Lucio Pozzi a Firenze: un’azione, una mostra, una conferenza

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 03 Ottobre, 2010

La mia arte è un pozzo senza fondo. Un Pozzi senza fondo. E' un fare buffo e tragico allo stesso tempo. E' un minuetto danzante destinato a non fermarsi anche quando dolgono i piedi. E' compassionevole, appassionato, condiviso eppur completamente solitario. Ma l'opera singola non è autoreferenziale perchè vedo che le persone ci proiettano dentro il loro universo, ricchissimo, inatteso, fantastico. Se fosse chiusa in sé, non lo farebbero.
(da Un Pozzi senza Fondo. Conversazione con l'artista di Sandra Solimano)

Che Lucio Pozzi sia un artista capace di esprimersi attraversando l'arte con una curiosità intellettuale e una consapevolezza tutt'altro che comuni lo si può intuire dal suo percorso.
Nato a Milano nel 1935 si avvicina all'arte grazie anche al compagno della madre, l'artista Michael Noble; durante i suoi anni nel capoluogo lombardo, entrato in contatto con il gallerista Gino Ghiringhelli ha modo di conoscere ed esplorare la storia dell'arte e di conoscerne le personalità più determinanti interiorizzandone il complesso vocabolario.

Sono gli anni Sessanta quando l'artista si trasferisce a Roma, all'epoca uno dei centri nevralgici del panorama artistico, ed è proprio nella Città Eterna che nel 1961, esordisce presso la Galleria Trastevere di Topazia Alliata e continua il suo percorso nella scena artistica internazionale e nazionale tra Documenta 6 nel 1977 e la Biennale di Venezia nel 1980 (Padiglione Americano) corredate alle molteplici esperienze come docente negli Stati Uniti, in Europa e in Italia.
In tutto questo, l'intraprendenza, o forse meglio l'intuito, punto cardine della poetica dell'artista, spingono Lucio Pozzi oltreoceano, a New York, dove le sue opere vengono esposte al MOMA, al PS1, al DIA e in diversi spazi espositivi come la galleria d'arte John Weber.
La spinta anche ad improvvisare secondo l'istinto creativo, sembra trovare terreno fertile nella Grande Mela, patria della musica jazz di cui l'intuito è lo spirito e che segna indelebilmente e inevitabilmente la percezione creativa di chiunque ci passi. L'intuito, dicevamo, una dote innata, un "dono", che ha permesso all'artista di vivere l'arte con una libertà unica focalizzando la propria attenzione sul processo di creazione, piuttosto che sul prodotto finito, e su una poetica del Non-finito/ In- finito, tanto da essere definita "spiazzante".
Egli stesso afferma: A me interessa il processo di dipingere proprio perchè, ora che la pittura si è liberata da finalità convenute, in questa tecnica assolutamente malleabile la mente si esercita in uno stato di costante allerta critica e si rende disponibile a cambiare direzione in qualsiasi momento.(…) Nell’occhio di chi guarda, il prodotto ‘non finito’ genera un processo a ritroso per il quale lo spettatore si ritrova non più ad assaporare quanto l’artista abbia portato a termine il suo progetto ma piuttosto a ri-inventare il quadro in termini propri, come una sonda che scava archeologicamente dentro le stratificazioni di pensiero pittorico, tracce delle quali si rivelano nel quadro. (da Lucio Pozzi, Il Crudo e il Cotto, 20 Giugno 2010)

In un'epoca in cui (purtroppo) dilaga su molti fronti una vera e propria passione per le definizioni, Virus della Spiegazione Acuta come lo definisce l'artista, Lucio Pozzi resta impermeabile alle etichette e ai paradigmi e naviga liberamente tra fotografia, performance, installazione, pittura astratta e figurativa confermando la sua identità di artista cerebrale e attento ascoltatore delle proprie ispirazioni. In questo modo egli non solo dà forma (e forme) alla propria poetica ma accoglie chiunque incontri le sue opere in uno spazio mentale aperto all'interpretazione e al confronto, come se il lavoro artistico fosse un luogo di transito completamente libero dagli schemi e dalle definizioni.
Comprensibile allora il perché di questo triplice evento che si svolge a Firenze tra ottobre e novembre.
Curato dal fiorentino Pier Luigi Tazzi e coordinato da Frittelli Arte Contemporanea l'evento si evolve in tre differenti luoghi e con tre diverse modalità, ciascuna delle quali manifesta una precisa sfaccettatura del lavoro artistico di Lucio Pozzi.
Primo passo di questa complessa iniziativa, domani all'Accademia di Belle Arti di Firenze, l'artista si mette a disposizione del pubblico dipingendo dal vivo per tre settimane consecutive una grande tela. In questo contesto la possibilità di interagire con i visitatori, dialogare, rispondere a domande recuperando l'aspetto interattivo e performativo dell'atto pittorico in quanto tale e confermando l'innata propensione verso il "concetto" e il processo creativo che giorno dopo giorno si concretizza nell'oggetto d'arte. I like Paintings and Paintings like Me non è solo un omaggio alla pittura e alla performance ma anche al rapporto tra artista e fruitore.

Presso la galleria d'arte Frittelli è invece allestita, dal 9 ottobre, la mostra, dal titolo Endless. Attraverso una poetica del Non- finito/ In- finito, anche qui la priorità è data alla molteplicità di tecniche, materiali, linguaggi espressivi utilizzati dall'artista nella sua carriera; riprendendo, in un certo senso il Gioco dell'inventario, opera creata negli anni Sessanta, utilizzata per alcune lezioni alla Cooper Union di New York e pubblicata per la prima mostra da John Weber (1974- 1975) in cui l'artista realizza un catalogo di materiali e modalità di lavoro coprendo un ampio alfabeto artistico.
In questa mostra è presente tutta la libertà che Lucio Pozzi ha manifestato nella sua carriera confermandone tuttavia il cosiddetto fil rouge della ricerca e dell'invito all'arte come esperienza.
A chiudere e a documentare l'evento la presentazione del volume omonimo della performance, I like Paintings and Paintings like Me, realizzato raccogliendo le foto delle tre settimane di lavoro precedenti unite ad alcuni lavori della collezione Crowd Painting,il 18 novembre, in una conferenza presso la cripta del Museo Marino Marini.
Questo evento, che contempla un continuo e "libero" approccio all'interpretazione dell'arte attraverso l'esperienza della performance, della mostra e successivamente della documentazione fotografica, tesse una rete tra tre luoghi d'arte per definizione ma sostanzialmente diversi tra loro, accademia, galleria e museo mettendone in luce il valore come veicoli di cultura attiva.
In una "città d'arte" per antonomasia come Firenze, quello che si profila è la situazione ottimale in cui un maestro come quello in questione può muoversi incontrando il pubblico, dialogando e mettendo sé stesso e la propria arte a competa disposizione; attività primaria di ogni grande artista.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
LUCIO POZZI

  • I prossimi 475 anni della mia arte e della mia vita
    conferenza/performance
    Frittelli Arte Contemporanea, 6 novembre 2007
  • An open sequence of events, 2007
    Crowd group
    acrilico su carta
    cm 154,5x102,5
  • Sa'-Carneiro's last night in Paris, 2002
    Rag Rug group
    olio e acrilico su tela
    cm 100x100

Mappa

Dove e quando

  • Date : 04 Ottobre, 2010 - 28 Novembre, 2010
  • Indirizzo: Accademia di Belle Arti Firenze, Galleria D'arte Frittelli Arte Contemporanea, Museo Marino Marini, Firenze
  • Sito web

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