Loverrs/ Fuckerrs: Ivana Spinelli a Bologna
di // pubblicato il 02 Febbraio, 2012
Perdersi nei vicoli e nelle piazzette del centro storico di Bologna può essere un buon pretesto per scoprire spazi espositivi e luoghi d'arte anche dove apparentemente non sembra ci siano altro che porticati e strade strette. La galleria d'arte OltreDimore, situata in una piccola piazzetta dietro la più grande e conosciuta Santo Stefano è una di queste: uno spazio a cui si accede da una porta in un angolo, scendendo una rampa di scale.

Nella sua raccolta intimità sembra lo spazio ideale per ospitare la mostra dell'artista Ascolana, ormai stabile a Berlino, Ivana Spinelli, i cui lavori sono da anni incentrati sull'immagine della donna e sulla percezione disincantata ma altrettanto ironica della figura femminile.
Nel 2005 nasce a questo proposito il progetto Global Sisters, che potremmo definire come una
raccolta di rappresentazioni diverse della donna; un archivio in cui potenziali pin- up, vengono raffigurate in maniera stlizzata, con linee pulite, eliminando gli elementi superflui e sostituendo a questi elementi legati alla guerra, talvolta all'immagine del kamikaze e del soldato, come se l'intento fosse quello di sdoganare un tipo di stereotipo ancora vivo nell’immaginario collettivo e mass mediatico.
Parallelamente a questa prima “creatura”, l'artista, dà vita ad un progetto che unisce arte, moda, design, in parte anche cronaca e comunicazione, dal titolo Global Pin-Up: meta- brand che contempla la performance, il video, l’abito d’arte come installazione e la fotografia correlandoli in una vera e propria ricerca tematica che attraverso la brandizzazione del progetto artistico nella sua complessità vuole, attraverso le immagini, aprire nuove possibilità interpretative e dare spunti per riflessioni sociali e culturali.
Alcune delle “Sisters” di cui sopra sono presenti anche nella galleria bolognese nonostante in questa
occasione l'attenzione di Ivana Spinelli si sia particolarmente orientata anche verso l'installazione polimaterica in bilico tra la scultura, la video arte e la rielaborazione della fotografia.
Loverrs/ Fuckerrs oltre ad essere il titolo della mostra stessa è anche il titolo di una delle opere presenti, installazione scultorea e video che sembra voler raccogliere gli elementi e i simboli dell'intera progettualità dell'artista. Due figure in ceramica sembrano dialogare sedute su una cassa di legno dietro alla quale viene proiettato un video; nella medesima sala, un'altra installazione video complessa e costituita da quattro moduli in legno forma la frase I LOVE YOU SO dando spazio ad un’intepretazione sfaccettata che va dalla dichiarazione d'amore pura e semplice alla riflessione sul lavoro dell'artista stessa.
Come fa notale lo stesso Raffaele Gavarro, curatore della mostra: questo di Ivana Spinelli è un gesto d’amore verso tutti noi. Ha capito il senso delle immagini, di alcune immagini, ne ha come espunto la forza simbolica, rendendola compatibile con la nostra instabilità, e ce le ha portate fin dentro al nostro quotidiano. Ma cosa fanno gli artisti se non aiutarci a capire il mondo in cui siamo grazie a grandi gesti d’amore?

E sono questi stessi gesti d'amore che con ironia creano una nuova rappresentazione del corpo femminile contrapponendo stereotipi diversi ma congruenti: si passa quindi alla stampa in digitale dal titolo I am Miss Universe (2011), un fermo immagine sulla proclamazione della reginetta che scoppia in lacrime di commozione; quella stessa immagine che si ripete anno dopo anno, concorso dopo concorso come elemento topico di questo genere di manifestazioni.
A questo l'artista contrappone i già menzionati disegni, incisioni e stampe, talvolta realizzate utilizzando anche la tecnica del collage nella raffigurazione di donne-kamikaze e pin-up soldato.
Si aggiungono inoltre, altre due fotografie ironiche e velatamente disincantate: Light my fire e Suicide Bride, entrambe molto recenti (2011) che confermano ancora una volta la sottile capacità di Ivana Spinelli di "giocare con le immagini" lasciando che siano queste a parlare per lei.

Loverrs/ Fuckerrs è una mostra densa di visioni diverse e ricca di contenuti visivi e concettuali che si mischiano nelle sale della galleria bolognese altalenando tra modalità di comunicazione esplicite e messaggi lanciati con un acume che è tipico del genere femminile.
Interessante a questo proposito l'immagine del puntaspilli nel lavoro One word one pin (2011) in cui un puntaspilli realizzato dall'artista (con tanto di spilli, ago e filo puntati) è affiancato ad un libro sulla cui copertina è disegnata la più classica dele pin-up in stile anni Cinquanta.
L'ago è quello che, potenzialmente, grazie al lavoro dell'artista potrebbe punzecchiare lo spirito del visitatore facendolo uscire dalla mostra con alcuni interrogativi, o meglio, con la predisposizione a guardare con occhio diverso le immagini che vengono proposte, e, se di immagini si parla, allora viene naturale anche concepire uno sguardo rivolto verso immagini sovrapposte e intricate, da qui forse l’oggetto- filo- matassa che in questo complesso panopticon, Ivana Spinelli ci propone di seguire per poter attraversare le fasi del suo lavoro ma anche per mettere ordine nell'archivio di rappresentazioni mentali e mediatiche che quotidianamente e spesso inconsapevolmente inglobiamo.
