Lugano: Svizzera vicino all’Italia
di // pubblicato il 04 Maggio, 2010
Ho deciso di andare il giorno 8 maggio a Lugano per la posa (simbolica perché una parte dell’edificio c’è già) della prima pietra del nuovo centro pluri-artistico che sarà sicuramente pronto per l’inaugurazione nel giugno del 2013.
Poiché a Lugano ci sono tante cose da vedere, consiglio, a chi vuole fare come me, di organizzarsi per stare lì due giorni, 8 maggio incluso. Il Canton Ticino è di lingua italiana e si sente molto vicino agli italiani, alla creatività che contraddistingue la nostra popolazione, tanto è vero che molti dei loro artisti si sono formati nella nostra patria, soprattutto nella limitrofa Lombardia.
Per la città l’8 maggio sarà una lunga e piacevole giornata di festa che si ripeterà per i prossimi due anni con lo scopo di segnalare la gioia del raggiungimento di un nuovo traguardo. Poi, nel giugno 2013, in un giorno da svelare verso la fine dei lavori (credo proprio che sarà per il solstizio, giorno magico, quello più lungo dell’anno) ci si ritroverà tutti insieme a festeggiare un nuovo edificio dove si svolgeranno interessanti e poliedriche manifestazioni.
Nascerà, dalla ristrutturazione dell’Hotel Palace, un centro polifunzionale dedicato alla crescita culturale, il LAC (Lugano Arti Contemporanee) dal carattere caleidoscopico.

La festa di quest’anno sarà così: la mattina comincerà a sfilare per le strade il gruppo della Compagnia Teatrale Colombo trasformato in eleganti, variopinte e gigantesche farfalle che coloreranno l’atmosfera e le strade. A loro si uniranno poi i 15 musicisti della Funk Off Band, la più famosa marchin’ band italiana (appunto) con musica dal vivo, un elettrizzante mix di rock, ritmi latini, funk e jazz.
Alle 20,30 la festa si concentrerà nella zona del cantiere, dove i 42 elementi dell’Orchestra della Svizzera Italiana eseguiranno parte del loro repertorio. Alla fine, dopo l’inserimento della prima pietra, comincerà la parte più spettacolare perché entreranno in azione gli 8 artisti della Compagnia Sonics, specializzata in coreografie aeree: si vedranno acrobati volteggiare tra le architetture dell’edificio. Poi sul lago e tra la gente si svilupperanno suggestivi momenti teatrali e musicali che coinvolgeranno la fantasia delle persone presenti, avvicinandole tra loro per renderle felici.

Quando si avrà voglia di festeggiare in maniera diversa, consiglio di raggiungere, oltrepassando il piccolo giardino dove si trova una bella testa di Igor Mitoraj (Oederan, Polonia 1944), l’elegante Villa Ciani, con il suo bel parco in riva al lago.
Dentro c’è una mostra curiosa, aperta sino al 27 giugno, “Udite Udite” con la quale si vuole fare sapere che, fino ai primi del ‘900, i proclami, gli avvisi e i decreti erano stampati su un unico foglio e poi affissi alle pareti degli edifici dove la gente si riuniva. Ma c’era anche un pubblico ufficiale (banditore, trombetta) che leggeva al popolo, spesso analfabeta, questi proclami, in modo che nessuno rimanesse nell’ignoranza.
La scelta di mettere in mostra quasi tutti i fogli stampati durante la Repubblica Elvetica (1798 – 1803) è stata fatta perché questo è stato il periodo nel qual sono avvenute delle trasformazioni storicamente davvero importanti per il territorio, come raccontano i numerosissimi proclami e avvisi emanati dalle autorità del tempo.
Un altro posto da non perdere è il Museo Cantonale d’Arte dove, sino al 30 maggio, sono riuniti i giovani nella mostra “Che c’è di nuovo? Uno sguardo sulla scena artistica emergente in Ticino”. Si tratta di una rassegna triennale con premio, istituita dalla Cooperativa Migros Ticino in occasione del suo 70° anniversario, e quest’anno i giovani partecipanti ticinesi dimostrano una notevole maturità. Ciò non preclude, è evidente, la possibilità di cambiamenti che potrebbero avvenire nelle prossime edizioni.
Parecchie delle opere presentate sono interessanti e coinvolgenti; per quanto mi riguarda ho trovato che Martina Jacoma (Locarno 1981) rappresenta con estrema obiettività personale la grande tristezza delle donne arabe. Su panni stropicciati e stesi all’aria, visibili quindi a tutti, ci sono i loro volti tristi disegnati con mano molto sicura, bella, potente adattissima a raccontare lo stato di disagio nel quale vive la “persona femmina”.
Ora raggiungiamo il lungolago per andare verso la Villa Malpensata e, strada facendo, fermiamoci a vedere S. Maria degli Angeli, una chiesa piccolina ma con dentro opere notevoli che confermano la vicinanza all’Italia. Infatti sulle pareti c’è un importante ciclo di affreschi dipinto dal Luini (? 14 80/85 – Milano (?) 1532): si tratta della storia di S. Caterina eseguita nel 1530, affreschi davvero interessanti, restaurati qualche anno fa.
Proseguendo sul lungolago si incontra una simpatica isola verde, colorata da fiori e piante, dove sono state sistemate molte sculture che ricordano quanto Lugano sia felice di promuovere l’arte.
Si arriva al Museo d’Arte Lugano dove, sino al 13 giugno, è sistemata la mostra “Robert Mapplethorpe. La perfezione nella forma“. Di questo allestimento vi ha già parlato Cinzia in occasione della tappa fiorentina alla Gallera dell'Accademia.Qui, oltre ai confronti con il rinascimento italiano, gli sono state messe accanto le opere di altri autori moderni e contemporanei che lo hanno influenzato quali Man Ray, Brice Marchen, Ettore Spalletti e Andy Warhol, artista simbolo degli anni nei quali Robert ha lavorato.