Lucas Cranach. L’altro Rinascimento

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 01 Ottobre, 2010

Il percorso decennale tracciato dalla Galleria Borghese per presentare al meglio i capolavori della sua collezione si arricchisce di un'altra tappa: dopo Raffaello, dopo Canova, dopo Correggio e dopo la coppia Caravaggio-Bacon è infatti la volta di Lucas Cranach il Vecchio.
Una scelta non facile, dal momento che si tratta di un artista forse meno conosciuto rispetto agli altri, ma di sicuro effetto. Saranno presentate ai visitatori circa quarantacinque opere tra le più importanti del pittore, assieme a dieci xilografie, esempi di straordinario virtuosismo e creatività. In particolare, si intende mettere in evidenza i rapporti tra Cranach e la pittura italiana e la vicinanza con pittori come il Francia, Perugino, Palma il Vecchio e Jacopo de’ Barbari, suo predecessore alla corte di Sassonia. Fondamentale sarà inoltre, come avremo modo di vedere, il suo incontro con Tiziano.

Nato nella cittadina di Kronach (dalla quale deriva il cognome) nel 1472, Cranach comincia ad apprendere i rudimenti del mestiere nella bottega del padre Hans, pittore e incisore. Dai documenti sappiamo che si trasferisce a Vienna, dove realizza le prime opere conosciute, e successivamente a Wittenberg, chiamato a servizio dell'elettore di Sassonia Federico il Savio. Rimarrà qui, tranne alcuni viaggi, per tutta la vita, lavorando anche per i successori di Federico, Giovanni il Costante e Federico il Magnanimo.
Diventerà pittore ufficiale della corte sassone ma non si limiterà alla sola produzione di quadri da cavalletto: sovraintenderà infatti alla realizzazione di ogni manufatto artistico, dalla progettazione all'allestimento di apparati effimeri in occasione di cerimonie e ricorrenze particolari, alla creazione di medaglie, lapidi, abiti, mobilio, cammei, panche e vetrate. Il gran numero di commissioni porterà alla creazione di una grande bottega, gestita con grande spirito imprenditoriale, che contribuirà alla fortuna (anche economica) dell'artista, che nel tempo potrà permettersi anche l’acquisto di una farmacia, di una stamperia e di un’osteria.

Saranno in particolare i suoi collaboratori, tra cui figurano anche i figli Hans e Lucas, ad occuparsi della riproduzione dei ritratti, che costituiscono una fetta fondamentale della sua produzione. La maggior parte di questi rappresenta i principi elettori, che spesso usano inviare la propria immagine come dono ai rappresentanti delle case regnanti ed alle personalità più influenti del tempo: la grande richiesta (nel 1532 il principe elettore Giovanni Federico I gli commissionerà ad esempio ben sessanta coppie di ritratti dei suoi predecessori) porterà Cranach allo sviluppo di uno stile semplificato, riproducibile con facilità dai pittori della sua bottega, che si trovano quindi spesso a lavorare in una vera e propria catena di montaggio ante litteram, in cui i ritratti si differenziano solamente per piccoli particolari nell’abbigliamento o nel paesaggio. I soggetti sono tagliati il più delle volte appena sotto il busto e mostrati di tre quarti e mostrano una chiara influenza della ritrattistica italiana e di Tiziano in particolare, che Cranach incontra nel 1550 ad Augusta (pare che in quell'occasione il pittore tedesco realizzò anche un ritratto del suo "collega" italiano, andato però purtroppo perduto); ma si nota anche una certa affinità con alcuni ritratti di Dürer e della pittura fiamminga, che Cranach ha modo di conoscere tra il 1508 ed il 1509, quando si reca nei Paesi Bassi per ragioni diplomatiche, trovando uno stimolo fondamentale allo sviluppo del suo stile.

Accanto ai principi elettori, il modello più celebre di Cranach è stato senza dubbio Martin Lutero, che entra prepotentemente sulla scena religiosa europea nel 1517, lo stesso anno in cui il pittore giunge a Wittenberg: i due, pur essendo molto diversi, raffinato artista di corte l'uno, critico feroce della chiesa romana l'altro, riescono tuttavia a stabilire un ottimo rapporto di amicizia. Cranach riesce a dare alla Riforma protestante una forma, un’immagine precisa e ben riconoscibile, sfruttando soprattutto il mezzo dell’incisione, prodotta a livello quasi industriale nella stessa casa editrice del pittore.
Lutero in particolare è ritratto molte volte da Cranach, per la prima volta in un’incisione del 1520; ritrarrà anche sua moglie Katharina von Bora, sposata da Lutero nel 1525 contravvenendo platealmente alla regola che impone il celibato al clero. Sarà ancora Cranach a realizzare le xilografie del Passional Christi und Antichristi, libello polemico che accosta alle scene della vita di Cristo le gesta, tutt’altro che edificanti, del papa e della sua corte. L’opera avrà grande successo nell’Europa protestante e contribuirà a instillare nelle popolazioni del nord Europa l’odio per Roma, novella Babilonia. E, proprio per riuscire a parlare ad un pubblico il più vasto possibile, il suo stile, dopo i dipinti drammatici dei primi anni, si fa più didascalica e sintetica: spesso a corredo delle figure compaiono anche iscrizioni esplicative, che escludono ogni possibilità di fraintendimento nella lettura delle opere.

Pittore della Riforma, ma anche eccelso pittore del nudo. Il primo esempio, una tavola conservata a San Pietroburgo e rappresentante Venere e Cupido, è del 1509. La dea, una candida e raffinata silhouette su fondo scuro, fissa un canone di bellezza che lo stesso Cranach declinerà nelle molte altre figure femminili che affollano il suo repertorio: da Venere alle Tre grazie, da Eva a Lucrezia (che rivela la sua profonda conoscenza della cultura classica), passando per Ninfe addormentate che ricordano molto da vicino, almeno per quanto riguarda la scelta iconografica, i dipinti di Giorgione.

 

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Lucas Cranach
 

  • Giuditta con la testa di Oloferne, 1526
    Olio su tavola
    Gemäldegalerie Alte Meister-Museumslandschaft Hessen Kassel. Kassel
  • Melanconia, 1523
    Olio su tavola
    Statens Museum For Kunst, National Gallery of Denamrk. Copenhagen
  • Federico il Saggio di Sassonia, 1527
    Olio su tavola
    Hessichen Landesmuseums. Darmstadt
  • Venere, 1532
    Olio su tavola
    Städel Museum Frankfurtam Main. Francoforte
  • Venere e Amore che reca il favo di miele, 1530
    Olio su tavola
    Galleria Borghese. Roma


IN COPERTINA
un particolare di
Venere e Amore che reca il favo di miele

Catalogo: 24 ORE Motta Cultura
con marchio Federico Motta Editore

Mappa

Dove e quando

Lucas Cranach. L’altro Rinascimento

  • Date : 15 Ottobre, 2010 - 14 Febbraio, 2011
  • Indirizzo: Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5, Roma
  • Sito web

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