L’Uomo del Chiostraccio può svelare qualcosa di nuovo?

di Fabiola Pinzi // pubblicato il 04 Maggio, 2011

I resti dell'Homo Sapiens, fra i più antichi d'Italia, possono svelare novità sulle nostre origini?
Con i suo 15.000 anni "L'Uomo del Chiostraccio" rappresenta una scoperta di interesse europeo perché, a differenza di altri rinvenimenti, non si tratta di una sepoltura, ma un ritrovamento che documenta un evento drammatico occorso ad un Uomo del Paleolitico superiore caduto in fondo al pozzo di accesso alla grotta.
Ha la testa fratturata in più parti e una perizia medicolegale ha evidenziato come il trauma non abbia portato alla morte immediata, ma, addirittura semicosciente, potrebbe essersi trascinato per alcuni metri prima di morire.
I ricercatori si sono spinti ad andare oltre proprio per alcuni tratti di quel cranio che, in ambito di una morfologia moderna complessiva, mostrano alcune caratteristiche ancora arcaiche.
"L'Uomo del Chiostraccio" sarà così sottoposto a ricerche e analisi sul suo DNA per analizzare i gradi di parentela genetica con gli altri Homo sapiens ed, eventualmente con, i cugini Neanderthal.
Quindi, solo approfondite indagini potranno rivelare eventuali analogie o differenze con i suoi contemporanei del Paleolitico superiore.
Questa mattina a Siena, durante la presentazione alla stampa del reperto, sono intervenuti Tatiana Campioni, dirigente Santa Maria della Scala, Fabio Sandrelli, Mauro Coltorti e Ivan Martini, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena, e Stefano Ricci, antropologo, Unità di Ricerca di Ecologia Preistorica del Dipartimento di Scienze Ambientali “G.Sarfatti” dell’Università di Siena.
Venerdì 6 maggio, nel corso della conferenza di studio che si terrà al Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena, "L'Uomo" sarà collocato in una teca blindata per essere visitabile dal pubblico

Storia del rinvenimento dell’Uomo del Chiostraccio

Nel 1962 l’Associazione Speleologica Senese nel corso di ricognizioni nelle grotte del territorio recuperò all’interno della grotta del Chiostraccio nel comune di Monteriggioni uno scheletro umano completo. La grotta è un’ampia cavità carsica alla quale si accede attualmente attraverso un pozzo verticale profondo circa 20 m che si apre in una zona boscosa nei pressi del borgo di Abbadia a Isola. Lo scheletro si trovava parzialmente coperto da concrezioni stalagmitiche che ne attestavano l’antichità. Il reperto venne consegnato all’allora Istituto di Paleontologia Umana dell’Università di Siena e dopo essere stato esaminato anche da esperti dell’Università di Pisa venne attribuito ipoteticamente all’età neolitica, senza che gli venisse assegnata particolare importanza. Negli anni successivi dell’Uomo del Chiostraccio si persero le tracce finché, nel novembre del 2010, un dottorando del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena, Ivan Martini, appartenente anche alla Commissione Speleologica C.A.I. di Siena, si interessò nuovamente a quella lontana scoperta anche a seguito di alcuni ritrovamenti di ossa di orso effettuati all’interno della stessa grotta. Partendo dall’archivio bibliografico dell’Associazione Speleologica Senese, risalì alla storia del reperto e alla sua probabile attuale collocazione presso l’Unità di Ricerca di Ecologia Preistorica del Dipartimento di Scienze Ambientali “G.Sarfatti”. Curiosamente, nello stesso periodo, un antropologo di detta Unità di Ricerca, Stefano Ricci, colpito dalla morfologia arcaica di quei reperti che giacevano dimenticati da più di 40 anni nei magazzini, li aveva recuperati e inseriti in bella mostra nella collezione antropologica del Dipartimento.
Questa serie fortuita di coincidenze ebbe come effetto di suscitare nuovo interesse nei confronti dell'Uomo del Chiostraccio, tanto che fu deciso di datare il reperto radiometricamente onde stabilirne l’età. Perciò, previa autorizzazione da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana rappresentata dalla dott. Carlotta Cianferoni, alcuni campioni di osso vennero inviati al laboratorio Beta Analytic di Miami per la l’analisi 14C, finanziata su fondi di ricerca del Prof. Fabio Sandrelli del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena. Il risultato ottenuto ha fornito la sorprendente datazione di 15.210-15.000 anni da oggi. Questo significa che si tratta dei resti di Homo sapiens più antichi della Toscana e che il rinvenimento viene a collocarsi nel novero dei più antichi riferibili a Homo sapiens in Italia. Nell’ambito del Paleolitico superiore italiano sono veramente pochi i siti che hanno restituito resti scheletrici umani completi altrettanto antichi; se si eccettuano i rinvenimenti dei siti di Grotta Paglicci nel Gargano, in studio sempre da parte dell’Università di Siena, di Grotta di S. Maria di Agnano (Ostini) e delle Arene Candide (Savona) (29.000 – 27.000 anni fa), le altre attestazioni sono tutte contemporanee o più recenti del nostro reperto.
Il cranio dell’Uomo del Chiostraccio è stato sottoposto a perizia medico-legale da parte del prof. Mauro Gabbrielli dell’Istituto di Medicina Legale e a tomografia computerizzata da parte dell'equipe del Dott. Carlo Venturi, responsabile dell' U.O.C. Neuroimmagini e Neurointerventistica - Dipartimento di Scienze Neurologiche e Sensoriali del Policlinico Santa Maria Alle Scotte di Siena; quest’analisi, effettuata con apparecchiature sofisticate, ha rivelato la presenza di un consistente trauma cranico che fu molto probabilmente la causa della morte dell'individuo.
Data l’importanza del reperto è in programma una serie di indagini interdisciplinari. L'equipe di ricerca sarà composta da Fabio Sandrelli, Mauro Coltorti e Ivan Martini del Dipartimento Di Scienze della Terra che si occuperanno degli aspetti geologici; da Stefano Ricci, Annamaria Ronchitelli, Paolo Boscato e Adriana Moroni dell’Unità di Ricerca di Ecologia Preistorica del Dipartimento di Scienze Ambientali per gli aspetti antropologici e archeozoologici; dal gruppo del Dott. Venturi dell' U.O.C. Neuroimmagini e Neurointerventistica - Dip di Scienze neurologiche e sensoriali del Policlinico Santa Maria alle Scotte per gli aspetti traumatologici. Oltre all'indagine medico-legale si potranno effettuare le analisi antropologiche, paleonutrizionali (per conoscere la dieta), molecolari (lo studio del DNA) e lo studio con microscopio digitale di ultima generazione.

 

Dettagli

Mappa

Dove e quando

L’Uomo del Chiostraccio visibile al pubblico

  • Data: 06 Maggio, 2011
  • Indirizzo: Piazza Duomo, Siena, Santa Maria della Scala

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