Lunga metafora d’una famiglia italiana
di // pubblicato il 09 Febbraio, 2012
Italia è l'ultima opera di Marco Lodoli pubblicata da Einaudi. Italia è il nome dell'impersonale personaggio principale: l'eternamente giovane governante della famiglia Marziali. Attraverso i suoi occhi, il lettore scoprirà le mille peripezie e l'evoluzione dei rapporti umani tra i cinque membri della famiglia. Sono questi ultimi il centro focale dell'intera opera.
“Non c'erano nonni, non c'erano zii: la famiglia Marziali era tutta nelle dita di una sola mano, cinque persone spuntate da un palmo inquieto”. L'autore descrive molto chiaramente un'ambiente borghese nella Roma a cavallo tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta. Le attività della famiglia non mostrano nulla di straordinario, la vita procede come deve procedere, ciascuno esegue le azioni che il proprio ruolo prevede. Sono frequenti i classici siparietti della famiglia per bene, con i figli che ascoltano le esortazioni ed i commenti del padre che richiede costantemente il meglio. Non mancano, inoltre, diverse immagini sul bisogno d'ostentazione borghese, e d'una certa altezzosità intellettuale. Nascosta tra le parole e le azioni dei personaggi emerge progressivamente una profonda riflessione dell'autore sul sogno, sull'ambizione della famiglia borghese. Due interrogativi sono posti contemporaneamente: il problema risiede nella convinzione di fare propria un'ambizione estranea, o è la tipologia, il contenuto del sogno stesso ad essere messo in discussione? È un quesito che l'autore lascia volutamente aperto sin dall'inizio dell'opera, ma che successivamente affossa donando una chiara ombra negativa sulla durevolezza dei rapporti umani, molto probabilmente dovuta ai quegli insani veleni generati da un modello sbagliato.
Lodoli mostra tutte queste tematiche in ogni suo personaggio. Il padre di famiglia, l'Ingegnere, è un reduce della guerra civile, combattente della parte sbagliata decisa dalla storia, che cerca di costruire il suddetto sogno di famiglia italiana per bene. Egli trova la Signora, giovane donna bionda del nord Italia che si lancia a capofitto nell'ambizione del marito. Ma è lei la prima vittima: da subito sarà caratterizzata dalla completa solitudine che viene risaltata con l'insistenza sull'hobby del solitario e con diverse altre piccole scene che la vedevano protagonista di mancati interventi.
La decomposizione del nucleo familiare trova rappresentazione nella vita dei tre figli: Marianna, Tancredi e Giovanni. La ragazza non farà altro che inanellare una delusione amorosa dietro l'altra, in un arcobaleno di compagni differenti, inseguendo costantemente lo stesso sogno della madre, della costruzione di una famiglia, della maternità che probabilmente solo alla fine del romanzo trova una soluzione possibile.
Tancredi ha come modello la figura maschia del padre (emblematica la scena della fascinazione per le unghie del piede). Il parallelismo tra i due trova chiaro riferimento nella sfera politica: il padre soldato dell'Italia fascista, il figlio militante-terrorista di estrema destra. Indagato e ricercato, Tancredi diverrà un nomade fuggiasco: condizione che non permette la costruzione di alcun ruolo famigliare.
Giovanni è l'artista, il poeta, lo scrittore, più sensibile alla riflessione dello spirito ed il meno interessato all'emulazione dei genitori (paradossalmente sarà l'unico dei tre figli a costruire un rapporto di coppia duraturo con un'altra persona). Costui troverà rifugio nella letteratura e in essa cercherà di rappresentare e spiegare la sua vita ed in particolare il suo rapporto contrastato ed ambivalente con la famiglia.
Ed infine viene Italia. È la figura più originale e caratteristica del testo, nonché la più carica semanticamente. È l'indistinzione e l'ignavia ch'ella rappresenta. Italia viene formata in un vaporoso ed etereo collegio dove non esistono distinzioni tra le giovani allieve. Ella viene educata all'ignavia, a subire e basta, a non intervenire nelle relazioni delle famiglie nelle quali ella vivrà ed a ripetere all'infinito il suo ruolo di spettatrice silenziosa. Lo stesso nome rappresenta il culmine della spersonalizzazione del personaggio che come lo stato Italia non può che guardare inerme ciò che avviene sul suo territorio/famiglia. Ma una speranza esiste: a volte, nonostante questa indole inerme, Italia (e l'Italia) interviene silenziosamente salvando all'ultimo la situazione.