.
Le vicende del cardinale Morone assumono così valore emblematico evidenziando conflitti e inquietudini della Chiesa di Roma nel corso del Cinquecento e consentono una rilettura del Concilio di Trento lontana dai luoghi comuni.
Curata da Michelangelo Lupo Roberto Pancheri e Domenica Primerano, la mostra è divisa in due sedi. Nella Torre Mirana i libri della biblioteca personale di Morone, lettere autografe, documenti d'archivio mai esposti.
Nel museo Diocesano oltre settanta opere (provenienti dagli Uffizi, gallerie romane, Biblioteca Apostolica Vaticana e Louvre, oltre ai prestiti dei musei di Berlino, Napoli, Siena e collezioni private) raccontano gli splendori dell'arte sacra e le vite dei papi, cardinali, imperatori e dei padri della Riforma protestante negli anni del Concilio.
Dipinti e stampe illustrano l'iconografia dell'assemblea conciliare, mentre le pale d'altare eseguite a Trento dal pittore bergamasco Giovanni Battista Moroni mostrano i nuovi compiti affidati alla pittura devozionale.
Ampio spazio per le opere di Michelangelo, e della sua cerchia, sorta in seno al circolo degli spirituali o prelati e intellettuali che si riuniva a Viterbo intorno al cardinale d'Inghilterra Reginald Pole e alla poetessa Vittoria Colonna
Il bel catalogo della Editrice Temi, con ampi saggi e illustrazioni, permette di approfindire un tema poco noto nei particolari, anche intriganti, di un periodo colmo di eventi che la storia ci ha insegnato a vedere con luce diversa, ma, vi assicuro, di interesse straordinario.
Avete tempo fino al 26 luglio per un viaggio a Trento e non perdere un'esposizione diversa e affascinante.
