L’Uomo con la valigia. Piccola storia del Bagaglio
di // pubblicato il 09 Febbraio, 2010
Marco Polo si trova al cospetto di Kublai Khan quando, nel romanzo "Le Città Invisibili" di Italo Calvino racconta dei suoi viaggi, delle sue esperienze e di quello che gli è rimasto del tempo trascorso ad esplorare il mondo.
In "The mind of the Traveller" Eric J. Leed sosteneva che il viaggio non comincia con la partenza fisica, bensì quando la mente del viaggiatore inizia a prepararsi al viaggio.
La preparazione al viaggio è la scelta, non solo della destinazione, del tempo da trascorrere "fuori" ma anche e soprattutto la scelta di cosa portare con sé e cosa lasciare a casa.
Da Gilgamesh ai giorni nostri il viaggio è uno dei temi più scrutati dalla letteratura, dalla filosofia, dalla storia.
Il viaggio è fatto di visioni, esperienze e oggetti; oggetti dotati di un'anima, come direbbero i Surrealisti.
Da sempre, che sia il businessman con la 24 ore, il globetrotter con lo zaino da campeggio o il Touareg nomade con la bisaccia, ogni tipologia di viaggiatore porta un bagaglio, un insieme di oggetti che lo identificano e che ne definiscono la storia, la memoria e le necessità primarie.
Paolo Novaresio, esperto giornalista e scrittore, viaggiatore e studioso in particolare della cultura nomade e delle popolazioni dell'Africa Australe, ha deciso di raccogliere queste memorie e questa identità allestendo uno scenografico percorso per illustrare questa tematica nel suggestivo Borgo Medievale del Parco del Valentino a Torino.
Dal 14 febbraio al 10 maggio, la mostra L’Uomo con la valigia. Piccola storia del Bagaglio, un "viaggio nel viaggio" attraverso la rappresentazione di una parte fondamentale di esso: il bagaglio del viaggiatore, inaugura ristabilendo e sottolineando quale dialogo c'è tra il viaggiatore e i suoi oggetti, per necessità e per affetto.
La tematica in mostra è analizzata sia dal punto di vista storico che psicologico attraverso la letteratura e l'antropologia in un arco temporale che va dal 1800 ad oggi con un excursus nel medioevo che si ricollega direttamente alla specificità del sito prescelto per l'esposizione.
Bagaglio come riflesso di chi lo porta, bagaglio come "tempio portatile" e come propaggine del suo proprietario.
Tre spazi, nel Borgo, sono consacrati a questa mostra.
La Casa di Frossaco ospita la sezione Bagagli d'altri Mondi, un focus sull'identità dei popoli nomadi della zona sahariana.
Coloro che si muovono in carovane e per cui il viaggio e il bagaglio sono parte integrante della vita quotidiana.
Da qui l'indagine sulle tipologie di bagagli che contraddistinguono le differenti tipologie di viaggiatori che si sono sovrapposte nel tempo: il contemporaneo "uomo d'affari" topos del nostro secolo, con valigetta 24 ore; il giovane giramondo con zaino in spalla e tenda sempre pronta; il turista e il viaggiatore che parte all'avventura; l'emigrante, con il proprio mondo sulle spalle, il soldato e il pellegrino, che intraprende il viaggio spoglio da beni superflui e alla ricerca dell'essenza della vita.
Nel corso dei secoli, dal nomadismo ancestrale alla rocambolesca ricerca della conquista dello spazio e di nuovi mondi; accompagnato da tutto ciò che per lui rappresenta l'essenza della sua identità e della sua interiorità, l'uomo si è mosso, ha vagato, ha esplorato il vicino e lontano.
Nella Sala Mostre, all'interno della chiesa, sono raccolti gli Oggetti del Viaggiatore, manufatti e feticci; inseparabili elementi fondamentali, pur nella loro apparente superficialità, a neutralizzare ansie e paure che colgono chi parte, elementi volti a neutralizzare il timore di perdersi, ammalarsi, smarrire la strada. Nella terza e ultima tappa di questo viaggio, nelle sale della Rocca, il tema del Bagaglio nel Medioevo.
Un approfondimento storico nelle modalità di viaggio in un'epoca determinata dalla superstizione ma al tempo stesso dalla mobilità.
Nello stesso luogo, una sezione incentrata sulla globalità del concetto di bagaglio e sul suo legame con le differenti tipologie di viaggiatore: globetrotter, businesman, nomade, emigrante o turista con un ulteriore approfondimento su quello che è l'oggetto emblema del viaggio: il baule.
Fino all'introduzione dell'aereo come mezzo di locomozione, il baule, è stato infatti Il Bagaglio in senso stretto, il contenitore per tutto ciò di cui si poteva avere bisogno durante la permanenza fuori dalle mura domestiche.
Successivamente, lo spazio fisico dell'aereo, più contenuto e limitato, ha fatto si che si riducessero le dimensioni e le quantità trasportabili e pertanto, la progressiva sostituzione del baule con valigie di dimensioni più contenute.
Bauli, valigie, gerle, zaini...resta il fatto che ogni elemento ha una storia e un passato; un'identità ben definita che diventa per il visitatore un'opportunità di arricchimento e di confronto.
Il percorso non può certo mancare dei riferimenti letterari, citazioni e collegamenti ipertestuali che intessono la tela di questo magico percorso sono raccolti nel catalogo dell'esposizione, a cura di Paolo Novaresio a cui si affiancano anche molti eventi paralleli tra i quali un concorso fotografico dal titolo L'Uomo e il suo Bagaglio, conferenze, presentazioni di libri e rassegne cinematografiche sul tema.
Siamo tutti viaggiatori, anime di passaggio in luoghi e "non- luoghi" per usare la definizione data da Marc Augé.
E proprio in questo momento, mentre mi trovo a scrivere, penso alla moltitudine di persone che sta per salire su un treno... mentre altri stanno attendendo il momento dell'imbarco per prendere l'aereo..cosa avranno deciso di portare con sé ?
Che cosa lasceranno a casa e cosa riporteranno indietro al rientro dal loro viaggio?
Sicuramente un altro tassello per comporre quello che amiamo definire "bagaglio".